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Recensione

Armageddon Genesi

EVERSIN - Armageddon Genesi

(2018 - My Kingdom Muisc)

voto:

Giunti al loro quarto disco sotto l’ attuale monicker, gli Eversin proseguono il percorso evolutivo già intrapreso con le ultime due uscite, e consolidato in modo particolare in Trinity: The Annihilation, dove la band sfoggiava una padronanza da veterani sotto molti aspetti, dalla composizione alla produzione.

Recensione

No One Will Shine Anymore

FORMALIST - No One Will Shine Anymore

(2018 - Third-I-Rex)

voto:

La foto scelta come copertina di ‘No One Will Shine Anymore’ probabilmente l’avete già vista, come credo abbiate sentito parlare anche dei quattro ceffi che si celano dietro al nome Formalist, visto che non si tratta esattamente degli ultimi italiani arrivati a dare il proprio contributo a uno di quei rami di musica metal più estremi e, se vogliamo, disperati degli altri.

Recensione

Fulìsche

KANSEIL - Fulìsche

(2018 - RockShots Records)

voto:

Sono tanti gli elementi che immediatamente affascinano nelle canzoni dei Kanseil: la montagna, la foresta, la neve, il fuoco, la notte, la storia, il folklore, il dialetto, l’idea romantica di un passato ricostruito secondo le esigenze della modernità…

Ma spesso non sono sufficienti archetipi potenti, ingredienti e materie prime di alta qualità, per ottenere un grande risultato.

Recensione

Chronosfear

CHRONOSFEAR - Chronosfear

(2018 - Underground Symphony)

voto:

Power Metal tutto padano, questo. Band solo apparentemente “giovane”, i Chronosfear vedono la loro prima incarnazione già nel lontano 2003, con il moniker “Wings of Destiny” per volontà dell’onnipresente drummer Michele Olmi.

Recensione

Horror Department

HORROR DEPARTMENT - Horror Department

(2016 - The Spew Records)

voto:

L'ennesimo colpevole ritardo dovuto al troppo materiale presente in redazione vede stavolta protagonisti i lombardi Horror Department e il loro omonimo Ep uscito la bellezza di due anni fa. Il quartetto formato dai fratelli Simone e Matteo Rendina (Mortuary Drape, Horrid e Necroflesh) si muove su coordinate brutal death devote ai maestri del genere suddetto. Insieme a loro abbiamo Oliver Jaunch (Obscenity, Shellshock) alla voce e Nicolò Belloni al basso, successivamente sostituito da Edoardo Longo.

 

Recensione

Magnolia

MAZEBRAIN - Magnolia

(2018 - Autoprodotto)

voto:

I MazeBrain sono attivi dal 2008 e dopo dieci anni decidono di farsi conoscere ai più con questo EP composto di cinque pezzi. "Magnolia" racchiude il lavoro portato avanti dalla band, che pur subendo svariati cambi di formazione, è riuscita a rimanere in piedi e a produrre proficuamente sulle parti compositive. L'EP è composto da pezzi originari del periodo primo (2008/2010) e tracce più recenti che cercano di dare un indirizzo al percorso musicale intrapreso.

La scelta della voce al femminile colloca la band in quel campo di semina che è cresciuto al sole degli insegnamenti di una certa Amy Lee e allegra brigata, piacevole sicuramente ma mai impetuosa.

Recensione

Absence of Light

DYING AWKWARD ANGEL - Absence of Light

(2018 - EXTREME METAL MUSIC/ ROCKSHOTS RECORDS)

voto:

Con suoni derivanti da una devastazione di una città, si apre l'album dei Dying Awkward Angel.

Riffing stile Swedish melodico aprono 'Blood of your Blood', belle armonie che rendono molto scorrevole il brano dal bel refrain.

'Death Coach' prosegue sullo stesso stile, omogenea ma al tempo stesso variegata dai suoni che ci si aspetta da un combo scandinavo.

Davvero ben curati i suoni, di ogni singolo strumento e della voce, forse a volte monocorde ma con un growling che tiene viva comunque l'attenzione dell'ascoltatore.

Recensione

Trinkh Met Miar

BALT HUTTAR - Trinkh Met Miar

(2018 - Indipendente)

voto:

I Balt Huttar ebbero già modo di farsi conoscere sulle pagine di Italia Di Metallo con una demo interessante, ma che necessitava assolutamente di una certa personalizzazione per poter sfruttare appieno il potenziale della band. A circa quattro anni di distanza da suddetta release, il gruppo Cimbro torna alla carica con questo LP di ben tredici brani, tra composizioni inedite e ripescaggi dalla precedente demo.

Recensione

Hit The Prey

17 CRASH - Hit The Prey

(2018 - Volcano Records)

voto:

Inaspettata e positiva sorpresa l'album dei 17 CrashHit The Prey”.

Li ricordavo più glam metal, dopo averli visti un paio di volte live e forse anche per colpa del look.

Invece “Hit The Prey” si rivela una sorpresa variegata a livello di sonorità,che faccio fatica a non trovare positiva.

Il disco è ben prodotto, non traspare alcuna sbavatura e a più riprese si percepiscono profonde le influenze AOR. Genere che, certamente, di sbavature non ne tollera affatto.

Recensione

MOT

WILL’O’WISP - MOT

(2018 - Nadir Music)

voto:

Quinto album per i liguri Will O'Wisp e terzo lavoro da quando la band, dopo un decennio di stasi, si e' ricomposta. Anche in questo caso il gruppo decide di rimanere fedele alla propria direzione stilistica, proponendo un disco molto diretto e con sostanzialmente due anime che sono un connubio tra potenza e melodia (con l'utilizzo di tantissimi guest) che con strumenti particolari hanno contribuito a rendere ancora piu' personale la cifra stilistica della band.

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