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Blood, Will and Soul
TrackList
01. My Blood
02. God Wish you to Die
03. Days of Sorrow
04. Rise far Away
05. Crying Hero
06. Hate
07. Dragonia
08. Forever Night
09. Ti Ucciderò
10. Rainbow of Feelings
DRAGONIA - Blood, Will and Soul
(2009 - Autoprodotto)voto: 7/10
I fiorentini Dragonia con il loro “Blood, Will and Soul“ sono portatori di un sano gene Heavy Metal puro, true e senza compromessi. I testi epici e battaglieri sono il loro vessillo di guerra a difesa di una buonissima sintesi tra melodicità e potenza.
Le trombe danno il segnale e i nostri guerrieri cominciano a dare battaglia con “My Blood”, introdotta da un potentissimo tappeto di doppio pedale e da chitarre col testosterone. Fin da subito notiamo una certa cura nella produzione, che esalta un sound molto pompato e ricco di bassi. Impressionante il solo di chitarra in questo brano, diviso in due fasi, la prima più dissonante che fa balenare alla mente gli arrugginiti fendenti di “Reign In Blood” degli Slayer, e una seconda più classica degna della premiata ditta Tipton-Downing.
Con la successiva “Gods Wish You To Die” veniamo investiti da un graffiante riff di matrice thrash. Il pezzo presenta molti influssi progressive,grazie anche all'uso di atmosferiche tastiere, e sottolinea una dicotomia voce growl/voce pulita che si ripresenterà più volte nel corso dell'album.
Le furiose spade cessano di cozzare l'un l'altra e un leggero rumore di pioggia, seguito da un piano suadente, si fa avanti timidamente: ”Rise Far Away” è il primo (e unico) momento di sosta. Ma è solo la quiete prima della tempesta, perché già verso la fine del brano le asce ritornano a ruggire come prima.
La pretenziosa “Crying Hero” è la nota dolente del lotto: risulta eccessivamente pesante e sconclusionata a causa dei frequenti cambi di tempo e dagli stacchi che non riescono a dare omogeneità al pezzo. Interessante il ritmo più cadenzato e quasi folk di “Hate” che gli conferisce un tocco alla Children of Bodom. Il ritornello è ben studiato ma l'uso della voce sporca non rende come dovrebbe.
“Ti Ucciderò” è l'unico lascito di italianità del gruppo: strumentalmente è una canzone molto valida aperta da un martellante basso distorto, ma a livello di testo risulta un po' banale, a causa forse dell'uso della patria lingua, non troppo adatta al genere.
I componenti del gruppo hanno tutti una grande tecnica individuale e la sfoggiano sapientemente in questo full length, altresì è vero che il tutto suona come già sentito e non ci sono mai picchi di grande originalità,ma gli amanti del genere resteranno sicuramente impressionati positivamente. In alto le spade!
Dario Iocca