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Diamond Beast
17 Aprile 2010
Exenzia-Prato
Inizio questo live report con una breve introduzione: come molti di voi sapranno non sono un grande amante delle cover band, anzi, ma tra loro ho discrete amicizie, e poi molte di queste band non sempre fanno solo cover, ma spesso iniziano la loro carriera così per poi evolversi in brani originali. Le Diamond Beast in questione sono intanto la prima band interamente femminile in europa che si dedica a riproporre le canzoni degli Iron, attive come idea da circa un paio d'anni, (con la memoria comincio a far acqua..) mi posso ritenere un pò il padrino della band avendo all'epoca fatto conoscere la chitarrista Elisa Garbo con Claudia Costantino (ex cantante della band) le quali svilupparono l'idea di cover band per farsi conoscere al pubblico e poi proporre brani propri, strada che ormai intraprendono in molti data la scarsa attenzione dei gestori di locali verso chi produce brani propri. Dopo un periodo di stasi per assestare la formazione da pochi mesi è iniziata l'attività live della band che già le ha portate a calcare diversi palchi importanti tipo il Rock'n'Roll di Romagnano Sesia, nella formazione composta da Angie Prati alla voce, Elisa Garbo ed Elisabetta Filippini (la prima è colei che mi dette l'impulso a crere il primo embrione di IdM, la seconda è attiva collaboratrice di IdM..) alle chitarre, Laura Mattiuzzo al basso e Sara Tenaglia alla batteria. Sabato scorso la loro prima calata in terra di toscana in quel dell'Exenzia, locale di Prato abbastanza di moda in passato, ma che con il nuovo anno sembra aver perso un pò di smalto data la politica effettuata di far entrare solo possessori di tessera Acsi ma con biglietto da pagare.. va bene ma questi son affari loro. L'affluenza inizialmente non sembra essere molto cospicua, ma se si pensa che nella stessa sera c'erano Litfiba e i Misfits a Firenze e poco lontano nella stessa Prato i Subhuman e altre band thrash non c'è da lamentrasi calcolando che da poco prima di metà concerto in poi il pubblico aumenterà di buon numero. Dopo avervi letteralmente devastato le parti basse con questa 'breve' introduzione veniamo alla musica. Si parte con un intro in cui le ragazze abbracciate come in un rituale fanno scorrere le note della Haka di All Blackiana memoria.. pronti via ed è subito "Aces High", si nota subito qualche sfasatura tecnica dovuta ad un fonico non molto all'altezza a mio avviso (arriva sempre in ritardo sugli assoli per quasi tutta la serata..) ma le ragazze ci danno dentro eccome. Ogni brano che passa Angie incita il pubblico a essere più caloroso e come d'incanto la cosa si realizza piano piano canzone dopo canzone, e le varie "The Trooper", "Powerslave", "Two minutes to Midnight" ,"Wasting Love", "Revelations" riescono a far crescere la partecipazione dei presenti ma è con "The Evil That Man Do" e "Wratchild" che si raggiunge l'apoteosi, Laura martella col proprio basso seguendo le lineee del maestro Harris, Silver alla batteria pesta le pelli tribalmente rendendo il tutto più magico, le asce di Elisa ed Elisabetta macinano i riff storici alternandosi negli assoli, e si può tranquillamente dire che la tecnica non manca, non essendo poi ragazze alle prima armi ma tutte con esperienze passate anche di livello.
"Wasted Years" e "Can I Play with Madness" fanno felice il vostro scribacchino di fiducia e non solo, il popolo metal ora numeroso si lancia nei cori a perdifiato! Ecco i cori: forse una nota negativa della band, solo Laura se non mi son distratto troppo accompagna nel coro Angie, ma non si può avere tutto dalla vita!
Angie, buona la sua prova, ha una bella voce adatta alle song, con mia sorpresa, son sincero non sono abituato a vedere queste canzoni cantate da una donna ma onore al merito! Del resto gli originali son gli originali, ma quando una band di sole donne si cimenta nell'impresa di coverizzare una band che è la storia del metal fa ancora più piacere, alla faccia di chi pensa che il metal sia solo roba da truci e brutali maschiacci!
Ci avviamo verso la chiusura con i metallers presenti pronti all'assalto finale di "Halloweed be thy Name", e acclamatissima "The Number of the Beast", le ragazze pur non avendo ancora molti live all'attivo in questa dimensione sono adesso lanciatissime e si congedano con una incandescente versione di "Iron Maiden" in cui sfoderano tutta la loro grinta, e credetemi ne hanno da vendere! Gli applausi dei presenti son sinceri e calorosi al punto che ci viene regalato un bis da leccarsi i baffi, "The Trooper" con tanto di discesa tra il pubblico che canta a squarciagola con loro.
Cosa aggiungere, a parte i problemi tecnici sopra menzionati e l'affiatamento non ancora al 100% , lo spettacolo è stato di qualità e anche all'uscita il pubblico si complimentava in larga parte con la band, gli scontenti ovviamente ci sono sempre, a loro consiglio di andarsi a vedere direttamente i Maiden, alle Diamond Beast invece consiglio di proseguire su questa strada e di comporre brani propri perchè le qualità le hanno e sicuramente cimentarsi con composizioni proprie aumenterà il loro spessore artistico, e poi perchè non proporre "Woman in Uniform"? Sarebbe adatta al contesto, ma questa è un'altra storia..
Klaus P.
Foto di: Italia di Metallo & Ursula aka Mandy
