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Passion for Bleeding
(Intervista a Armando Caserta "Army Black", batterista)
Eccoci qui con Armando Caserta”Army Black” drummer dei Passion for Bleeding:
Passion for Bleeding, nome bizzaro direi, quasi emo... da cosa nasce?
Il nome nasce dalla casualità di una bevuta con la band: scherzi, ridi, un accenno all'ultima uscita discografica, film horror, passioni. Passioni che uno condivide, che molte di loro non rispecchiano canoni standard della società e ti indicano come chi sa che cosa viene partorito dalla stupidità della gente. Quindi diciamo passione per il sanguinamento. Il sangue rappresenta la nobità d'animo, come la voglia di essere libero da canoni imposti, ma anche esserci dentro però essere libero di cambiare, modificare a proprio piacimento. Sangue come conoscenza. Oppure, secondo altri semplici, riferimenti grind su tampax o massacri alla Peter Jackson hehehe. Quella dell'emo è carino lo dirò agli altri hhehe.
Parlateci un po' della storia del progetto Passion for Bleeding, dalla vostra formazione, passando per i cambi di line up, fino alla presentazione del vostro demo Carnival of Soulless.
Il progetto nasce dalla passione, per l'appunto di suonare metal, dato che ogni componente veniva da realtà diverse. All'inizio cover di determinate band, poi abbiamo cercato di unire tutte le nostre influenze e creare qualcosa di più o meno nuovo e che, soprattutto piaceva a tutti.
Parlando più specificatamente della band, il motivo di questi cambi era per l'appunto incomprensioni stilistiche o di relazioni, in una band è difficile sempre andare d'accordo ma è normalissimo. La formazione attuale comprende Hodavènn, alla voce (anche batterista dei Nordenvarg) grande cantante che sa modulare bene e in live è un vero animale da palco, Jesus alla chitarra il riffmaker (come in un altro progetto black/death, i Nocturno). Edo, che adesso povero non sta tanto bene, e credo che i prossimi concerti saremo in 4 o addirittura con un turnista ma è una vera ascia da guerra. Mat, un grande bassista senza dubbio. Io, Army Black alla batteria. Carnival of Soulles e' diciamo una riflessione sul tema, uno nessuno cento mila di Pirandello: "Maschere". Solo maschere. Raccontandolo in forma personale e riadattandolo al genere. Non e' un concept, è un tema. Il quale viene raccontato in vari capitoli diversi l'uno dall'altro.
Stilisticamente vi attestate nel black metal, ma io ci sento molto di più onestamente. Parlateci della struttura musicale dei vostri pezzi, e come convivono con i gusti e le ispirazioni musicali della band.
Beh diciamo che il black metal è di partenza...
Si è vero, e' molto riduttivo parlare di black metal, anche perché ogni membro ha una sua influenza, credo sia più corretto esperimental extreme (trash, black, death) metal. heheh. La monotonia secondo noi uccide i grandi artisti, ma anche gente che va a lavorare e si crea il malcontento. Quindi cerchiamo di miscelare generi e di creare (l'ho già detto?) cose nuove e non rimanere mai sullo stesso piano compositivo.
Quali argomenti trattano i vostri pezzi?
Beh i temi trattati nelle canzoni, sono variegati. Parlando di Carnival of Soulless: "Vari capitoli su come l'umanità si comporta indossando maschere". Dal tema esplicito di Falling Idols, di far cadere gli idoli e di essere se stessi, alla nichilistica Carnival of Soulless, all'inno all'odio di Hate Prevails verso la cultura imposta (o odio semplicemente), alla satirica parodia di come il mondo tratta il tema della religione, Antichristian Crusade. E l'apocalittica ed epica Rise Satan Rise. Non siamo un gruppo politico o quant'altro che si chiaro. Ci piace affrontare temi universali, raccontandoli a volte in modo specifico, ironico, distruggendoli, ampliandoli. Molte altre canzoni che adesso portiamo solo in live hanno temi poetici, epici, più specifici.
L'Italia, a detta di tutti, è un paese di santi, navigatori, e, come dico io, di patetici telespettatori di reality, ma non certo patria di black metal, anche se negli ultimi anni vedo muoversi qualcosa.
Cosa ne pensate della scena black ed underground italiana?
L'Italia. Su questo argomento dovremmo soffermarci a lungo. Personalmente, credo di parlare a nome di tutti. La scena italiana black metal sta crescendo sempre. Black intendo anche influenze folk. Underground anche. Penalizzata da continue chiusure di locali e trattamento pessimo alle giovani band emergenti e non. Questo mi fa ribrezzo. L'underground cerca di offrire alternative e non si lamenta come molte persone perchè c'è questo o quest'altro. Ci sono persone che si fanno in quattro, per condividere e dar vita alla macchina metal italiana. Ma vengono purtroppo sempre di più indicati e giudicati, da chi poi? Da una cultura arretrata e contadina. E mi fermo qua.
Siete tra i pochissimi gruppi che hanno superato la prova Furia ed ottenuto una buona recensione, secondo voi perchè?
La copertina ? heheh. Siamo molto felici che ti sia piaciuto. Significa molto dopo tutto il casino pre - Carnival of Soulless è un bel traguardo.
Preferite le esibizioni live o i lavori in studio?
Sono due mondi differenti, preferiamo entrambi.
Cosa avete in cantiere per il futuro?
Ora oltre alla preparazione dei live, siamo anche in fase di composizione. Oltre al miglioramento del songwrinting, questa volta ci stiamo impegnando nella realizzazione di un vero è proprio concept: la Distopia. George Orwell e altri. Non voglio svelare ehehe. Con questo concludo e ti ringrazio e spero di vederti ad un nostro live per divertirci insieme, ringrazio tutti i gruppi che supportiamo e ci supportano, gli amici cari che si seguono da parecchio. La Ocularis Infernum (associazione musicisti), la Necrotorture, Friulmetal. See you on stage.
Intervista a cura di Furia "Hellcommander"