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Slaves
TrackList
01. Still alive
02. Like a snake
03. Run fast
04. Strong enough
05. Unbreakable chains
06. The march
07. Wild beasts
08. Blindfold eyes
09. Day after day
10. Nec plus ultra
11. Distant voices
FROZEN TEARS - Slaves
(2009 - My Graveyard Production)voto: 10/10
Il quinto cd della band fiorentina è proprio come me lo aspettavo, carico, violento, una bomba ad orologeria pronta a scoppiare all'improvviso, che ti sbatte pesantemente nel muso lasciandoti schegge di puro "Metallo" vivo.
A differenza dei due precedenti Cds (il fantastico "Metal Hurricane" e l’altrettanto "Night of Violence", escludendo i primi 2, non per merito ma per stile, direi) in "Slaves" ho notato una maggior cura nel riffing delle canzoni, una ricerca più accurata e personale della struttura dei pezzi, con molte dissonanze bellissime, il tutto supportato dalla gran voce di Alessio "Halford" Taiti e da una prestazione fantastica di tutta la band, grandi!
La prima traccia è la cattiva "Still Alive": gran riffing, cantato eccezionale, scream, acuti e tutta la grandiosità vocale che Alessio ci regala... inchiniamoci alla sua maestosità.
La seconda "Like a Snake", è più tranquilla della precedente, ma con un bel fraseggio potente e dissonante e una melodia che si lascia cantare. Bella canzone.
In "Run Fast", la numero 3 del cd, ci sono chiare influenze southern/hard rock… una sessione ritmica e solista molto blues,ritornello catchy decisamente alla "Frozen Tears" e assoli ispirati e tecnicissimi.
In "Run Fast" (secondo me uno dei migliori brani) ci sono tutti gli elementi per esclamare "cazzo quanto spaccano!!!!!".
La successiva, "Strong Enough", nella sua velocità e progressione, si presenta più melodica della precedente, mentre a circa metà l’atmosfera cambia per dare spago alle capacità espressive e tecniche (molto jazzy direi) di Simone Mularoni, già membro dei proghettoni DGM e degli Empyrios.
Con "Unbreakable Chains" ritorniamo alle influenze southern/hard rock già sentite in "Run Fast", ma forse più cattive: cori tipicamente speed anni ’80 e tanta ma tanta tanta maestria della band, sopratutto nell'incredibile voce di Alessio, singer dal potente ultrasuono che arriva dritto nelle nostre orecchie, così potente da farvi sobbalzare dalla sedia. questo è rock! Mito!
La sesta si intitola "Wild Beats": i nostrani si spostano un po' sul power metal, sempre nel loro stile alla "Judas dei tempi migliori"... inutile (e scontato) dire che la band è veramente completa a livello musicale, questa canzone è dimostrazione delle svariate soluzioni che i Frozen propongono all'interno del nostro caro, amato e vasto heavy metal.
Eccoci arrivati a "Blindfold Eyes", una bella ballad dagli splendidi soli e una melodia trascinante... ideale per dedicarsi a quei cinque minuti di rilassamento, effetto dovuto all'arte suprema della musica. Dalla prima all'ultima nota Blindfold Eyes produce questo effetto però sempre con suoni decisi, pieni e caldi, e una struttura che non accenna MAI a mollare la presa. Notevole anche la successiva "Day After Day" e fantastica "Nec Plus Ultra", brano interamente strumentale in cui i chitarristi ci deliziano con tutta la loro imponente tecnica e ispirazione: direi quasi una lezione sul "come fare" heavy metal, come suonarlo. Anche in assenza della possente voce di Alessio (il cantante è il 50% in una band) la band fa cantare le chitarre e mantiene il tiro proposto dall'inizio del cd. Lodevole.
Slaves finisce con "Distant Voices": bella, dolce, delicata ma anche forte. Anche qui bel gioco di dissonanze,senza dubbio un gran lavoro che chiude non un semplice cd, ma un vero capolavoro made-in-Italy.
Slaves è uscito da poco più di un mese, vi consiglio di comprarlo semplicemente perché merita, merita e merita. Il mio voto non vi deve sembrare esagerato, chi come me che segue i Frozen Tears dall'inizio, non può non notare quanto (sopratutto negli ultimi tre album) siano migliorati, maturati (ovviamente non si parla di un passaggio dall'amatorialità alla professionalità - già presente dal primo cd - ma di un miglioramento compositivo, espressivo e tecnico), sempre più originali e sempre più bravi.
"Metal Hurricane" e "Night of Violence" sono gran dischi, "Slaves" tuttavia ne è l'evoluzione verso la ricerca costante della personalità nella composizione dei pezzi, e il risultato si vede... Frozen Tears, miglior heavy metal band italiana attiva. "Non c'è cazzi!".
Daniele Vento