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Lunocode
Reduci dall'uscita del loro EP Last day of the Earth, e dal cambio di cantante, eccoci a intervistare i Lunocode! Rispondono Daphne (cantante), Paride (chitarrista) e Giordano (chitarrista)

1) Raccontateci qualcosa di voi: chi siete, come vi siete incontrati, come è nata la band...
Paride: Io e mio fratello Perseo siamo appassionati ascoltatori di musica fin da bambini, io ho cominciato a suonare nel 2000, suonavo per la maggior parte in casa componendo pezzi strumentali miei registrandoli utilizzando batterie, tastiere e bassi campionati. Nel 2004 poi Perseo, che già mi dava una grande mano nelle composizioni, si decise ad acquistare una batteria ed iniziare a studiare; il giorno seguente chiamammo due nostri amici d'infanzia, Francesco e Giordano e nacque la band.
Daphne: Io sono l’ultima arrivata e sono felicissima di averli incontrati! Ho avuto molte esperienze con gruppi di vario genere a causa dei miei gusti piuttosto eterogenei e per la mia voglia di sperimentare, andando dal Rock, al Prog-metal, all’Electro-dark. Il problema che più spesso ho incontrato è stato quello della scarsa serietà e dell’impegno non costante da parte di alcuni musicisti con cui ho collaborato. Dopo l’ultima esperienza, mi sono data alla ricerca di una nuova band con cui comporre brani originali. Quando io ed i ragazzi siamo entrati in contatto c’è stata intesa da subito! Bravi, seri ed impegnati col cuore in ciò che fanno! Cosa chiedere di più?
2) Perchè avete scelto come nome Lunocode?
Giordano: Lunokhod (in russo camminatore lunare) fu il primo rover controllato a distanza ad atterrare su un altro oggetto celeste (la Luna per l’appunto). Fu costruito dai russi negli anni 70.
Date le tematiche e le atmosfere che ci piace richiamare nei nostri brani abbiamo pensato che questo nome fosse appropriato e, con un piccolo gioco di parole, cambiando khod (“camminatore” in russo) in code (codice in inglese con pronuncia simile a khod) abbiamo “creato” il nostro monicker: Lunocode.
3) Come nasce un vostro brano?
Paride: Ogni brano nasce in maniera differente, ci sono brani che nascono da un semplice riff di chitarra e brani che invece vengono studiati a tavolino nella struttura e nella sonoritá che dovranno avere prima di metter mano sugli strumenti. Di solito uno di noi ha un' idea di base che poi viene sviluppata in studio dove ognuno cerca di mettere del suo per arrivare ad un prodotto finito che racchiuda i nostri diversi stili musicali.
4) Quali sono i brani a cui siete più legati?
Daphne: i miei brani preferiti dell’EP “Last day of the Earth” sono senza dubbio “Universal Plan” e la bonus track “Invisible tears”; per ciò che riguarda i nuovi lavori che stiamo componendo e che ancora non conoscete, sono molti i pezzi che mi prendono, ma ho un legame particolare con la ballata acustica del FL: è stato il primo pezzo dei Lunocode su cui ho lavorato personalmente, lasciando anche la mia impronta.
Paride: Personalmente sono molto legato a "Silent Thoughts", il pezzo che chiude il concept "Last Day of The Earth" prima della bonus track.
5) Musica e testo: 50 e 50? Oppure? Che peso date voi alle due componenti?
Paride: Entrambe le componenti sono essenziali nei nostri lavori. Cerchiamo di non lasciare niente al caso, per ottenere delle canzoni che siano si strutturate bene musicalmente, ma che abbiano anche nei testi il loro punto di forza. Non a caso siamo molto legati all' idea di concept, non solo "Last Day of the Earth" ma anche il nostro primo full lenght che é attualmente in lavorazione sará un concept album.
6) A quali band storiche vi ispirate? Tra queste c'è qualche nome italiano?
Paride: Io ho cominciato a suonare la chitarra ascoltando i Dream Theater di "Images & Words" ed "Awake", sono quindi molto legato come stile a John Petrucci, che resta il mio chitarrista preferito anche se gli ultimi lavori non mi hanno lasciato particolarmente entusiasta. Per quando riguarda la scrittura dei pezzi invece cerco di prendere idee da qualsiasi canzone che in qualche modo mi colpisca, puó essere una canzone metal, ma puó essere anche una hit commerciale, non nascondo infatti che molte volte mi ritrovo ad ascoltare brani hip hop, R&B o di musica leggera italiana. Ogni genere musicale infatti merita rispetto e molte volte si può pescare in stili di musica diversa idee che nel metal si sentono raramente. Nel metal infatti tendiamo molto spesso a "schifare" tutto quello che non é metal, secondo me commettendo lo stesso errore di chi giudica il nostro genere musicale senza conoscerlo.
