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Deicide + Marduk + Vader + Decapitated + Subhuman + Hellvate
18 Maggio 2010
Black Out-Roma
18 maggio 2010 : Il portentoso Unholy Titans Tour approda in questo martedì di maggio nella bella Capitale, inumidita dalla cospicua pioggia dei giorni precedenti ed intorpidita dall'atipicità climatica di questo maggio marzolino. La bill di questa sera è più che mai corposa, proponendo due band nostrane, gli Hellvate ed i Subhuman [subentrati in ultimo agli originariamente previsti Exiled On Earth], a supporto di quattro grandi band del panorama estremo internazionale : Deicide, Vader, Marduk e soprattutto Decapitated.
Sono, infatti, i polacchi il gruppo più atteso da tutti i metalheads della Capitale e non solo, accorsi al Black Out di via Casilina per assistere a questo mini-festival [che poi tanto "mini" non è].
Gli impegni extra-concertistici purtroppo mi impediscono di raggiungere il locale in tempo per assistere alla performance dei nostri connazionali e, mentre mi avvicino alla porta, riconosco i riff estremi dei Decapitated. Sono l'evento che più attendevo in questa primavera ormai inoltrata di concerti, soprattutto per la curiosità di conoscere chi fosse il sostituto dello scomparso batterista Vitek. Arrivata, vengo travolta dal muro di suono di "Post Organic". I riff si susseguono con estrema rapidità, i Decapitated sembrano molto carichi ed il pubblico è molto recettivo e partecipe. Nell'avvicinarmi al lato palco, cerco di scrutare colui che ha l'onere, oltre che l'onore, di stare dietro le pelli. Il nuovo arrivato si chiama Kerim Lechner, è austriaco ed ha soli 19 anni. La sua storia ha dell'incredibile, è partito col proporre cover su youtube dei suoi gruppi preferiti, tra i quali gli stessi Decapitated che lo hanno notato e che da poco lo hanno preso in pianta stabile all'interno della band. Il suo talento è indubbio e sembra davvero essere un degno sostituto del suo indimeticabile predecessore.
Il concerto và avanti con "Three-Dimensional Defect" ed "Invisible Control", ma il culmine del live avviene con il pezzo di chiusura che tutti noi sostenitori accaniti dei Decapitated attendevamo con ansia : "Spheres of Madness". Un pezzo-capolavoro, dal vivo assolutamente sconvolgente, sulle note del quale sembra impossibile non perdere il controllo e non farsi trascinare dalle "sfere della pazzia".
I Decapitated lasciano il palco con una grande ovazione generale; con un pò di fortuna riesco ad ottenere da Vogg il suo plettro, che nel retro riporta l'effige del fratello defunto con una dedica : "RIP Brother".
Pochi minuti per il cambio palco ed ecco arrivare i Vader.
Si comincia con il classico intro, "Para Bellum", per poi iniziare a tutti gli effetti il live con "This is the War". L'insolita scaletta predilige pezzi dell'ultimo album "Necropolis" e pochi classici. L'acustica non è delle migliori, i suoni non sono molto nitidi e alcuni frammenti, soprattutto in concomitanza con gli assoli, sembrano all'orecchio molto confusi. Ed è un vero peccato! Non è la prima volta che mi trovo a vedere un live dei Vader e questo handicap acustico li penalizza troppo, perchè, si sà, nei generi più estremi la qualità del suono è fondamentale per la riuscita o meno di un concerto.
Commovente il saluto che Peter rivolge ad un grande dell'heavy metal appena scomparso : Ronnie James Dio. Per lui, centinaia di corna alzate al cielo, così come lui stesso ci ha insegnato.
Più puliti ed equalizzati, invece, i suoni dei successivi Marduk.
Gli svedesi si fanno un pò attendere dai fan, che già urlano ad alta volce il loro nome.
Aprono con "On Darkened Wings", storico pezzo del '93, che manda in estasi tutto il parterre. Un pò di problemi al microfono per Mortuus, risolti con un rapido cambio dell'apparecchio. Sono alla mia seconda esperienza con i Marduk e, al contrario dell'esordio, devo ammettere che in questa occasione riescono a coinvolgermi di più, probabilmente perchè è molto più recettivo il pubblico attorno a me, a conferma del motto secondo il quale "the gig rocks when the crowd rocks"!
A seguire, la bellissima "With Satan and Victorious Weapons", sempre caotica ed energica, alla quale succedono pezzi "classici", a pezzi estratti dal loro ultimo album "Wormwood", come "Into utter madness"e "Phosphorous redeemer". Durante il live, il pubblico di headbangers innalza un coro blasfemo, incitato ed apprezzato dallo stesso Mortuus.
E' mezzanotte e mezza circa ed i Marduk concludono la loro performance con "Steel inferno" e "Wolves", cedendo il palco agli headliners Deicide.
La band statunitense viene accolta in un tripudio di urla e comincia la sua ora di esibizione, capitanata da un insolito Glen Benton. Il leader, con la croce rovescia cicatrizzata sulla fronte, non sembra granchè interessato al concerto e mastica una gomma durante tutto il live. Vengono passati in rassegna pezzi come "Dead But Dreaming", e soprattutto "Death to Jesus" e "Homage For Satan", ma, a mio personalissimo parere, vengono eseguiti [soprattutto da Benton] in maniera assolutamente meccanica e senza un minimo di pathos o di coinvolgimento; e, per osmosi, non riesco a coinvolgermi più di tanto neanche io.
Sul palco, la new entry Kevin Quirion, già membro degli Order of Ennead, progetto parallelo fondato assieme al batterista degli stessi Deicide, Steve Asheim. Davvero impressionante la velocità e la precisione di questo chitarrista, che si trova a dover portare a termine il gravoso compito di sostituire [l'insostituibile] Ralph Santolla.
Terminati i brani in scaletta, i Deicide abbandonano il palco, senza concedere bis.
E così, volge al termine anche questa esperienza concertistica.
Facendo un pò di considerazioni generali, tutto sommato è stato un buon concerto, con migliori performers della serata Decapitated e Marduk.
Un buon pubblico, attivo e soprattutto reattivo, ma in numero nettamente inferiore di quanto mi aspettassi. Molto probabilmente, una delle tante cause che ha scoraggiato molti degli intenzionati a venire al concerto, sono stati l'apparente "accozzaglia" di gruppi [troppi] uno di seguito all'altro, il prezzo maggiorato di 5€ all'ingresso e soprattutto gli orari della bill, improponibili se tenuto conto che si trattava di una data infrasettimanale.
Selenia Marinelli: foto e report
Nota di Klaus: Ringrazio la Extreme Agency per la collaborazione e la gentilezza.