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Recensione

Separazione

OTHISMOS - Separazione

(2018 - Autoprodotto)

voto:

Rabbia, odio, disperazione, sentimenti che già erano espliciti nel precedente 'L'Odio Necessario' e che qualora ve ne fosse bisogno vengono ribaditi com maggiore aggressività in questo nuovo 'Separazione'

Recensione

Potius Nihil, Potius Deseltus

NEOS GHERON - Potius Nihil, Potius Deseltus

(2018 - Masked Dead Records The Last Step Distro)

voto:

Neos Gheron "Potius Nihil, Potius Deseltus", album dell'ex voce degli Entirety (Lupe), é un lavoro che necessita assoutamente il giusto stato d'animo per esser ascoltato.

Recensione

Raising Hell

MESSERSCHMITT - Raising Hell

(2018 - Metal Zone)

voto:

Con colpevole, per non dire colpevolissimo ritardo, mi trovo a recensire il ritorno dei Messerschmitt a tre anni di distanza dal precedente 'Naked Truth Live @ Closer'. Purtroppo varie vicissitudini mi hanno fatto perdere tempo ma rimediamo subito scusandomi con la band per la lunga attesa. Ricordavi chi sono non vale la pena perchè se seguite questa webzine non potete non conoscere dei prime mover della scena italica come loro.

Recensione

The Path Of Seven Sorrows

THE SCARS IN PNEUMA - The Path Of Seven Sorrows

(2019 - Kolony Records / Promethean Fire)

voto:

Nati come one-man band, ma diventati un terzetto agguerrito e compatto, i bresciani The Scars In Pneuma, approdano finalmente al loro debut album, che, partendo da una solida base black, è ricco di abbellimenti che spaziano anche in altri generi quali death e doom.

Sette sono le tracce contenute in questo lavoro, che, da quello che percepisco ascoltando i testi, sono una sorta di ricerca interiore del δαίμων, con tutto ciò che questa ricerca comporta, visto anche il riferimento al πνεύμα e al dolore che questo cammino può comportare, nulla a che vedere col demonio e affini!!!

Recensione

CXVI Evolving Discharges

AGONY FACE - CXVI Evolving Discharges

(2018 - Sliptrick Records)

voto:

Tornano con un nuovo album gli Agony Face, una vera mazzata colma di rabbia e tecnica!

Apre le danze 'XXV the Ionization' possente brano dissonante che mette subito in luce la padronanza di ogni singolo strumento della band, con tanto di brevisssimi inserti orchestrali, soli ben congeniati e una capacità compositiva fuori dal comune, senza disdegnare parti molto dirette che si alternano a tempi dispari molto complessi.

Si prosegue con 'XXIII -Waffle' dalla linea melodica a dir poco stupenda, sostenuta da una ritmica ossessiva e brutale, cambi repentini di tempo e una varietà pressochè infinita di linee armoniche usate al tempo stesso con raziocinio.

Recensione

Event Horizon

CLOSER - Event Horizon

(2018 - Andromeda Relix )

voto:

Faccio una doverosa premessa, è la prima volta che ascolto i Closer e posso dirvi che mi hanno impressionato in maniera positiva, loro si definiscono con uno stile Alternative Metal, a mio modo di ascoltare c'è molto Progressive.

Si parte con 'Here I Am', grande chorus e arrangiamenti di gran classe impreziosiscono questo brano. Mi è piaciuta la parte arabeggiante con le chitarre in primo piano.

'Illusion' è ungrandissimo brano, chorus sublime, parti sincopate la fanno da padrone con un cantato che spazia su linee vocali impressionanti.

Recensione

Wyatt Earp

WYATT EARP - Wyatt Earp

(2018 - Andromeda Relix)

voto:

I Wyatt Earp, come facilmente pensabile, prendono il loro nome dal famoso cacciatore e sceriffo icona del Far West e dal 2013 arrivano, dopo qualche cambio di formazione, a produrre questo omonimo primo lavoro strutturato su 6 brani.

La band ha iniziato suonando principalmente cover degli anni '70 omaggiando band del calibro di Deep Purple, Kansas, Grand Funk Railroad, Uriah Heep, Jethro Tull e via discorrendo. Influenze che troviamo appunto in questo 'Wyatt Earp' uscito per la mai doma Andromeda Relix.

Recensione

Back to the Origins

RUXT - Back to the Origins

(2019 - Diamonds Prod )

voto:

I Ruxt sono una band dedita ad uno stile hard rock-metal dalle svariate influenze, con all'attivo due album 'Behind The Masquerade' e 'Running Out Of Time'. Ci presentano il loro terzo e nuovo lavoro dal titolo ''Back to the Origins''.

Recensione

High Flyer

BULLFROG - High Flyer

(2018 - Grooveyard Records)

voto:

Un sano e robusto suono seventie's si sprigiona dall'ultimo lavoro della combo veronese che risponde al nome Bullfrog. Ad aprire le danze una robusta 'Lola Plays The Blues', dove i richiami ai miti del periodo citato sono massicci senza essere però ingombranti. La personalità della band esce fuori alla grande sin dalle prime note, il solo a metò strada tra Clapton e Page si dimostra molto ben strutturato. La voce eccelle e d il groove è massiccio, ottimo pezzo, non a caso scelto pure come singolo apripista del cd. 

Recensione

Greyerg

IN AUTUMN - Greyerg

(2018 - Autoprodotto)

voto:

Tra il precedente lavoro ‘Unborn’ e questo ‘Greyerg’ sono trascorsi circa cinque anni, periodo in cui i vicentini In Autumn hanno dovuto affrontare l’abbandono da parte del cantante Alessandro

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