Ricerca
Contattaci
Per segnalare concerti o richiederci una recensione delle vostre band, scriveteci compilando il modulo in questa pagina
Accesso utente
Chi è on-line
Rhyme
Eccoci qua con i Rhyme da me recensiti più che positivamente tempo fa:
Come nascono i RHYME?
La band ha poco più di un anno di vita, ma le origini dei Rhyme sono molto lunghe. Io (Rik, bassista) e Teo (chitarrista) ci siamo conosciuti suonando negli Ignes Fatui ad inizio 2002, band scioltasi dopo un solo concerto! Da lì siamo rimasti in contatto fino a quando, ad inizio 2008, tra una birra e l’altra ci siamo resi conto che in Italia mancava un certo tipo di band, con una certa mentalità...
Perchè proprio il nome RHYME?
Il monicker RHYME sta per “rima”, e per noi rappresenta l’ambizione di fare combaciare tutti gli elementi, creando qualcosa di armonioso, di nuovo, ma anche di compatto. Rhyme potrebbe essere definito come stile e groove. Devo confessarti che la scelta del nome è stata un calvario…
Come si è svolta fino adesso la vostra carriera?
Essendo attivi come band completa da un solo anno, abbiamo fatto già molte cose: una demo, un promo (che stiamo ultimando ora) per le case discografiche, abbiamo fatto numerosi show più o meno importanti, abbiamo calcato il palco dello Zoe di Milano per una serata che ricorderemo per molto tempo. Devo dirti che in tutto questo, senza la presenza di Damiano alla batteria, io e Teo non saremmo riusciti a dare vita a questo progetto. E’ un ragazzo precisissimo sotto ogni punto di vista e si fa davvero in quattro, così come Davide Ruda, il nostro singer…arrivato da poco ma “Rhyme” come nessun altro! Arriva addirittura da Alghero, Sardegna, il che significa “aereo-prova-concerto-aereo”. Ma d’altronde questo e altro per il Chris Cornell italiano…
Come nasce una vostra canzone?
Nasce dalla vita, dalle esperienze. Io e Teo scriviamo la musica, solitamente io do il La, Teo sviluppa il pezzo e poi lo rifiniamo insieme, dopodiché…arriva la parte che preferisco: il testo. Ho avuto il piacere di avere Cristiano Godano dei Marlene Kuntz come professore e per quanto i miei testi non abbiamo NIENTE a che vedere con i suoi, così aulici e introspettivi e bellissimi,sento di avere imparato molto da lui e, soprattutto, dai miei punti di riferimento, dagli artisti con cui sono cresciuto quando mi chiudevo in stanza da ragazzino, con le mie cuffie enormi e sfogliavo i booklet. I testi dei Rhyme parlano di qualsiasi cosa: dal semplice “scherzo shakespeariano” di “Lovers…in the sky” dove una ipotetica Giulietta avvelena di proposito Romeo, a “TV Liars” dove affronto X-Factor e i talent show musicali, “Feed My Anger” e la pedofilia, fino a “Rise Again” che parla di dipendenza…
Cosa ne pensate della scena rock-metal italiana?
Penso che ci siano troppe cover band e troppi tributi. Poi ci sono gli Extrema, Pino Scotto, i Lacuna Coil, artisti che non voglio giudicare ora a livello artistico, ma che hanno dato e stanno dando tanto a livello di attenzione mediatica per il nostro genere. E poi ci sono tante altre band underground che meriterebbero un destino migliore. Purtroppo il nostro paese ha una mentalità ancora arretrata, ma è questione di tempo. Forse la prossima generazione sarà “rock addicted”…magari!!!
Avete mai preso in considerazione di proporre la vostra musica nel mercato estero? Secondo voi c'è una concorrenza troppo agguerrita rispetto all'Italia?
In realtà è il nostro fine, quello di proporci all’estero, proprio per quanto detto nella risposta precedente. E lo stiamo già facendo. Veniamo molto spesso passati e intervistati da web radio americane e riceviamo solo commenti positivi di persone che vogliono vederci dal vivo. Non credo ci sia una concorrenza più agguerrita…anzi per esperienza diretta e indiretta so che l’approccio all’ascolto della musica è diverso. Mi è stato detto che in Inghilterra è molto facile ricevere insulti se esegui solo cover, se così fosse sarebbe il mio paradiso. Ogni paese però ha i suoi pregi e difetti. Inoltre non sto affatto denigrando l’Italia, ma troppe persone restano incollate alle cover, al passato, o peggio ancora tutta la sera su facebook! Chi nasce in Italia e vuole fare rock deve per forza sconfinare, per avere un ascolto sufficiente, e poi tornare in Italia da “vincitore”. Oltre alla fuga dei cervelli subiamo anche la fuga del rock! Io vorrei che questo non fosse così…l’Italia è il migliore paese del mondo quando vuole. Aiutiamoci!
Credete che sia importante oggi come oggi avere un’agenzia per avere visibilità?
Sì! Stiamo giusto cercando un’agenzia che lavori con passione e dedizione, che ami la nostra musica (è fondamentale) e che sia disposta a fare tanti sacrifici su di noi. Sarebbero ripagati con interessi altissimi. Qualcosa si sta già muovendo…ma non parlo per scaramanzia!
Progetti futuri?
Chiamarti e dirti “Ehi, ci hai portato bene!”. Il primo obiettivo è il disco: ci stiamo lavorando, è in arrivo…sarà una bomba. Faremo dei sacrifici enormi, anche economici per questo disco, ma in compenso avremo qualcosa di cui essere orgogliosi un domani, ed una partenza forte per l’oggi. Dopodiché live, live e ancora live. Dal vivo non ci risparmiamo mai…io finisco sempre con il mal di schiena. E finalmente posso dirlo: faremo di supporto ad alcuni show di Pino Scotto. Sarà un’occasione per presentare la nostra musica a tante persone. Un modo per avere quello spazio che è quasi un’impresa riuscire a raggiungere da soli. E per questo ringrazio anche te Mandy, e tutti voi che con Italia di Metallo lavorate per noi e per coltivare la vostra e nostra passione. Grazie! Ne approfitto anche per salutare tutti coloro che leggeranno: trovate le nostre date su www.myspace.com/rhymeband e rhymeband@libero.it. Venite a trovarci, ascoltateci, scriveteci…noi ci siamo. Stay Rhyme!
E allora non facciamoci sfuggire l'occasione di apprezzare i Rhyme in sede live!!
Intervista a cura di Ursula aka "Mandy"



