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Recensione

Mad-e In Italy (Ep 2019)

ZORA - Mad-e In Italy (Ep 2019)

(2019 - Autoprodotto)

voto:

Non le mandano certo a dire i calabresi Zora, in attesa del nuovo album, infatti il trio death metal ci regala un Ep decisamente duro e crudo dove tramite 3 cover e una intro si spara a zero verso la nostra nazione in preda ad una deriva razzista, repressiva e di intolleranza come non si vedeva dai tempi cupi di un secolo fa. Non vogliono butttarla in politica, ma solo far pensare e riflettere, a voi l'ardua sentenza!

Recensione

The Wildest Season

DREAM COMPANY - The Wildest Season

(2019 - Tanzan Music)

voto:

Capitanati da una nostra vecchia conoscenza, Giulio Garghentini alla voce, i Dream Company approdano all'esordio discografico dopo oltre un decennio di storia e 600 concerti all'attivo come tribute band di Bon Jovi.

Lo fanno con questo album intitolato 'The Wildest Season' uscito per la Tanzan Music, che di dischi di qualità se ne intende. Qualità indiscussa che accompagna le dieci canzoni che lo compongono, foriere di un classic hard rock con venature melodiche.

Recensione

Again

INNERLOAD - Again

(2019 - Ghost Record Label)

voto:

Potenza, energia e riff melodici che vanno a comporre questo mix di ingredienti che tendono a delineare il suono della band, diretto e con pochi fronzoli.
Questi elementi, i testi diretti ed attuali di Marco Cortese, vanno ad affondare le radici nel metal classico con elementi power a corredo.
Il tutto e' suonato a modo senza una iper produzione cosi' tipica di questi tempi e del genere in questione, mentre gli assoli taglienti e ben strutturati danno quella variante ai brani che si susseguono bene o male sulla stessa falsariga per tutto il disco. Non ci sono cambi di passo, il disco vuol essere dall'inizio alla fine nelle intenzioni e nelle lyrics una crudele cavalcata metal, sparata a mille

Recensione

Endless

ALESSANDRO SPARACIA - Endless

(2019 - Volcano Records & Promotion)

voto:

Alessandro Sparacia è un polistrumentista e compositore italiano, principalmente influenzato dall'hard rock e dal metal, Alessandro da sempre si cimenta anche in progetti con sonorità apparentemente più distanti, lasciandosi contaminare da generi quali il punk hardcore, il soul, il reggae e la musica classica, solo per citarne alcuni.

Si parte con 'Vibration', un bel piano introduttivo apre belle atmosfere progressive, la parte finale mi è piaciuta molto, sopratutto per la creazione di parti melodiche leggermente dissonanti.

Recensione

Rituals

TYGERS OF PAN TANG - Rituals

(2019 - Mighty Music)

voto:

Si scrive Tygers of Pan Tang ma si legge STORIA DELLA NWOBHM.
Quanti di noi metallers abbiamo goduto all'ascolto di perle di rara bellezza come il debutto "Wild Cat" o come il capolavoro "Spellbound"?

Tantissimi picchi qualitativi e rarissimi passi falsi (se si possosno chiamare cosi') per una band leggendaria che, nel tempo, è sempre riuscita nell'impresa di non autocitarsi facendo risutare il proprio sound classico sempre attuale e per nulla scontato.

Recensione

Be The Change (Or Whatever)

BOBSON DUGNUTT - Be The Change (Or Whatever)

(2019 - Indelirium Records)

voto:

Siete amanti dell'hardcore oltraggioso, grezzo e incazzato? Perfetto, questo gruppo tedesco/emiliano è quello che fa per voi! Ep d'esordio dunque per i Bobson Dugnutt, sei brani che sono altrettante fiammate distruttive create in un subdolo inconscio hardcore/thrash!

Il quartetto scatena la sua ira contro società e costume, sveglia le coscienze e irradia geometrie di indicibile potenza, quello che uno cerca in band del genere. Da 'The Clock' a 'Same Old Story' tuttli stilemi che il genere comporta sono presenti, la produzione è buona, i rchiami a Sick Of It All, Refused, Pantera, Raw Power e Lamb Of God, sono presenti senza invadere il campo. 

Recensione

Some Of Those Memories

ET SIGNVM ERAT - Some Of Those Memories

(2019 - Autoprodotto)

voto:

L'instancabile Bruno Masulli (In Aevum Agere, Annihilationmancer, I Miti Eterni, Power Beyond) ci propone la sua ennesima band: Et Signvm Erat. Progetto nato all'inizio della seconda decade del nuovo millennio e poi arenatosi per mancanza di elementi a supporto. Visto l'andazzo il buon Bruno ha pensato bene di fare tutto in proprio e ci propone questo Ep d'esordio composto da 3 brani di nuova composizione e uno datato 2010.

Recensione

Luci Rosse

MADBEAT - Luci Rosse

(2019 - Do It Yourself Records/Artist First / IndieBox Music)

voto:

I Madbeat sono un quartetto piemontese formatosi nel 2013 con all'attivo un album uscito nel 2015 dal titolo 'Ancora Domani', lo spazio musicale nel quale si pongono è quello del punk, un punk ancora dedito a criticare la società e a raccontare storie di strada, insomma alla vecchia maniera con suoni a tratti melodici, a tratti molto duri.

Ho fatto scorrere questo 'Luci Rosse' decine di volte nel mio player e più lo ascoltavo e più mi piaceva, quindi fossi in voi un ascolto glielo darei e se avrete le mie stesse sensazioni/emozioni, lo comprerei.

Recensione

Ciclope

VOLTUMNA - Ciclope

(2019 - Extreme Metal Music)

voto:

Suoni inquietanti e spettrali aprono l'album dei Voltumna, introdotto dalla opener "Entering the wrong circle", sinfonica nell'incedere ed evocativa al tempo stesso. La black metal band nostrana se la cava molto bene con i suoni e gli strumenti, dando alle composizioni un carattere di tipo internazionale.

Si va sul pesante con la successiva "Collapsed Island", con un bel blast beat che si alterna con un bel songwriting, con tanto di bella prova vocale. Ho apprezzato tantissimo il distinguersi dalle troppe band che fanno la stessa struttura ritmica in ogni brano, composizioni mature che attingono anche dal Death, in modo tale che anche l'ascoltatore meno avvezzo al Black possa goderne.

Recensione

Revolution

DIE ON FRIDAY - Revolution

(2019 - Buil2Kill Records )

voto:

Debut album per questa realtà, che, malgrado vanti all’interno elementi provenienti da quotate band thrash e power del panorama italico, evita di presentarci il compitino scopiazzato e ben facile da gestire, ma che, invece ci offre 11 brani grintosi spalmati in 53 minuti che sembrano non finire mai!!!

Revolution” non è affatto un concept, anche se nei testi, così come già nel nome, si trovano continui rimandi alla Vita e alla Morte, ma intesi nel senso più ampio…

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