Daphne: Sul mio stile canoro hanno inciso moltissimo Freddie Mercury, Anneke Van Giersbergen, Jeff Buckley, Lisa Gerrard e molti altri. Per ciò che riguarda gli artisti italiani, personalmente, mi sento in dovere di annoverare tra le mie influenze Francesco Di Giacomo, Antonella Ruggiero, Alice e Morgan: il fatto che vengano da generi diversi dal nostro non ha alcuna importanza, poiché è fondamentale essere aperti.
A livello di songwriting quelli che hanno avuto più risonanza in me sono: Martin L. Gore (Depeche Mode), Francesco di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), Robert Smith (The Cure) e Daniel Gildenlow (Pain of Salvation).
7) Raccontateci qualcosa delle vostre esperienze live: come vivete il palco?
Paride: Il momento di salire sul palco é senza dubbio la parte più divertente della nostra attivitá, prima di cominciare ovviamente provi un po’ di agitazione e tensione com'é normale che sia, ma una volta guadagnato il palco tutto sparisce ed hai solo voglia di suonare divertendoti e cercando il contatto con le persone che ti apprezzano, che siano tre o centinaia.
Daphne: Il live è la parte più adrenalinica del fare musica! È innegabile che si provi un po’ di sana tensione prima di cominciare, ma credo che il palco sia una sorta di luogo magico: come cominci ad esibirti entri in uno stato di trance e dopo un primo momento di concentrazione, si cerca il contatto e lo scambio col pubblico.
Dal mio ingresso nel gruppo (dicembre 2010) abbiamo fatto un solo concerto e non vediamo l’ora di replicare! Inizialmente, per gli impegni di composizione del nuovo EP e per non mettermi sotto pressione, i ragazzi avevano previsto di fare poche date a breve raggio. Ma l’alchimia si è creata da subito e c’è sempre più intesa, quindi, quando la Spider Rock ci ha proposto due festival, abbiamo deciso di partecipare: suoneremo il 23 aprile al “PICTURES OF PROG FESTIVAL” (Locanda Atlantide, Roma) e il 19 giugno all’ “A.LIVE ROCK FESTIVAL” di Barletta.
8) In proposito avete aneddoti da condividere con i nostri lettori?
Paride: Una volta stavamo suonando ad un festival ad Arezzo quando, in mezzo ad un pezzo sono saltate totalmente le luci del palco, bel problema! ho pensato subito, invece, la folla é come impazzita ed ha cominciato a fare una "bolgia infernale"; abbiamo continuato a suonare al buio gli ultimi tre pezzi della scaletta e devo dire che forse é stato uno dei migliori concerti che abbiamo fatto!
9) Come giudicate la scena metal in Italia?
Giordano: La scena metal in Italia secondo me è di per se prospera, la passione per questa musica nei giovani è affermata ed anche grazie ai mezzi di informazione odierni c’è più cultura e modo di ampliare i propri orizzonti.
In Italia poi abbiamo molti gruppi validi che hanno ottenuto ottimi risultati…gruppi come Labyrinth, Vision Divine, Domine, Sabotage, Skylark, Rhapsody of Fire; come si può quindi dire che il metal in Italia non abbia una sua importanza? Senza contare molti affermati gruppi della scena underground anch’essi validissimi, ovviamente.
Peccato solo il fatto che una band, in Italia, debba fare molta più fatica rispetto ad una band nata in un altro paese europeo (soprattutto del nord europa, ad esempio), per ottenere qualcosa perché qua la musica viene percepita, dalla stragrande maggioranza delle persone, nel caso migliore, come una cosa poco seria, un gioco, un passatempo. Non si ha la sensibilità di fermarsi un minuto a riflettere su quanto lavoro un gruppo debba portare avanti per ricavarsi un paio di piccolissime soddisfazioni. Alla fine, però, se uno lavora bene qualcosa lo si ottiene, se non altro a livello di soddisfazione proprio personale! 
10) Quali consigli dareste alle giovani leve del metal nostrano?
