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From the Shores
Intervista aTheo, bassista.
Dopo la recensione di 'Until my Breath' (che trovate sulle pagine di questa vostra webzine preferita),ho intervistato per IdM i Deathsters veneziani From The Shores per conoscerli meglio e vedere i loro punti di vista.
Ci ha concesso un pò del suo tempo Theo,il bassista della band: FPR:Ciao ragazzi,presentate a i lettori di Italia di Metallo la vostra band... FROM THE SHORES: Ciao a tutti. Noi siamo i From The Shores, veniamo da Venezia e siamo attivi dall'estate del 2008. Nell'estate 2009 siamo passati a una formazione a quattro con Theo al basso, Luca alla voce, Andrea alla batteria e Leonardo alla chitarra. FPR:Ho ascoltato i pezzi di 'Until My Breath' ed è ovvio che siete adoratori della scena Swedish Death Metal,condividete se vi dico che il promo suona un pò ripetitivo nel suo genere? O meglio,vi siete limitati a suonare ciò che più vi piace senza però personalizzare il vostro sound? FROM THE SHORES: In realtà no, o meglio, l'idea iniziale era quella di non legarci troppo ad un genere. Come unico obiettivo ci siamo posti di scrivere dei pezzi che ci piacessero ma sentendoci liberi di sperimentare, senza andare a copiare altre band o avendo già in testa come dovessero suonare le canzoni. Quindi la risposta alla tua domanda è no, nel senso che non ci siamo limitati a copiare il sound svedese, ma potrebbe essere sì al fatto che le canzoni possano risultare ripetitive, infondo sono state le prime canzoni che abbiamo scritto. FPR:La produzione del promo devo dire che non è male! Mi raccontereste cosa vi ispira quando componete un pezzo? FROM THE SHORES: Grazie, la scelta di un determinato tipo di produzione l'abbiamo studiata in modo tale da dare il giusto risalto ai pezzi. Per la scrittura dei pezzi il metodo di lavoro varia, soprattuto adesso che abbiamo una sola chitarra. Prevalentemente è Leo che si occupa della scrittura delle parti musicali. Si parte da un riff, o da un canzone già praticamente impostata e ci si lavora. O magari qualcun altro ha un idea per un riff o un fill che da lì poi viene sviluppata e risistemata. FPR:Come nasce un testo dei From The Shores? Quali sono le tematiche che più vi interessano? FROM THE SHORES: Dei testi ce ne occupiamo io (Theo) e Luca. L'idea di partenza è che il testo sia se non 50, almeno il 40% del valore di un pezzo. Molto spesso, soprattutto quando si ascoltano band estere, si lascia perdere il testo se la melodia è accattivante. Questo è giusto dal punto di vista musicale, ma riduttivo nei confronti di quelle band che ripongono un contenuto nelle loro canzoni. Un nostro testo nasce dall'esigenza di parlare di qualcosa, attenti a non parlare sempre delle solite tematiche o a usare frasi semplicistiche. Credo che la miglior critica costruttiva che ci abbiano fatto a proposito dell'ep sia che i testi avevano delle buone idee a livello di contenuti ma che la forma doveva essere meno scolastica. E' difficile non essendo dei madrelingua inglesi ma l'ho trovata uno stimolo molto importante per le nuove liriche. FPR:Non vi ho mai visto in sede 'live',ma ho letto che avete buona esperienza a riguardo. Cosa deve aspettarsi chi viene a vedervi in concerto per la prima volta? FROM THE SHORES: Quattro persone che cercano di dare il massimo per proporre uno show preciso e coinvolgente. FPR:Che ne pensate della scena underground Italiana? FROM THE SHORES: Che purtroppo non gode dei mezzi di altre scene, già per esempio a livello europeo. Uno dei problemi di noi italiani è talvolta il vittimismo di alcune band che non avendo voglia di impegnarsi per ergersi dal mucchio si lamentano che in Italia non si riesce a fare niente. Questo è vero da un certo punto di vista, è anche vero che gruppi che si fanno il culo in maniera costante e professionale arrivano a fare qualcosa di concreto. Ultimamente (se si possono definire underground) ho ascoltato volentieri i nostrani Hour Of Penance, che credo siano un ottimo esempio di band italiana che non ha nulla da invidiare al resto del mondo. FPR:Che opinione avete riguardo all'utilizzo di internet inerente la musica? FROM THE SHORES: Molto utile. A noi è servito molto non solo come mezzo pubblicitario ma anche per raggiungere col nostro disco paesi come l'America e l'Australia, dove abbiamo trovato persone interessate a comprarlo e che grazie a internet hanno potuto sfruttare realtà come Interpunk e BigCartel che per noi sono molto utili. D'altra parte il 'lavoro' svolto su internet deve essere solo un supporto a quello che poi è il vero lavoro che si fa in sala prove o live. FPR:Bene,tornando a voi,che proggetti avete per il prossimo futuro? Come continuerà a crescere la band? FROM THE SHORES: Stiamo lavorando ai nuovi pezzi per il nostro primo full lenght. Ci siamo un pò spostati da quello che potete sentire nell'ep, anche in questo caso stiamo cercando di fare pezzi che soddisfino noi in primis. Quando è uscito l'ep c'era un ritorno d'attenzione verso il sound svedese complici le buone prove di band come i Darkest Hour. Adesso che il trend è passato e tutti vogliono assomigliare agli Architects nessuno potrà accusarci di paraculismo (ride). Da luglio poi abbiamo un paio di tour in vista. FPR:Siamo in conclusione,ringraziandovi per la disponibilità lascio a voi chiudere questa intervista... FROM THE SHORES: Grazie a voi per l'opportunità. Sul nostro myspace www.myspace.com/fromthesh... potete trovare tre canzoni, le prossime date live e un pò di altre cose. Non vediamo l'ora di farvi ascoltare il nuovo disco. Ciao! Intervista raccolta da Francesco P. Russo