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Recensione

Hungryheart (Ten Years Anniversary)

HUNGRYHEART - Hungryheart (Ten Years Anniversary)

(2018 - Tanzan Music)

voto:

Già da me recensiti molto positivamente 3 anni fa per l'uscita di 'Dirty Job' tornano sulle scene i piemontesi Hungryheart che festeggiano i 10 anni dall'uscita del primo omonimo album. La ristampa speciale è stata digitalmente rimasterizzata e arricchita dalla presenza di due bonus track, 'River Of Soul' (2018 revisited) e la versione acustica di 'The Only One' entrambe registrate al Tanzan Music Studio nella primavera del 2018 per festeggiare questo importante compleanno.

Recensione

The Faith (Remixed & Remastered)

STRANA OFFICINA - The Faith (Remixed & Remastered)

(2018 - Jolly Roger Record )

voto:

Quella degli Strana Officina è una storia di lotte, di tenacia. E’ la storia di un collettivo che ha creduto fermamente nella validità della sua stessa esistenza, nonostante la sua nascita sia avvenuta in uno dei paesi più difficili per una qualsiasi rock/metal band (per non parlare del periodo storico). E’ la storia di chi non ha mai gettato la spugna e non si è mai arreso, nonostante una vita artistica funestata da episodi tragici.

Recensione

Forged in Blood

FORGED IN BLOOD - Forged in Blood

(2018 - Punishment 18 Records)

voto:

I lombardi Forged in Blood sono una bella realtà musicale longeva. Attivi infatti dal 2008, hanno alle spalle diversi concerti e illustri collaborazioni.

Recensione

Lupex

FAKIR THONGS - Lupex

(2018 - Music For People)

voto:

Con una chitarra scarna e una voce settantiana si apre l'album dei Fakir Thongs. Subito chiare le coordinate, rock '70 misto a stoner. Ne è la dimostrazione 'No Tears', rockeggiante e molto variata nella composizione che ci porta in atmosfere oldies ben congeniate dai musicisti qui presenti.

Si procede con 'State of Grace', che inserisce nuovi elementi compositivi, un riff quasi prog settantiano scandisce il fluire del brano, con suoni decisamente adeguati e azeccatissimi.

'Pen Strokes' è il miglior brano del lotto dove un bellissimo giro di basso accompagna una struttura variegata e piena di sfumature che va ben ascoltata più che spiegata.

Recensione

Sleeping Sickness

WATER CRISIS - Sleeping Sickness

(2018 - Volcano Records & Promotion)

voto:

Un bell'arpeggio apre il lavoro dei Water Crisis, che mettono in chiaro subito il loro stoner con un bel riffone di altri tempi.

Scaldati i motori con l'introduttiva 'Check in' si parte con 'The Hostess Die Alone' bel brano dal ritmo costante che fa tornare in mente i seventies. Molto bella la voce, per contro la registrazione la trovo troppo improntata sulla stessa protagonista si nell'album, ma per certi versi troppo.

Recensione

Dreamy Reflections

ORPHAN SKIN DISEASES - Dreamy Reflections

(2018 - Logic Illogic)

voto:

Si definiscono alternative anche se secondo me il termine risulta stretto e molto riduttivo se applicato a questa band. Se per alternative metal ci riferiamo a quelle sonorità che vengono portate avanti o che sono state presentate da gruppi quali SOTD, Nevermore, Disturbed, allora possiamo dire che, sì, qualcosa in comune lo riscontriamo.

Recensione

Desounder

DESOUNDER - Desounder

(2018 - Andromeda Relix )

voto:

I veneti Desounder presentano come front woman questa giovin pulzella dalla voce pulita, candida, soave, cristallina, gentile, molto corretta nella forma, una di quelle voci che sembrano uscite da uno di quei programmi televisivi per futuri talenti.

Recensione

Armageddon Genesi

EVERSIN - Armageddon Genesi

(2018 - My Kingdom Muisc)

voto:

Giunti al loro quarto disco sotto l’ attuale monicker, gli Eversin proseguono il percorso evolutivo già intrapreso con le ultime due uscite, e consolidato in modo particolare in Trinity: The Annihilation, dove la band sfoggiava una padronanza da veterani sotto molti aspetti, dalla composizione alla produzione.

Recensione

No One Will Shine Anymore

FORMALIST - No One Will Shine Anymore

(2018 - Third-I-Rex)

voto:

La foto scelta come copertina di ‘No One Will Shine Anymore’ probabilmente l’avete già vista, come credo abbiate sentito parlare anche dei quattro ceffi che si celano dietro al nome Formalist, visto che non si tratta esattamente degli ultimi italiani arrivati a dare il proprio contributo a uno di quei rami di musica metal più estremi e, se vogliamo, disperati degli altri.

Recensione

Fulìsche

KANSEIL - Fulìsche

(2018 - RockShots Records)

voto:

Sono tanti gli elementi che immediatamente affascinano nelle canzoni dei Kanseil: la montagna, la foresta, la neve, il fuoco, la notte, la storia, il folklore, il dialetto, l’idea romantica di un passato ricostruito secondo le esigenze della modernità…

Ma spesso non sono sufficienti archetipi potenti, ingredienti e materie prime di alta qualità, per ottenere un grande risultato.

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