Daphne: Ammettiamo che la vita del musicista emergente non è facile, ma la formula “non piangersi addosso e andare avanti credendo in ciò che si fa” non si discute! I momenti di sconforto possono esserci, ma non devono mai prendere il sopravvento, altrimenti darete solo vita ad una “profezia auto avverante”. Nessuno viene a cercarvi? Fatevi conoscere voi! Cercate contatti tra le band, i locali e le etichette, impegnandovi sempre con costanza nella preparazione tecnica e nella formazione del gusto musicale, avendo cura di ciò che create, senza tirare via: la prima soddisfazione verrà dall’aver fatto la cosa migliore che potevate realizzare e la qualità della vostra “creatura”, in un modo o nell’altro, prima o poi vi ripagherà.
11) Internet: la vivete come un'opportunità o come un ostacolo? Parlateci del vostro rapporto con la rete
Paride: In questo momento internet é senza ombra di dubbio un'opportunità enorme per far comoscere la nostra musica anche all' estero. Abbiamo deciso infatti di far uscire il nostro EP "Last Day of The Earth" sia in copia fisica sia in formato digitale, disponibile su iTunes e siti simili. Pensiamo infatti che questo sará il futuro.
12) In una scena musicale in cui tutto è già stato detto, scoperto e inventato, la critica più frequente che un gruppo si trova ad affrontare è il classico “manca di originalità”: quale è la vostra ricetta per tentare di allontanare lo spettro della banalità?
Paride: Mi riallaccio al discorso di prima, penso che il modo migliore per cercare una certa originalità sia appunto tentare di accomunare generi di musica diversi, mischiandoli e tirandone fuori il proprio sound. Il confronto fra di noi diventa quindi importantissimo per cercare di evolvere ognuno il proprio modo di vedere ed intendere le cose. É quello che stiamo cercando di fare in questo momento, nella composizione del nostro primo Full Lenght e dell' EP che ne fará da lancio.
Daphne: Quando si muovono i primi passi in uno scenario musicale che ha già sperimentato tanto non è semplice essere originali, ma porsi il problema è sempre il primo passo. Probabilmente il fatto di mettere insieme le influenze e gli stili più disparati (ognuno di noi ha i suoi) getta già una base di particolarità; in più riflettiamo molto sui pezzi ed accettiamo le critiche costruttive di chi ascolta con attenzione. Se qualcosa pecca di originalità o non lascia il segno come volevamo, lo riprendiamo e rielaboriamo per renderlo speciale. Impegno, apertura mentale, ricerca e studio dei dettagli sono i principi cardine.
13) Che riscontri ha avuto dalla critica il vostro Last Day of the Earth?
Paride: "Last Day of The Earth" é stato accolto dalla critica come un ottimo primo passo della band, una buona prova che ha si dei punti deboli essendo stato il primo lavoro importante del gruppo, ma che lascia intravedere un futuro roseo davanti; e noi ci speriamo! ;-)
14) Progetti per il futuro?
Daphne: Entro giugno abbiamo in programma quattro concerti e non escludiamo di partecipare ad altri festival nel periodo estivo. In primo piano però ci sono la composizione e registrazione del nuovo EP e del Full Lenght, attualmente in lavorazione. Appena avremo entrambi stampati e pronti da portare in giro, molto probabilmente cominceremo un mini tour promozionale. Ma di questo riparleremo più avanti quando il quadro degli impegni e gli sviluppi degli stessi si saranno resi più chiari. ;)
15) A voi la conclusione: lasciate un messaggio ai lettori di IdM...
Giordano: Grazie mille per la disponibilità ed il vostro supporto: è stato un piacere!
Per tutti coloro che fossero interessati a saperne di più volevo ricordare alcuni dei nostri spazi su internet: facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=67404674671&v=wall), myspace (www.myspace.com/lunocode), reverbnation (www.reverbnation.com/lunocode), youtube (www.youtube.com/user/lunocode). Questo poi il mio canale youtube personale: http://www.youtube.com/user/GiordanoBoncompagni.
Richiedeteci l’amicizia! Ciao a tutti e buona musica, Stay SHRED!!! \m/ ;-)
Paride: Ciao a tutti e per chi ne volesse sapere di piú: www.lunocode.com, vi aspettiamo!
Daphne: Se vorrete, ci vedremo ai nostri concerti! A presto!
Intervista a cura di: Luisa Luy Cugno & Klaus Petrovic