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Sunpocrisy
1. Abbiamo il piacere di fare quattro chiacchiere con la band Sunpocrisy. Ciao ragazzi, iniziamo subito con le presentazioni. Potete raccontarci brevemente come è nata la vostra band?
Molto volentieri! I Sunpocrisy sono nati nel tardo 2005: in quel periodo, io e Carlo, il nostro batterista, suonavamo già insieme in un gruppo death (progetto che di fatto non è mai nemmeno partito) ma la nostra volontà era quella di suonare un genere che ci appagasse maggiormente, unendo le nostre due maggiori passioni, il death e il progressive. A quel punto, abbiamo deciso di distaccarci e di portare avanti questo progetto che, anche se molto a rilento, ha piano piano preso forma. La prima svolta è stata sicuramente l’entrata nel gruppo di Matteo alla chitarra, che ha portato i Sunpocrisy a 3 elementi, oltre ad essere tecnicamente e “mentalmente” il musicista ideale per il genere da noi proposto. A quel punto, l’evoluzione del gruppo ha subito una battuta d’arresto, in quanto la ricerca del bassista si faceva ardua, fino a quando abbiamo avuto la fortuna di incontrare Gabriele che ha finalmente completato la formazione, dimostrandosi un ottimo elemento sia dal punto di vista musicale che, chiaramente, umano. A quel punto, la stesura dei primi brani è cominciata, completando quello che già si era scritto e arricchendolo, visto che, dopo tanta ricerca, eravamo finalmente 4 menti pensanti.
2. Quali sono le principali influenze che caratterizzano il vostro background musicale?
Catalogare il nostro background è abbastanza difficile, in quanto abbiamo molti gusti in comune, ma altrettanti decisamente discordanti. Fortunatamente, ognuno di noi ha dei gusti personali, che magari provengono dalla nostra infanzia o da semplici esplorazioni in campi diversi dal “solito” metal, come potrebbe essere la musica elettronica, il progressive anni ’70, musica leggera, ecc. Diciamo che, in generale, il genere che suoniamo è ciò che ci appaga maggiormente e che rappresenta ciò che consideriamo completo. Secondo questi presupposti, se poi ciò che ne uscirà sarà qualcosa di pesantissimo o qualcosa di estremamente delicato, tanto di guadagnato, perché ciò che conta per noi non è tanto seguire uno stile o porci dei paletti, ma riuscire a dare il nostro suono a tutto ciò che componiamo. Di fatto, creare Un “tocco” riconoscibile che, indipendentemente da ciò che si sta ascoltando, sia comunque riconducibile a noi, al nostro modo di interpretarlo. In ogni caso, per fornire delle influenze che inquadrino il nostro stile, potrei citarti band quali Between The Buried And Me, Isis e Opeth, anche se poi analizzando i singoli episodi, si sentono molte cose diverse, anche non direttamente riconducibili ai gruppi sopracitati.
3. Ho avuto modo di recensire il vostro EP e devo dire che l’ho trovato davvero interessante. Potete raccontarci come si è evoluto il vostro sound dagli esordi fino al disco?
Ti ringrazio per il complimento! Sicuramente dagli esordi fino alle 4 canzoni che compongono l’EP, il sound si è evoluto parecchio, soprattutto grazie al fatto che, una volta completata la formazione, ognuno poteva finalmente dare il proprio contributo alla composizione, sia di nuovo materiale, che di arrangiamento e completamento del vecchio materiale, sicuramente molto acerbo e troppo derivativo fino a quel momento. Grazie a questa collaborazione, ogni canzone è stata rivista e arricchita fino a rappresentare perfettamente ciò che volevamo comunicare con quel pezzo. Siamo molto pignoli nella composizione, curiamo moltissimi dettagli al fine di non lasciare nulla al caso e credo che questo contribuisca positivamente a dare una bella impronta alle nostre canzoni.
