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SABOTAGE + Sange: Main: Machine at Exenzia Rock Club
21 Gennaio 2012
Prato
Un'altra notte illuminata dai fari dell' heavy rock tricolore si è consumata fra le mure dell' Exenzia Rock Club, l'ormai rinomato locale toscano diventato un punto di riferimento importante per ogni affezionato fan del metallo italiano che anche questa volta ha di che saziare la sua fame concedendosi un tuffo nella storia che la creatura Sabotage ricrea con maestria ogni volta che si trova su di un palco. L'evento varrebbe già di per se l'irrisorio prezzo del biglietto ma ad accrescere l'interesse di avvicendarsi in quel Prato vi è anche il ritorno in terra etrusca di Luigi “JJ Sange” Sangermano per la prima volta dallo split con i Tarchon Fist alla guida della band che porta il suo nome. Ha fatto un certo effetto rivedere Luigi senza i suoi compagni storici di battaglia ma questa è la sua nuova dimensione in cui anche la sua voce sembra calarsi meglio nella parte, abbandonando il classico heavy metal dei Tarconti e spostando il tiro su un hard rock rotondo. Nei quaranta minuti a disposizione, i Sange: Main: Machine hanno sfornato un set di canzoni per la maggior parte tratte dall'album di debutto “Ready For The Show”. “Too Late” e “Hate Sower” sono state proposte in sequenza senza lasciare troppi spazi alle chiacchiere visto il poco tempo a disposizione, ma nel quale Sange è riuscito ad aprire una parentesi per i ringraziamenti di rito sopratutto al pubblico locale che, anche se a dire il vero nonostante il nome di Luigi sia ormai familiare nell'ambiente del metal italiano, ha risposto con una certa freddezza ai richiami del vocalist bolognese, ma tant'è che la band ha continuato a sciorinare il suo show in un'esibizione coinvolgente dal punto di vista esecutivo, in cui tutti hanno fatto la loro parte anche se, parere personale, la musica dei Sange: Main: Machine pur contenendo delle idee valide manca di quel particolare che riesca a mantenerle vive nelle menti delle persone; diamo tempo al tempo per vedere se ci sarà una maturazione in tal senso, per il momento possiamo solo segnalare una robusta prova avvantaggiata anche dall'aver avuto i suoni migliori che hanno permesso di ascoltare frall'altro un'ottima versione di “Wratchild” per poi chiudere con un altro estratto del disco “Wake Up” e ringraziare ancora una volta prima di lasciare il palco ai veterani di casa, quegli eterni ragazzi che nonostante le ormai molte primavere messisi alle spalle continuano ad andare sul palco con l'entusiasmo di ragazzi esordienti, sintomo di una devozione incrollabile per la causa dell'heavy metal che loro stessi hanno contribuito a diffondere nel nostro paese nei lontani Eighties.
Partenza un pò in sordina a dire il vero con “Hot Zone”, in cui è sembrato di sentire una band già stanca in partenza, oltretutto penalizzata anche da suoni non proprio perfetti in cui le chitarre hanno fatto fatica a uscire dagli amplificatori, deficit che è proseguito per buona parte della prima metà di concerto, ma ciò nonostante gli echi di “Heroes Of The Grave” - “War Machine” e la stessa “Hoka Hey” hanno riempito i cuori dei fans riportando, i più attempati tra essi, a bei ricordi di un tempo (confermo, non vedevo live i Sabotage dal lontano 1994 ed è stato un piacevole viaggio indietro nel tempo-Nd Klaus), mentre ai più giovani hanno fornito una valida testimonianza di come si faceva heavy metal una volta e sopratutto cosa è l'heavy metal tout court. Morby troneggiava con la sua voce che rimane refrattaria all'usura del tempo, coinvolgeva ed arringava le fila dal palco mentre ai suoi fianchi gli Shredders Andy Fois versione pirata e il fiero Danilo Bacherini dalla sua verosimiglianza che sta tra il Mark Shelton e l'Uli John Roth dei loro bei tempi andati, stendevano nel frattempo un tappeto di note su cui i sempre verdi Dario e Henry Caroli apponevano il loro tellurico sigillo ritmico; galeotto è il demone a cui hanno messo nelle loro mani le loro vite per restare giovani e pieni di vitalità. Risolti finalmente i problemi “I Belived” ha riconsegnato la band ,risvegliatasi dal torpore iniziale, nella sua piena facoltà di macchina da guerra e gli estratti alternati dai loro album storici si sono come ovvio sprecati.“Victim Of The World” è stata solo una scusa per abbandonare momentaneamente il palco e rifiatare, non sia mai che i Sabotage depongano le armi senza un accurato bis, prontamente eseguito con un trittico di tutto rispetto; “It's Time” - “Mothers” - “Nightkiller”, col quale i Sabotage hanno salutato di nuovo il pubblico pratese.
Inconvenienti a parte, una serata comunque positiva che ha messo a confronto il nuovo che avanza e il classico che si mantiene fresco, pur con quale tentennamento iniziale, accomunati comunque da un minimo comun denominatore che sta alla base di tutto; l'amore per l'heavy metal, la passione e la voglia di continuare nonostante tutto e tutti. L'heavy metal è una musica che va celebrata dal vivo, cosa che dovrebbe essere nei pensieri di molti, ma anche ieri si è assistito a una diserzione quasi imbarazzante dell'evento da parte dei più...ma è una storia che vi abbiamo già raccontato tante volte....e nella quale in molti non vogliono coglierne la morale...HOKA HEY!
Live report a cura di: Francesco Running Wild
Photo report a cura di: Jo Sweet Pandemonium
