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SMUGGLERZ
12 Giugno 2009
Baraonda-Cinquale(MS)
Il compito di aprire la serata per gli (o dovrei dire “le”?) Erocktica sarebbe spettato agli Eviliver, ma a causa di un non meglio precisato disguido con l'organizzazione tale band è stata sostituita in extremis dai carrarini Smugglerz, avvisati della data alle 16 del pomeriggio stesso.
Essendo venerdì sera, il Baraonda si presenta decisamente meglio di come me lo ricordavo: al posto delle consuete musichette tamarre risuonano canzoni famose di Pantera, Slayer, Manowar, Maiden, Motley Crue, Metallica, Priest e Saxon. Ciò contribuisce a scaldare gli animi della gente presente.
Poco dopo le 23.30 salgono sul palco gli Smugglerz; questa era la prima volta che li vedevo dal vivo dopo il cambio di cantante quindi ero piuttosto curioso. Fin dal primo brano la band appare in perfetta forma. Il frontman Orsomaria Arrighi (vestito in una maniera alquanto originale: calzoni corti, retti da bretelle rosse, e calzettoni bianchi fin quasi alle ginocchia) si conferma all'altezza delle aspettative e dimostra di avere un ottima presenza scenica: finge di marciare, si agita, si dimena, addirittura si rotola per terra. Il pubblico, per la gran parte costituito proprio da amici dei membri degli Smugglerz, risponde molto bene agli incitamenti, e fin dal primo brano si lancia in un confusionario pogo, reso pericoloso dal pavimento piuttosto scivoloso.
Il cambio di voce ha significato per gli Smugglerz anche una netta svolta stilistica: le origini tipicamente thrash metal sono ormai ridotte all'osso, e lasciano grande spazio all'influenza dei "Rage Against the Machine". La scelta di cantare in italiano, oltre a rendere più incisive le canzoni agli orecchi di un ascoltatore occasionale, ha permesso al gruppo di seguire una strada già percorsa mantenendo però un'indiscussa originalità.
Il genio compositivo degli Smugglerz emerge da tutti i brani suonati, ma in particolare da una cover un po' speciale. Il pezzo forte della serata è infatti “Calm like a Bomb” dei succitati "R.A.T.M.", "tradotta" in italiano con il testo di “Falla Girare” di Jovanotti. Grandissima la prova del chitarrista Marco Nicolai, costretto su questo brano ad un lavoro veramente impegnativo; e ottima anche la prestazione della sezione ritmica (Saverio Botti al basso e Giacomo Ferrari alle pelli).
Un altro paio di pezzi, poi si arriva alla conclusione. “Non ricordo di chi sia questa canzone - scherza il cantante - ma forse qualcuno la conosce già...”. E i quattro attaccano con “Ace of Spades” dei Motorhead, che in linea con la direzione intrapresa ultimamente è resa in maniera un po' più rappusa dell'originale, a conferma del fatto che gli Smugglerz sanno essere sé stessi anche coverizzando gli altri.
Il pogo, presente in tutti i brani, è ora infernale (tanto che ho preso un botto al ginocchio che ancora mi fa male, ma di questo non ve ne fregherà niente, ndr), e coinvolge parzialmente anche i membri del gruppo, dando a quest'ottima esibizione il giusto finale.
L'impressione è stata veramente ottima, in attesa del venturo EP non posso fare altro che applaudire.
Francesco S.