Ricerca
Contattaci
Per segnalare concerti o richiederci una recensione delle vostre band, scriveteci compilando il modulo in questa pagina
Accesso utente
Chi è on-line
Rock Hard Festival 2011
17 Settembre 2011
Live Club - Trezzo sull'Adda
Reduci dai numerosi festival estivi, è cosa buona e giusta chiudere questa estate 2011 con uno dei festival più chiacchierati della stagione.
Vuoi per gli headliner, i Coroner, vuoi per il ritorno di bands come Detestor e Schizo, il Rock Hard Festival, alla sua seconda edizione, è stato certamente un’ottima occasione d’incontro, curiosità e divertimento per tutti i partecipanti.
Sotto un sole settembrino, tuttavia ancora ad effetto braciere, un bel gruppetto di ragazzi attende dalle prime ore del mattino l’apertura dei cancelli, prevista per le 15:00, ma come d’ordinanza ad ogni concerto, ritardata di quella mezz’ora.
Inizia la corsa verso la biglietteria o alla conquista della transenna sotto il palco, il Live Club si riempie a poco a poco di persone e come in molti avranno constatato è decisamente un’ottima location per la musica dal vivo, grande capienza e area all’aperto molto estesa.
Presenti come ad ogni festival di rispetto, numerosi stands dove acquistare cds, abbigliamento, merchandising delle bands e quantaltro ancora sia desiderio di ogni metallaro. Sono le 16:00 e on stage si inizia a vedere del movimento, gli Hellstorm, band thrash death milanese dà il via alle danze a suon di schiaffi e blastbeat .
La band esegue sapientemente tutta la tracklist, dando prova di un’esperienza on stage acquisita nel corso degli anni. Gli ancora, pochi presenti, assistono allo show, in modo non molto propositivo, distratti dall’imminente arrivo e probabilmente anche a causa dell’orario.
Ma questo non ha fermato assolutamente il quartetto milanese che con grande professionalità non ha perso carica ed entusiasmo nell’esibizione.
Qualche minuto per il cambio di scena, ed ecco apparire ai lati del palco i loghi del combo Milanese/Bergamasco, i Methedras!
Che dire, l’atmosfera sin dalle prime note cambia in maniera radicale, i 5 thrashers sanno come pettinare le prime file a regola d’arte e ci riescono anche in questa occasione.
Ripercorrendo i brani dell’ultimo lavoro in studio “Katarsis” fino ai cavalli di battaglia dei precedenti album, come “VermiNation” . Il pubblico risponde calorosamente e in modo attivo, dando ancor di più la carica alla band, che già in altre occasioni in sede live, ha dato prova di essere una delle migliori realtà thrash italiane; il cantato del singer Claudio Facheris ha nel tempo valorizzato una delle peculiarità che lo contraddistingue, un growl profondo innestato tra le scariche di batteria di Daniele Gotti, spingendosi fino a uno scream molto acuto. Ricordandoci un noto personaggio conosciuto come Chuck Billy.
Lavoro impeccabile da parte di tutti gli axemen, Eros Mozzi e Pietro Baggi alle chitarre, e Andrea Bochi al basso. Decisamente una riconferma e una nota positiva in casa Methedras.
Lasciamo riposare le orecchie per pochi minuti, per ri-assettarle ad un sound molto differente, dopo una lunga carriera nell’underground, direttamente dalla Sardegna, gli Holy Martyr. Unica band della giornata a discostarsi dalle altre, proponendo un sound più heavy e epic, forti di un’ottima esecuzione da parte delle chitarre e dal carisma nonché della vocalità del frontman Alex Mereu, travolgono il pubblico del Live, sempre più in crescita! Una buona mezz’ora in cui i nostri hanno saputo tenere alto il loro spirito più tendente al metal classico in mezzo a bands dallo stampo più estremo.
Ed è tempo di ritornare a suoni più black, scanditi da refrain thrash, parliamo dei Mortuary Drape, un manipolo di sacerdoti oscuri guidati dallo storico frontman Wilderness Perversion.
Gli alessandrini ripercorrono la loro storia musicale, creando una tracklist che spazia dai tempi degli esordi fino all’ultima fatica “Buried in time”, un buonissimo show, valorizzato anche dall’impatto visivo che si sa, porta sempre un po’ di curiosità e ricordo.
Un pò di domande attorno a ciò che riguarda la successiva band, i Detestor, soprattutto da chi ancora mantiene vivo il ricordo risalente a 10 anni fa.
Il cambio di stile e line up ha certamente fatto affiorare un po’ di critiche, il passaggio da un genere death grind degli albori a un simil metalcore a due voci, ha lasciato il pubblico dei tempi un po’ spiazzato.
Ma attraverso i cambiamenti, si devono saper affrontare molteplici risposte, e se per chi se li aspettava old school dall’altro canto c’è anche chi ha apprezzato la band in questo suo nuovo abito.
Del resto lo show è stato condotto con grande sapienza e capacità, e il pubblico ha risposto positivamente per tutta la durata dell’esibizione.
Altro ritorno, per un’altra band culto del metal estremo made in Italy, gli Schizo attentano al palco con il frontman Nicola Accurso, munito di passamontagna da Narcos, scatenando un pogo violento tra le prime file. Si può decisamente affermare che gli Schizo non hanno di certo abbandonato la loro attitudine e la loro carica di violenza, presente oggi come anni fa.
Attingendo da vecchie glorie come "Main Frame Collapse", fino al più recente "Hallucination Cramps". Decisamente una riconferma di quanto già costruito in anni e anni di esperienza!
Cambio palco, per i Master, prima band straniera della giornata, e a seguire i fiorentini Necromass, anche per loro occasione di ritorno sulla scena dopo un periodo di totale silenzio. L’atmosfera oscura e necromantica si sprigiona fin dalle prime note, grande presenza scenica del frontman Ain, valorizzata da un face-painting comune a tutta la band.
Un repertorio che attinge dalle due fatiche : "Mysteria Mystica Zothyriana" ed "Abyss calls Life".
Anche per i Necromass una buona prestazione che ha contribuito al target di qualità di questa seconda edizione di Rock Hard Festival. Grande l’attesa delle due bands posizionate più in alto nel bill, Onslaught e Coroner, entrambe fautrici di due live shows veramente coinvolgenti e carichi di attesa soprattutto nel caso degli ultimi.
E’ stato molto piacevole notare una grande varietà di età tra il pubblico, dai fans old school, che hanno visto nascita e sviluppo di queste bands, alle new entries nel mondo del metal, già tutti muniti di t-shirt targata Coroner. Un evento decisamente alto a livello qualitativo, che ha chiamato a sé persone da ogni parte d’Italia.
Attendiamo la terza edizione del Rock Hard Festival! |m|
Alice Pandini
