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Black Rain Theory + Guess Who's Plaiyng at Corte dei Miracoli
23 Giugno 2012
Siena
Serata fresca ed adatta alla presentazione del primo lavoro per i senesi Black Rain Theory alla Corte dei Miracoli sita appunto nella Città del palio!
Ad aprire la serata la particolare band dei Guess Who's Plaiyng che in chiave acustica e anche ironica riprendono alcuni classici del passato per deliziare il pubblico (abbastanza numeroso) presente alla serata.

Così la band composta dal nostro Giacomo Paradiso , Matteo Tomei e Davide Pepi, dopo la intro “Carmina Burana:o Fortuna” sciorina dal repertorio classici senza tempo come “Symphony of Destruction”, “Sad But True” e “Innuendo” rielaborati con classe e ripeto con un pizzico di ironia che non fa mai male, onde evitare di prendersi troppo sul serio o rifare pari pari il verso alle band originali.

Bravi i tre ragazzi nel riuscire a catturare l'attenzione dei presenti anche ben oltre il tempo a loro disposizione, tra gli altri brani citerei “Eleanor Rigby” per poi concludere la serata con “Il Vitello dai Piedi di Balsa”, satira musicale se così possiamo definirla che coinvolge Tiziano Ferro. Se vi capita di vederli suonare in giro non perdeteveli, potrete passare un'ora di sano divertimento.

Conclusa l'esibizione dei Guess Who's Plaiyng, ci si prepara all'entrata in scena dei Black Rain Theory che di lì a poco salgono sul palco e iniziano la serata di presentazione dell'album "Road to Nowhere". L'impressione iniziale è quella di una band forse ancora un po' timida nell'impatto col pubblico ma è questione di attimi perchè come le note di “Privilege” (cover del brano degli Incubus) iniziano a salire di tono la band si scioglie e si crea un'ottima atmosfera tra palco e presenti.

A sorpresa la band invece di presentare i propri brani infila una sequenza di cover che alla lunga a me personalmente lasciano perplesso e non poco, non capendone l'utilità. Tra queste si distinguono: “Break The Line” (Guano Apes) con la quale il ritmo sale grazie anche alla forza di Senio Firmati dietro le pelli e il basso pulsante di Matteo Bernetti, la band piace e il pubblico applaude volentieri.

Buona anche “Everybody’s Fool” (Evanescence) che risulta ancora più potente ma che mi deve permettere una critica alla pur brava cantante Camilla Lombardi, la quale a mio avviso, sia pur molto brava stenta a cambiare tonalità risultando spesso monotona, non me ne voglia ma è il mio modesto pensiero. La cover di “Time Is Running Out” dei Muse vede Fred Biserni alla batteria, ovviamente il brano è molto conosciuto e attrae maggiormente il pubblico.

Su “Peruvian Skies” (Dream Theater) assistiamo invece ad un bel duetto grazie all'ospite Matteo Tomei, bel brano e gran finale di tastiere.
Si passa a “The Pretender” (Foo Fighter) che come ospite vede Giacomo Paradiso, raffiche metal per un brano decisamente di granitico rock pienamente convincente.
Finita finalmente la lunga sequela di cover è il momento della particolare intro dal titolo “Note #1” che introduce l'album “Road to Nowhere”, e apre a “Rude Awakening” brano dal discreto appeal commerciale che indica la strada alternative/gothic intrapresa dalla band senese, che però a me convince solo a tratti. Molto più interessante l'episodio successivo “Introducing Dorian C.” brano da ritmi e melodie molto ruffiani e dal notevole appeal commerciale, che mostra una band molto compatta, brano che come potete leggere nella recensione di Daniele Orlandi è il fulcro del concept a cui è rivolto l'album.

Su “The Garden” come ospite troviamo Davide Pepi per un brano si lento, ma efficace ed emozionante, mentre “All The Things You Fear” è di impatto notevole e ripropone Matteo Tomei come ospite per uno dei brani migliori della serata.
Stupenda “Fragile” con solo voce e keyboards (splendidamente suonate da Simone Biserni) che finalmente esalta al 100% la vocalità di Camilla Lombardi stavolta a pieno regime!

Su “Gates of Hell” si esalta invece la chitarra di Riccardo Buti che se fino a qui si limitava a costruire riff portanti e poco più trova invece un assolo di classe cristallina che esalta un pezzo notevole.
Si arriva alla fine con l'outro “The Broken Window” ed è il momento di tirare le conclusioni.
A prescindere dall'inusuale inizio a base di cover che avrei evitato, direi che il combo senese supera la prova live alla grande con un crescendo di brano in brano che dà modo a tutta la band di esprimere il meglio di sé, con un'attività live più sostenuta sicuramente ci troveremo di fronte un act tra i migliori in circolazione nel genere da loro proposto. Per la mia città invece la dimostrazione che se le cose vengono fatte bene il pubblico c'è e Siena merita eventi di questo calibro anche in ambito di musica che non sia solo commerciale o a base di cadaveri putrefatti dal tempo, chi ha orecchi intenda.
Testo: Klaus Petrovic
Foto: Caterina Salvo
