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Recensione

The Pursuit of Unhappiness

ISCURON - The Pursuit of Unhappiness

(2021 - Autoprodotto/Against PR)

voto:

Ripugnanza per una teoria satura di metafisica.

 

Sculture create da un trono fatto di resti, immobili alle soglie del Pensiero, carni annerite dalla conoscenza che s’infiammò attraverso il paesaggio.

Una vera e propria fuga verso l’illimitato arcipelago del non umano  strisciante.

Negli spasmi del Ventre tarantolato, tra Aghi nella pelle, tra Conati di negazione della Volontà di vivere si potrà, nel palmo fendente, con un medesimo gesto, rifiutare tutta la serie di attributi storicamente riferiti alla teologia affermativa.

Recensione

Inter Sidera Versos

VELCH - Inter Sidera Versos

(2021 - Wine And Fog/Oath Production)

voto:

Il rumore di un jack connesso all’ampli che viene inserito nella chitarra introduce l’opening track 'Nihilistic Messiah' pagando un tributo al dogma low-fi rendendo chiaro, anche con le scelte di produzione e l’iconografia della photoband, che i VELCH poggiano la loro ispirazione in un black metal old school e per nulla incline ai modernismi. Non per questo però minimalista o derivativo: da piccoli dettagli nel riffing e nell’uso del tremolo picking a costruire licks solistici articolati e di ampio respiro, che costruiscono un dialogo armonico con le parti di basso intente a tracciare linee solide e ipnotiche, emerge una proposta personale ed ispirata dai forti connotati epici.

Recensione

Vertex

DISCORDANCE - Vertex

(2021 - Buil2Kill Records )

voto:

I ferraresi Discordance animano da tre lustri la scena emiliana con il loro death metal ad alto contenuto tecnico, sempre più ramificato verso i confini del genere, in cerca di nuova linfa.

Giunti al secondo album, rischierebbero di essere persi e confusi tra le decine di band di virtuosi dell’estremo, dove tra scale strampalate a velocità folli, riff incrociati in tapping di basso e chitarra e i più disparati eccessi di batteria, il rischio di calcificarsi in stilemi inoffensivi è assai forte.

Recensione

The Shadows' Madame

CADAVERIA - The Shadows' Madame

(2021 - Time to Kill Records)

voto:

La release originale di The Shadows’ Madame dei Cadaveria, vide la luce nel lontano 2002, poco dopo che Raffaella Rivarolo (Cadaveria, appunto) e Alberto Gaggiotti (in arte Flegias nei Necrodeath e Marçelo Santos per i Cadaveria) lasciarono gli Opera IX , formando successivamente i Cadaveria; passando, quindi, da un black sinfonico oscuro e crepuscolare a un black dal sound più ampio (sarebbe riduttivo definirlo meramente “black metal”), e un cantato decisamente poliedrico.

Recensione

Youth Roots

SUNSET RADIO - Youth Roots

(2022 - Autoprodotto)

voto:

Uscito a gennaio questo Ep dei nostrani Sunset Radio, gruppo dedito al punk versante più pop, si compone di 6 cover che omaggiano altrettanti gruppi che hanno fatto la storia mediamente più recente del genere.

Tutti ben suonati e ancor meglio prodotti ma che ci lasciano un senso di glacialità. Perchè chiederete voi, semplice, a parte l'intervento in ogni brano di un ospite d'eccezione il tutto sembra molto simile all'originale, senza dare un minimo di personalità ai pezzi. Per carità, ripeto, il tutto suona bene e ha un che di nostalgico, (personalmente 'Linoleum' mi ricorda tant momenti felici) ma serve a ben poco. 

Recensione

Condemned To Flames

LETA - Condemned To Flames

(2021 - Autoproduzione)

voto:

Il doom è una creatura proteiforme e alchemica, immersa nel brodo primordiale sabbathiano, implacabilmente immota, composta da fumi lisergici, oscurità e zolfo. Questa miscela, che può variare nella concentrazione dei propri componenti, è sempre stata vincente e, chi più, chi meno, è sempre stato in grado di dire la sua e prepararne il proprio distillato.

Anche i nostri LETA, stregoni pugliesi, sono qui a proporci la loro ricetta e a dire la loro su un genere “ostico e agnostico”, in cui il rischio di standardizzazione è comunque sempre dietro l’angolo.

Recensione

The Theosophist

THEOMACHIA - The Theosophist

(2022 - Xenoglossy Productions/Onism Productions)

voto:

Esordio sulla breve distanza per il duo romano dei Theomachia. Il genere proposto è un black metal non canonico, dove su basi prettamente black emergono influenze dark, gothic e post punk. 

Pur essendo un lavoro molto breve ne ho apprezzato la caratura compositiva che si distacca dai consueti clichè e opta su soluzioni più armoniche ed enfatiche.

Buona la padronanza della voce in un susseguirsi di narrazioni e urla contenute, a tratti mefistofelici a tratti melodici, sempre sul pezzo, tra chitarre lancinanti, affondi potenti e rallentamenti non casuali. 

Recensione

Cell XIX

BULLET - PROOF - Cell XIX

(2022 - Sleaszy Rider Rec.)

voto:

Nasce tutto in famiglia (nella band sono presenti padre e figlio) e come nelle migliori tradizioni o forse nelle favole quelle più belle, il finale ed il risultato sono un qualcosa che si avvicina ad una dimensione di eterea celestialità, un happy ending degno della consueta e compassata cinematografia americana quella dai colori pastello.

La band bolzanina (con innesti oltreconfini) arriva qui alla terza fatica in studio in poco meno di dieci anni di vita; una carriera che ha ricevuto fin da subito gli elogi sia da parte della stampa specializzata che da un buon numero di persone amanti evidentemente di un robusto Thrash con ampie aperture a cambi di tempo e a momenti più melodici.

Recensione

Days of Terror

THE HORROR LEGACY - Days of Terror

(2022 - Time to Kill Records)

voto:

Da grandissimo amante dei film/colonne sonore Horror è sempre un grandissimo piacere ascoltare progetti come quello dei The Horror Legacy.

Come non amare le atmosfere gotiche e sinistre che fuoriescono dalle immagini e, soprattutto, dalle note di quei grandi musicisti che sono riusciti a creare oscure sensazioni che emozionano gli animi di ognuno di noi. 

Recensione

Leprosy Return

LEBBRA - Leprosy Return

(2022 - Autoprodotto)

voto:

I Lebbra sono un quartetto di Salerno dedito al thrash/death di recente formazione.

L’EP intitolato “Leprosy Return” ma anche il moniker della band stessa vogliono essere un tributo e un omaggio al capolavoro seminale del 1988 dei Death; per loro stessa ammissione ma non per “imitarlo”.

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