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Where Angels Hide
DARKSKY - Where Angels Hide
(2010 - Autoprodotto)voto: 6.5/10
Direttamente da Milano, ecco a noi un' altra Italian band di spessore non indifferente : i DarkSky.
Fondata nel 1997 con 3 Eps alle spalle, suonano un progressive power metal molto melodico e tecnico, ma con particolare attenzione alla melodia. “Where the Angels Hide” inizia con “Memento”, classico brano del genere che ho trovato molto simile al secondo, “The door”. Entrambi carini ma poco significativi. Segue “The colours of dream”, traccia composta su un Riffing prettamente classicheggiante...classicheggiante come la formazione musicale del chitarrista della band. Particolare interessante di questo terzo brano è l'intermezzo in cui il sound esce completamente dal genere per esplorare uno stile quasi Pop (chitarre e voce digitalizzate,ad esempio) per poi riprendere “metallosamente” fino alla conclusione. La voce di Alis, singer femminile della band, non mi convince molto : è monostica e mono timbrica, risulta (specialmente dopo aver ascoltato più brani) priva di personalità e piuttosto banale...Con questo non nego che sia brava, ma una maggiore espressività e una varietà di timbri avrebbero fatto la differenza. “A way out for the sinner”,quarto brano in cui vi è anche una voce maschile, lo trovo più orecchiabile, ma molto poco vario rispetto ai precedenti. “Lightstorm” invece è molta bella : melodia delicata e trascinante con un bel fraseggio di chitarra e pianoforte, e bel riffing, anche se ostinato nelle stesse cadenze (tipica architettura da derivazione classica, in poche parole),ma traccia ben strutturata e piacevole. Eccoci al num° 6, “Peacefull place” : pezzo strumentale dal sapore “etnico”, con tanto di percussioni tipiche orientali, oserei dire “indiane” (non sono un etnomusicologo ma un po' “ci chiappo” :D)...idea notevole. “Lex aeterna” è un po' strana, specialmente prima della fine : sembra volgersi al termine (in un momento in cui vi è uno strumentale atmosferico, che sembra riprendere l'idea del brano precedente) ma si “rialza” con un riff sfrenato della durata di pochi secondi. Strano ma molto originale, tuttavia la struttura compositiva generale rimane invariata e sempre simile .”The last rose” è un altra ballad apprezzabile, mentre “Fatal frame” è un brano strumentale alternato da 2 soli di chitarra (tra scale diminuite e sistemi modali) e uno (un po' banalotto) di tastiera; niente male.
I Darksky hanno un bagaglio tecnico enorme, chitarra e batteria sopratutto : su quest'ultima non mi sono soffermato nella descrizione dettagliata dei brani, perché proprio in queste righe intendo scrivere che il batterista mostra una varietà stilistica e un ottimo groove, che spezzano un po' la monotonia generale dell'album, il migliore della band.
Il chitarrista è bravissimo, palesemente influenzato da studi classici, mentre il tastierista offre un supporto armonico ottimale,così come il basso; nota negativa per la voce : Alis ha una voce pulita e delicata, ma come scritto sopra, troppo ripetitiva a livello stilistico,risultando noiosa durante l'ascolto complessivo di “Where the Angels Hide”.Comunque sia,ottima band da consigliare sopratutto agli amanti del metal melodico.
Daniele Vento