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Pino Scotto
12/12/2008 - Borderline di Pisa
Incontriamo Pino nel backstage del concerto tenutosi al Borderline di Pisa il 12 Dicembre scorso e molto cortesemente si presta a rispondere a qualche nostra curiosità; esagerato, schietto ed irriverente. Musica, politica ed una possibile reunion dei Vanadium sono alcuni degli argomenti che abbiamo discusso con il più grande Italiano di Metallo.
Ciao Pino, partiamo dall’immediato e parliamo del concerto di stasera: com’è andata la serata e come ti trovi qui?
Bè, ormai venire al Borderline è come essere a casa. Da quando ho iniziato a suonare mi sono creato un giro di 15/20 locali nei quali mi sento in famiglia, sono posti veri, rock ‘n’ roll, ed il Borderlie è sicuramente uno di quelli. I concerti in questi posti non possono riuscire male, peccato che… stasera c’era poca figa. (Risate generali).
La prossima domanda ti riguarda in prima persona. Con una carriera trentennale nel mondo del metallo e con la tua forte personalità sei diventato uno dei personaggi di spicco dell’hard ‘n’ heavy in Italia: come ci si sente ad essere riconosciuto come il portavoce di una musica che in Italia ha così poco seguito?
Quando mi fanno questa domanda rimango sempre allibito, perché io non mi sento così. Vedo però che gli altri mi riconoscono questa grande responsabilità ed allora mi viene ancora più voglia di gridare la mia rabbia a questo nostro paese dove non c’è meritocrazia e dove non ci sono opportunità per il rock.
Girando molto per l’Italia in tour ho visto band emergenti che spaccano il culo e per le quali vorrei avere i soldi di Vasco Rossi o di Ligabue per potergli dare le opportunità che si meritano e poterli produrre. Io sono sicuro che questa musica venderebbe in Italia, sono le major che non ci credono, che continuano a sfornare "sti gruppi di ricchioni", usciti da reality o da merdate simili e la gente si beve tutto quello che gli dicono. Questo è il vero problema del nostro paese.
Approposito di problemi del nostro paese. Tu sei uno che tiene molto a certi argomenti sociali e politici ed è chiaro che non sei soddisfatto di come stanno andando le cose: qual è la ricetta per migliorare?
Per migliorare basterebbe poco: se in questo paese, come nel resto del mondo prendessero il sopravvento sentimenti come l’amore, la compassione, il rispetto, il non cercare tutte le vie per inculare il prossimo sarebbe un mondo bellissimo. Io in passato ho creduto nella politica, nella sinistra, ma ormai non c’è più differenza: destra, sinistra, verdi, gialli, sono tutti delle merde, tutti sfruttatori che campano alle spalle del prossimo. Ma se ne andassero a fanculo tutti, noi abbiamo una cosa che loro non hanno e che nessuno ci potrà togliere: abbiamo un sogno, crediamo nel rock ‘n’ roll e viviamo la nostra vita onestamente e questa è la cosa più importante.
E di quelli che si impegnano tanto per darti contro? Video su youtube, forum “anti-pino scotto” etc, etc..
Me ne fotto! Io dico le mie verità e quelli che mi danno contro lo fanno perché vedono infuocarsi pian piano la loro coda di paglia.
Sempre parlando di politica vedi come stanno reagendo alle accuse di Di Pietro. Quello è un grande, li sta denunciando tutti e adesso tutti si stanno prodigando per cercare di farlo passare da pagliaccio perché hanno la coda di paglia in fiamme.
Dopo un argomento così intenso torniamo nei nostri binari e continuiamo a parlare di musica. Cosa ne pensi dell’underground italiano?
Che è messo malissimo. Ci sono tantissime band davvero bravissime ma nessuno che investe su di loro. Tutte le volte che qualche ragazzo mi chiede un consiglio, la prima cosa che gli dico è di scappare dall’Italia. Qui non c’è nessuna opportunità come dicevamo prima; o segui il trend, fai la musica di merda ed anche così non è detto che sfondi, oppure resti nell’underground a vita.
Parliamo un po’ del tuo futuro. C’è una cosa che i tuoi fan chiedono a gran voce: la reunion dei Vanadium.
Impossibile! Impossibile perché anche agli inizi i Vanadium non erano una band. Sì, suonavamo e componevamo insieme ma ti dico che in 10 anni non siamo mai andati a berci una birra tutti insieme, gli altri non venivano mai ai concerti, mi davano del drogato, dell’alcolizzato, si lamentavano del mio stile di vita. Alla fine mi sono rotto i coglioni, io avevo bisogno anche di un rapporto umano, di condividere esperienze con le persone che suonavano con me, ma questo non è mai successo con i Vanadium e questo mi ha sempre pesato moltissimo.
Chiudiamo con una sorta di domanda di rito. Qual è stato il periodo migliore della tua carriera?
Il periodo migliore è questo, è stasera, domani, i prossimi concerti. Quello che ho fatto in passato resta dov’è e lo ricordo con piacere ma questa è la mia vita ed io vado avanti.
Intervista a cura di Dyego Star