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Tributo a Marcello Masi
Sono passati otto anni da quando un altro glorioso guerriero del Rock ci ha improvvisamente abbandonati. Un guerriero che nella sua riservatezza e nel suo silenzio ha lasciato segni di rilevanza storica e di riferimento per ogni amante del Hard’n’Heavy italiano e non solo.

Ha lasciato un vuoto incolmabile nella vita di coloro che lo hanno conosciuto, di coloro che lo hanno apprezzato per le sue doti di musicista e di coloro che gli sono stati vicino nella vita di tutti i giorni. Tra questi ultimi è doveroso citare l’amico di sempre, Bud Ancillotti, la cui vita è stata nuovamente falciata dal crudele destino che gli ha fatto mancare un altro amico con cui ha condiviso ogni aspetto di una sincera amicizia e l’irrefrenabile passione per la musica che li ha tenuti uniti come fratelli. Un altro grande che ha condiviso la propria sorte, seppur in circostanze diverse, a quella di altri due martiri della New Wave Of Italian Metal, Fabio e Roberto Cappanera. Molti di voi che state leggendo saprete di certo di chi sto parlando, un musicista poliedrico che passava con disinvoltura tra infiniti generi utilizzando svariati strumenti, anche se poi quelli a corda sono rimasti la sua passione principale. Tutte queste doti sono racchiuse sotto un unico nome: Marcello Masi.
A pochi anni dalla sua scomparsa ho sentito la necessità, escludendo il doverso omaggio che la Bud Tribe fece all’indomani della sua scomparsa pubblicando sul vecchio sito della band una pagina in ricordo dell’amico scomparso, ancora oggi visibile all’indirizzo http://budtribe.interfree.it, di realizzare un tributo alla sua memoria. Non me ne voglia qualcuno che ho estromesso tra coloro che hanno condiviso con Marcello l’incontenibile passione per la musica, ma credo che per la maggior parte delle persone il chitarrista bolognese di nascita ma pratese di adozione, venga ricordato più per la sua produzione musicale nella Bud Blues Band prima, in seguito per quella con la Strana Officina con la quale dette vita al primo capolavoro della band livornese, l’omonimo Ep “Strana Officina” e infine con la stessa Bud Tribe.

Ebbi la fortuna e il piacere di conoscere Marcello una sera soltanto; anche se la memoria è un po annebbiata, credo si trattasse intorno al 99 – 2000, durante un concerto della Bud Tribe in una calda sera d’estate nello spiazzo adiacente al circolo Arci della Querce, appena dentro Prato, dove Marcello svolgeva il compito di tecnico del suono. Lo ricordo ancora dietro al grande banco mixer indaffarato tra centinaia di spie e pulsanti e proprio durante una pausa decisi di avvicinarmi e di stringere la mano, io poco meno che ventenne o giù di li, a un mio eroe dell’adolescenza…un eroe che fino a quel momento avevo potuto solo apprezzare grazie alle sue note che andavano a comporre solenni inni e sacre reliquie come “Luna Nera” “ Viaggio in Inghilterra” “ Autostrada dei Sogni” “ Non sei Normale” e tante altre. Non ricordo con precisione le parole che ci siamo detti, ricordo solo che ero fortemente emozionato per ritrovarmi davanti a uno di quei personaggi che fin da quando ero un imberbe quattordicenne potevo vedere solo nel retro copertine dei vinili, quando quasi ogni giorno passavo interi pomeriggi e le sere dopo cena ad imparare a memoria le canzoni della Strana Officina prima, e della Bud Tribe in seguito, credendo forse ingenuamente che questi eroi rappresentassero per me un traguardo irraggiungibile. ma mai la smentita fu così vera quando la vita mi ha fatto avverare dei sogni; uno di questi è l’amicizia che mi lega da anni a Bud Ancillotti e tutta la sua Tribù. Avrei voluto che fosse stato lo stesso anche con Fabio e Roberto e anche con Marcellino, ma ahimè l’incontro sopra menzionato è l’unico documento che posso conservare nei miei ricordi e che ho voluto esporre come parte integrante di questo piccolo tributo.
Marcello oltre a essere stato un grandioso musicista Rock è stato autore anche di canzoni new age, culminate nella realizzazione di un disco solista autoprodotto dal titolo “ Riflessi” del 1992. Ha composto colonne sonore per film, e si è cimentato con successo nella realizzazione di musiche per meditazione e rilassamento, legate al ciclo della musicoterapia. Ha pubblicato ancora un disco di musica new age nel 1996 dal titolo “Flying”, prima di rientrare nei ranghi della musica pesante unendosi alla band di Bud Ancillotti per realizzare il disco d’esordio “On The Warpath” e poco prima della sua morte il singolo “ In Remembrance” dedicato alle vittime del feroce attacco alle Torri Gemelle del 2001. Purtroppo il destino ha scelto di far calare il sipario sul talento e la maestria del chitarrista felsineo- toscano troppo, troppo presto. A soli 44 anni Marcello lascia la sua vita terrena costellata in ogni momento da quelle auree note che il suo strumento preferito era solito far echeggiare. Ma come con Fabio e Roberto, la morte anche in questo caso non ha raggiunto del tutto il suo scopo; Marcello continua a vivere in ognuno di noi, vive in ogni concerto della Bud Tribe e della Strana Officina, dove insieme a Fabio e Roby assiste direttamente sul palco ad un nuovo capitolo del Rock’n’Roll, vive nella sua chitarra che ogni volta il Leo esibisce dal vivo in tributo al suo immenso valore. La morte ci ha sottratto fisicamente un amico e un grande musicista, ora diventato una voce che ci parla continuamente.. che sta a noi ascoltare…la sua Voice in The Night.
Ciao Marcello, non ti dimenticheremo mai.
Un abbraccio e un saluto affettuoso alla moglie Fabiola per tutto l’impegno che ancora oggi essa adopera per far si che il ricordo di Marcello rimanga immutato nel tempo.
Vi invito tutti a tributare il vostro ricordo a Marcello Masi visitando il sito www.masimusic.net, dove troverete segnalate più approfonditamente altre produzioni da lui realizzate più numerose curiosità.
Francesco “Running Wild”