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Recensione

Rehumanize

ION OF CHIOS - Rehumanize

(2020 - Revalve Records)

voto:

La band fiorentina capitanata da quella mente in perenne movimento che è dentro la testa di Paolo Depa, vede la propria nascita nel 2008 e, dopo un ep e i soliti cambi di formazione, giunge dopo l'estate a fare uscire questo primo full - lenght.

Recensione

Overthrown Into Oblivion

DEFECHATE - Overthrown Into Oblivion

(2020 - Autoprodotto)

voto:

Proposta non facile questa degli Defechate. 'Overthrown Into Oblivion' è una demo di 5 pezzi che non superano i 4 minuti ciascuno, la più lunga è la stessa title track di 4,18 minuti.

Non facile perché nel mondo metal di oggi è requisito quasi imprescindibile avere una produzione sonora pulita e potente, e non è questo il caso. Se poi ci aggiungete che il duo suona una specie di Death Metal tecnico che ricorda vagamente i Death e gli Atheist ecco che diventa una proposta abbastanza di nicchia secondo me.

Recensione

Ambush (Reissue)

TYGERS OF PAN TANG - Ambush (Reissue)

(2020 - Mighty Music/Rocksector Records)

voto:

La band britannica è considerata da gente molto più esperta di me come uno dei gruppi più famosi della NWOBHM. I due dischi di esordio (datati rispettivamente 1980 e 1981) "Wild Cat" -con alla voce Jeff Cox- e "Spellbound" -primo album ad avere in formazione il cantante Jon Deverill ed alla chitarra John Sykes-, sono diventati con il tempo dei classici.

Recensione

Reborn

NETHERBLADE - Reborn

(2020 - Volcano Records)

voto:

Dal titolo fortemente evocativo come se i nostri cinque amici lombardi, pur avendo una giovane età (ma esperienza già accumulata in grosse quantità), fossero già stati un tempo persone anziane, avessero già vissuto ed avessero attraversato un periodo oscuro; perchè il titolo sottende una fase di caduta, di riflessione, di oblio, di morte (non nel senso fisico) dalle quali situazioni si può soltanto risalire, rialzare la testa: chi impara ad amare impara a soffrire. Anche la copertina stessa volendo si può intendere in maniera ambivalente (...

Recensione

Doomood

OTTONE PESANTE - Doomood

(2020 - Aural Music)

voto:

Il trio "brassmetal" (dall'utilizzo degli stumenti a fiato) composto da Francesco Bucci, Paolo Ranieri e Beppe Mondini, dà luce a un connubio di suoni asfissianti e oscuri contenuti nell'album 'Doomood'. Disco molto ostico, strumentale, dai ritmi ossessionanti conditi da una voce eterea.

Subito dopo la breve intro, la band mette in chiaro con 'Distress' le proprie capacità, ritmi prog, serrati e rallentati, una bravura compositiva che si denota subito, la linea melodica del brano rimane in mente e difficilmente si dimentica.

Recensione

Something In The Dark

MAD DUCK - Something In The Dark

(2020 - Autoprodotto)

voto:

Dopo tre anni dal primo album ecco che Stefano (bassista) e Luca (chitarrista) sfornano questa seconda fatica avvertendo gli ascoltatori incauti di stare ben attenti perchè si troveranno ad affrontare il grande tema dell'oscurità e dovranno confrontarsi con i personaggi cattivi delle storie.

In effetti ci muoviamo all'interno delle tematiche tipicamente fantasy dove regnano streghe, folletti, boschi incantati dove abitano facce silenziose. La narrazione è corposa, spesso didascalica e non preclude percorsi immaginativi anche quando l'evocazione è così forte come nel caso di una figura così emblematica, epica, sovrannaturale nella fattispecie la Fata Morgana.

Recensione

Time To Go

PRIGIONE ETERNA - Time To Go

(2020 - Autoprodotto )

voto:

E' passato qualche mese da quando in redazione è arrivato questo progetto nato a Brescia dal nome Prigione Eterna. Sinceramente non so nemmeno chi vi sia dietro, se una one man band o una band vera e propria, guardando la loro pagina bandcamp questo 'Time To Go' non è nemmeno il primo lavoro, e non si trovano recensioni passate, dopo quindi alcuni mesi di dibattito interno abbiamo deciso di recensirlo.

Il cd si compone di 7 brani di cosidetto avantgarde metal, dove una commistione di suoni melodici e rabbiosi si concentra per tirare fuori qualcosa di non consono al solito ascolto.

Recensione

Sadako E Le Mille Gru Di Carta

LOGOS - Sadako E Le Mille Gru Di Carta

(2020 - Andromeda Relix Records)

voto:

Il proposito della band veronese, che vanta una esperienza pluriennale essendo attiva dal 1996, è molto alto e vuole coniugare l'espressione artistica esteriore con una digressione pseudo verbale interiore seguendo gli schemi della ragione. Il quarto lavoro qui presentato, sintetizza ciò che cuore e logica possono vicendevolmente scambiarsi ed arricchire uno e l'altra poggiando su temi in comune ed usano un linguaggio emozionale mutevole ma efficace.

Musicalmente abbiamo in questi sei pezzi diversi riferimenti a quel Rock Progressive che tante fortune ha avuto soprattutto negli anni 70, decennio di grandissime sperimentazioni (aggiungo io).

Recensione

Eclipse

TERATOLITH - Eclipse

(2020 - Brucia Records)

voto:

Una Nemesi in costante evoluzione sonora dove si celebra una liturgia tanto misericordiosa quanto pregna di morte e odio verso i timorati, ammantati di una salvifica morale, devoti al dominio della tecnica, condannati al peccato. Ammasso di gente prona, malata e incline alla speranza oltre che al disprezzo per gli istinti naturali e terreni. Sovvertire tutte le teatrali scene dove appare l’uomo buono, pio, benpensante, morale, giusto, martire e santo. Non vi è alcun inferno allucinatorio, questa vita mondana è l’inferno in cui redimerci.  Divelto dalla terra, come un fiore che sta in un vaso.

Recensione

Samael

THE BIG JAZZ DUO - Samael

(2020 - Autoprodotto )

voto:

'Samael', uscito lo scorso luglio, segna non solo un continuum a livello concettuale, di una storia raccontata precedentemente in "Scion", uscito nel 2018, ma una vera e propria crescita ed evoluzione a livello testuale, sonoro e quindi stilistico. 

Come dichiarano loro stessi: "Cinque brani per continuare la storia del nostro Valtiel, capo di una setta che ha cercato di abbandonare e che alla fine ha punito lui per il suo tradimento: ora è pronto per tornare ai vivi e compiere l’apocalisse“. 

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