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Recensione

UNDERWORLD

GREAT MASTER - UNDERWORLD

(2009 - Undergrou Symphony)

voto: 6.5/10

 

Sciogliamo subito ogni dubbio : i Great Master (a dispetto del nome spocchioso) sanno suonare!!!

E si, suonano e di brutto e permettetemi, non è per niente scontato che una band che arriva al debut album sappia suonare in modo così potente e coeso.

Questo è già un punto a favore della band di “Underworld”, che si inserisce nella corsia del Power/Epic metal a 360 gradi, attingendo ora ai maestri tedeschi (Helloween, Gamma Ray, Blind Guardian) ora agli inglesi Dragonforce...passando per i Manowar (maestri indiscussi delle saghe epiche).

Recensione

Horrorchy

SUPERHORRORFUCK - Horrorchy

(2008 - Bubble Blood Records)

voto: 7/10



I Superhorrorfuck provengono da Verona e si autodefiniscono horror glam punk; tra le principali fonti di ispirazione sono citati Wedsneday 13 e i suoi Frankestein Drag Queens From Planet 13.

Recensione

390 B. C. - The Glorious Dawn

Articolo

Roll the Bone-BUD TRIBE Disco dell'anno 2009 per la redazione di Italia di Metallo

Ecco i preferiti della redazione, in base a questo l'ordine dei più votati è:

1) Bud Tribe -Roll the Bone voti 7

2)Bulldozer-Unexpected Fate voti 5

2)White Skull-Forever Fight voti 5

 

 

 

Klaus Petrovic:

1)Bulldozer-Unexpected Fate

2)Ecnephias-Haereticus

3)White Skull-Forever Fight

4)Markonee-See The Thunder

5)Blood Thyrsty Demons-Occultum Lapidem

 

Dario Iocca:

1) Zu - Carboniferous

2) Omega Flare - A Clockwarp Machinery

3) Azure Agony - Beyond Belief

Theo Mule:

1)Subhuman-Profondo Rozzo

2)Empyrios-The Glorious Sickness

3)Fleshgod Apocalipse -Oracles

 

Recensione

Out of the Bunker

BUNKER 66 - Out of the Bunker

(2009 - Autoprodotto)

voto: 7.5/10

Penso che i Bunker 66 sono quel classico gruppo che farebbe piangere di commozione i “nostalgici”, e che invece farebbero andare su tutte le furie i metallazzi modernisti, così restii come sono a ricordare sonorità antiche che in fin dei conti sono le radici del Metal estremo che tanto osannano in questi ultimi tempi. Eh sì, perché i messinesi Bunker 66, nati nell’A.D.

Recensione

Estreme Conseguenze

EGOMASS - Estreme Conseguenze

(2009 - Autoprodotto)

voto: 7.5/10



Gli Egomass sono un quartetto sardo attivo in formazione completa a partire dal 2004. Negli anni successivi la band si dedica in primis ad una consistente attività live (passata, oltre che in varie città toscane e emiliane, anche per il rinomato Arezzo Wave). Al di là di una demo a tiratura limitata, 'Estreme Conseguenze' (il cui concepimento ha inizio nel 2008) rappresenta il primo contatto degli Egomass col mercato discografico.

Recensione

The Seven Doors Of The Providence

THE PROVIDENCE - The Seven Doors Of The Providence

(2009 - Autoprodotto)

voto: 9/10

Dall' oscura isola Sarda ritorna un vecchio amico, Bloody Hansen, con il suo ultimo inquietante lavoro “The Seven Doors of the Providence”.

The Providence è una one man band che nasce dalla passione viscerale per l'horror, del suo unico e poliedrico membro, Bloody. Voci strazianti, sussurri, grida, preghiere accompagnano il cammino verso le sette porte. La prima traccia, “Never Sleep Again” è una fredda nenia funebre cantata da una inquietante voce bianca che riesce a far gelare il sangue nelle vene e non da scampo, si comincia. “Tallman”, il presagio del terrore.

Recensione

HEAVY PIRACY

LOS PIRATES - HEAVY PIRACY

(2009 - (Autoprodotto-Self Distribuzione))

voto: 8/10

Breve ma intensa la prima fatica dei Los Pirates, band bergamasca attiva dal 2001.
Dopo il demo del 2003, eccolo "Heavy Piracy", un concentrato di adrenalina all'insegna del metallo puro.
Ispirati dalla corrente inglese NWOBHM, i cinque bucanieri lasciano spazio ad un heavy metal diretto senza troppi fronzoli.
La sezione ritmica impasta dei brani ottimamente conditi da riff di chitarra precisi e massicci, creando un sound che ci riporta alla mente dischi solidi e penetranti.
Limpida e versatile la voce, si adatta ai contesti senza fatica.
Le tematiche dei pezzi ruotano intorno all'ambient marino, avventure, pirati, rhum e paesaggi salmastri.

Recensione

EERIE BLACK PATH

TRISMEGISTO - EERIE BLACK PATH

(2009 - Beneath the Fog)

voto: 8/10

Di recente formazione effettiva, ma non per nulla improvvisata è la band che porta il nome Trismegisto.
La produzione del loro album "Eerie Black Path", conosce nel 2009 la propria divulgazione e propone una delle più classiche strutture di un EP black metal: intro, interludes e tracce - una struttura omogenea e pensata, che supporta più che bene un concept ponderato.

Recensione

DEMOlition

THE MAD SHEPHERD - DEMOlition

(2009 - Autoprodotto)

voto: 7/10

Direttamente dalla capitale, ma con il cuore negli Stati Uniti d'America, arrivano i The Mad Shepherd, solido quartetto di hard rock made in USA. La miscela del loro Ep d'esordio “DEMOlition” (simpatico e ben riuscito il gioco di parole) è semplice, chiara e diretta, e riesce sapientemente ad unire stili abbastanza differenti. Le chitarre aggressive di “Mourning Bullet” ci aprono le porte dell'Ep alternando riff groovy alla Pantera a stacchi quasi crossover.

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