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Recensione

Dark Sadistic Path

ATOMIC MASSACRE - Dark Sadistic Path

(2016 - Wine Blood Records)

voto:

Niente di nuovo sotto il sole del thrash metal, ma è questo un problema? Gli Atomic Massacre arrivano da Mestre ma potevano benissimo essere minatori della Ruhr vista l'evidente impronta dettata dai maestri del thrash teutonico Sodom. Cinque brani inediti, una cover dei Bathory ('Holocaust' in versione molto sporca..) e un brano live fanno di questo 'Dark Sadistic Path' un discreto approccio al mercato musicale dopo l'omonima demo datata 2013.

Recensione

In Principio

MONNALISA - In Principio

(2017 - Andromeda Relix)

voto:

La scena prog-metal veronese, negli ultimi tempi, si è rivelata decisamente florida. Dopo gruppi di indubbio valore come i Methodica o gli Astrolabio, (per non parlare del ritorno di una band come i Dark Ages) arriva il turno di un’altra band composta da musicisti decisamente ispirati.

Recensione

Dentro

FUMONERO - Dentro

(2017 - Autoprodotto)

voto:

I genovesi Fumonero si possono facilmente annoverare tra i gruppi “heavy”, eppure non nascondono un desiderio (sano e legittimo) di raggiungere un pubblico più ampio, oserei dire radiofonico.

Con questo secondo album il processo di levigatura delle asperità e addomesticamento delle composizioni viene perfezionato fino a portarci brani rotondi e, dal punto di vista pop, piuttosto ben fatti. Noto con piacere una forte attenzione verso la forma canzone, con melodie ragionate e ritornelli accattivanti.

Recensione

Forsaken One

BULLET-PROOF - Forsaken One

(2017 - Sleaszy Rider Records)

voto:

Ragazzi, questi altoatesini con il loro secondo album 'Forsaken One' pescano a piene mani da sonorità thrash metal old school! Sicuramente ispirati da mostri sacri come Kreator, Testament, OverKill e Slayer. Ispirati si, ma ben lungi dal copiare!

Sin dal pezzo di apertura 'Might Makes Right' si possono gustare i sacri dettami del thrash proposti in maniera fresca e, giustamente, interpretati nello stile dei Bullet-Proof.

I brani sono ben strutturati e non stancano l'ascoltatore, riff di chitarre al vetriolo e blast-beat che invogliano al mosh-pit non mancano. La durata media dei brani si attesta intorno ai 5 minuti abbondanti che scorrono via leggeri (ma pesanti!).

Recensione

Anodnatius

ANANDA MIDA - Anodnatius

(2016 - Go Down Records)

voto:

Esordio degli Ananda Mida, band nata nell'est d'Italia nel 2013 da una costola degli OJM, storica band stoner italiana. 'Anodnatius' , il disco che e' stato posto alla mia attenzione, e' un lavoro prettamente stoner che va' con lo scorrere delle tracce, ad aprirsi in un percorso sempre piu' sperimentale, psichedelico e melodico.

Recensione

Meat Grinder

ASSAULTER - Meat Grinder

(2017 - EBM)

voto:

Attivi dal 2008 ma poco prolifici come release musicali (solo un EP autoprodotto del 2011/2012 Crushed by Raging Mosh) tornano, ed esordiscono sulla lunga distanza, i thrashers pugliesi Assaulter con l’album “Meat Grinder” (titolo profetico! un autentico trita carne) per EBM.

Thrash feroce e diretto con influenze originarie americane ma anche teutoniche, gli Assaulter mostrano i muscoli con una prova incisiva e di spessore.

Recensione

Hate & Blood

ANGUS BIDOLI - Hate & Blood

(2017 - Autoprodotto)

voto:

Chi sia Maurizio 'Angus' Bidoli penso lo sappia anche il salumiere sotto casa mia. Se si parla di metal rock italiano la figura del popolare chitarrista romano non può passare sotto silenzio. Autore per anni con i suoi Fingernails di brani passati alla storia del metal italiano, militando poi in altri gruppi (su tutti i Childhood) inerenti sempre la sfera rock, il nostro chitarrista/cantante ha deciso di mettere in circolazione questo cd virtuale composto da 13 brani di hard rock blues '70 , in pratica un'antologia che propone composizioni dell'artista romano registrate nel nuovo millennio e che difficilmente potevano trovare collocazione nella discografia della banda madre.

Recensione

Grave

THE SADE - Grave

(2016 - Autoprodotto/PickUp Records/Audioglobe/Cdbaby)

voto:

Una demo e due album all'attivo per i veneti The Sade che, a distanza di 3 anni dal precedente 'II', tornano a farsi sentire con questo 'Grave', titolo alquanto eloquente, sia per i contenuti che per l'orientamento musicale sempre più tendente a quello che loro definiscono damned rock.

Le chiare influenze già registrate nei lavori precedenti di band quali Misfits, Danzig, The 69eyes rimangono, ma il power trio nato da un'idea di Andrew Pozzy (ex OJM) stavolta presenta una propria personalità in brani spesso avvincenti e con influenze che traggono linfa dal blues.

Recensione

Gravatum

EVA CAN'T - Gravatum

(2017 - My Kingdom Music)

voto:

Gli EVA CAN'T, nati a Bologna nel 2009 arrivano alla loro quarta fatica discografica con la pubblicazione dell'album 'Gravatum'. I quattro, per loro stessa ammissione, sono stati autori negli anni di musica non legata in maniera precisa ad un solo stile, incorporando elementi più estremi ed altri legati invece al progressive. 'Gravatum' è il frutto di un lavoro incessante che, dal 2014, li ha portati a comporre e rifinire un'opera davvero complessa e riuscita, il cui tratto distintivo è il cantato rigorosamente in italiano che ne arricchisce la profondità e la capacità di veicolare il proprio messaggio lirico.

Recensione

Finestatico

IN TORMENTATA QUIETE - Finestatico

(2017 - My Kingdom Music)

voto:

Esistono, oggi, gruppi che lottano anche disperatamente per promuovere uno stile quanto più personale possibile. In questa selva dove ogni albero costituisce una band, molti non superano l’altezza standard; alcuni, magari immeritatamente, marciscono e muoiono, mentre altri riescono a crescere ancora e ancora, riescono a raggiungere quella vetta ambita da tutti, riconosciuta da pochi, e toccata, diciamocelo, da pochissimi.

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