4. Riguardo l'EP, la fatica più grande qual’ è stata? E la più grande soddisfazione?
Ti dirò, non c’è stata una singola fatica maggiore o più impegnativa di altre, sicuramente la registrazione delle singole parti ha causato, a tratti, alcuni problemini più che altro legati alla tensione di suonare perfettamente e poi di sentirsi registrati, considerando la nostra già citata pignoleria in merito alla cura dei dettagli e che era comunque la nostra prima esperienza in studio. Per quanto riguarda la più grande soddisfazione, anche se sembrerà scontato, ma credo sia stato il momento del primo “play” del nostro EP, in studio, seguito poi da altre mille volte in macchina, in casa, ovunque! Sentire il frutto completo del proprio lavoro, impegno e passione, è qualcosa di incredibilmente appagante.
5. Come nasce una canzone dei Sunpocrisy? Per quanto riguarda le tematiche trattate nelle lyrics, quali sono le vostre principali fonti d’ispirazione?
Solitamente, una nostra canzone nasce da me o da Matteo, che componiamo moltissimo materiale, sia brevi spunti che pezzi più articolati e completi. Praticamente tutta la composizione avviene in casa, dove aiutati da alcuni software, creiamo poi tablature e spartiti già completi anche di parti di batteria e basso, che diamo agli altri componenti del gruppo. Ovviamente, il fatto di creare anche le parti degli altri è semplicemente per far capire la nostra idea di come un determinato pezzo è stato composto, di come suona nella nostra testa, perché chiaramente un riff di chitarra può essere accompagnato da una parte lentissima di batteria come da un blast beat, quindi è necessario dare un’idea approssimativa di cosa volevamo comunicare in un determinato frangente della canzone. Fatto questo, ci si impara le parti, le si arrangia, le si cambia e si collabora al fine di arrivare al risultato desiderato. La regola che ci poniamo sempre è quella che ogni cosa è opinabile, ovvero la completa disponibilità a rivedere insieme ogni singola parte e, se necessario, cambiarla o toglierla a seconda del gusto e delle intenzioni di tutti.
Per quanto riguarda le tematiche dei testi, non seguono un iter particolare, ma sono accomunabili sicuramente dall’utilizzo di metafore e immagini evocative al fine di esprimere un concetto. Tendiamo a non essere troppo “in your face” come approccio ai testi, ma troviamo sempre modi particolari per esprimere dei concetti anche semplici come potrebbe essere la disperazione, la gioia, l’abbandono, la pazzia. Inoltre, spesso usiamo la natura per esprimere le nostre idee e sensazioni, servendoci di elementi naturali che vengono utilizzati metaforicamente per evocare concetti ed idee.
6. Siete soddisfatti del lavoro svolto? E cosa potete dirci in merito al riscontro del pubblico?
Si, siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, perché rappresenta esattamente ciò che eravamo e volevamo ottenere con il nostro EP. Chiaramente, ora ci siamo evoluti, suoniamo in modo diverso e più completo, devo dire che stiamo finalmente trovando il nostro sound, quel qualcosa che ci soddisfa a pieno. Detto questo, sicuramente questa nostra evoluzione è stata merito anche del nostro EP, che ci ha permesso di capire cosa volevamo mantenere, portare avanti ed evolvere e cosa invece rimarrà un bellissimo “esperimento” che non rinnegheremo mai, ma che rimarrà comunque nel “come eravamo”. Per quanto riguarda il riscontro del pubblico, devo dire che è stato davvero grande, abbiamo ricevuto complimenti da moltissime persone diverse, addetti ai lavori e non, sia tramite recensioni che direttamente ai concerti. E’ sempre bellissimo trovare persone che apprezzano ciò che fai e ciò a cui ti dedichi con tantissima passione.
7. A quale canzone siete più affezionati? E perchè?
Senza ombra di dubbio “Aeon’s Samsara” per moltissime ragioni. E’ sicuramente il nostro fiore all’occhiello, la nostra canzone più bella e più completa, rappresentando di fatto, insieme ad “Aprosdoketon” il punto di partenza da cui abbiamo deciso di evolverci e portare avanti il nostro discorso musicale. Aeon’s Samsara è una canzone che racchiude tutto ciò che siamo, perfettamente bilanciato, ancora oggi quando la suoniamo durante le prove o nei concerti, ci viene la pelle d’oca perché è davvero qualcosa che sentiamo tantissimo, come atmosfera, come forza, come note, l’insieme di tutto ciò che desideriamo da una canzone. E questo, con nostra immensa gioia, è stato trasmesso anche alle persone che ci ascoltano, visto che è considerata da tutti il nostro capolavoro. Siamo davvero fierissimi di questa canzone.
8. Mi parlate del vostro approccio in sede live? Quali sono state le esibizioni che ricordate con maggiore piacere?
In sede live il nostro approccio è sempre molto normale, nel senso che non siamo sicuramente di quei gruppi che fanno coreografie o cose del genere (e ce ne sono) ma semplicemente viviamo il momento come ci viene, con molta energia e istinto. Chiaramente, la nostra priorità è suonare bene, quindi è ovvio che se una determinata parte di una canzone ce lo consente, sicuramente saremo piegati fino al pavimento, ma non sempre questo è possibile e a tratti bisogna anche dosare le energie e guardare lo strumento, se no certe cose non ci vengono, ahah! Scherzi a parte, di solito abbiamo sempre ricevuto complimenti per le nostre esibizioni live, considerate molto potenti e coinvolgenti. Tra i concerti che ricordiamo con maggiore piacere è sicuramente la primissima esibizione live, avvenuta sul bellissimo palco del Latte + a Brescia, c’era parecchia gente ed è stato davvero emozionante. Oltre a questa, un’altra data che ricorderemo con piacere è stata sicuramente quella del Kolony Metal Fest, avvenuta all’Olden Live Club, che ci ha dato la possibilità di condividere il palco con gruppi davvero importanti quali In Mourning, Black Sun Aeon e Ahab. E’ stata davvero una serata indimenticabile, grazie anche alla grande simpatia di alcuni gruppi e ai complimenti ricevuti dagli stessi nei nostri confronti, che chiaramente ci ha resi molto orgogliosi della nostra performance.
9. Quali sono i prossimi progetti che vi vedranno impegnati?
Per quanto riguarda il nuovo materiale, stiamo procedendo alla stesura del nostro primo full lenght, che molto probabilmente sarà un concept album e siamo davvero elettrizzati da ciò che sta venendo fuori dalle nuove canzoni, sarà qualcosa di veramente bello. Per quanto riguarda invece i live, abbiamo già pianificato un paio di date e stiamo cercando di organizzarne altre al di fuori di Brescia e provincia. Inoltre, molto importante per noi, il 3 Aprile all’ Olden Live Club, avremo l’onore di condividere il palco con i The Ocean, insieme ad altri gruppi italiani. Sarà una grandissima occasione per noi, sono un gruppo che seguiamo da molto tempo e non ci sembra vero di poter suonare con loro, ci stiamo preparando al meglio per l’occasione. Chiaramente, invitiamo tutti a sentirci, sarà una serata fantastica.
10. Un saluto agli amici di Italia di Metallo.
Salutiamo tutto lo staff di Italia Di Metallo e tutti i vostri lettori, ringraziandovi di cuore per lo spazio dedicatoci sia tramite intervista che con la recensione del nostro EP. Invitiamo tutti a visitare il nostro myspace (www.myspace.com/sunpocrisy) e a scaricare gratuitamente il nostro EP sempre dalla stessa pagina, nella speranza di piacervi e di conquistare dei nuovi adepti! Buona giornata a tutti!
Intervista a cura di: Elisabetta Filippini