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Assassine
TrackList
01. Tenebrae I (Spirit in Darkness)
02. Mater Terribilis
03. A Bizarre Alchemical Practice
04. Poisoned Lips Of Lust
05. Bounded, Sisters By Solitude
06. Tenebrae II (For Those Who Died)
07. Two Faced Beast
08. Her Majesty Ogress
09. The Thorns, The Pain, The Horror
10. Perinde Ac Cadaver
11. Tenebrae III (Darkness in Spirit)
DARK END - Assassine
(2010 - Crash & Burn Records)voto: 6.5/10
Niente, questo genere non riesco proprio a farmelo piacere. Però!!!, devo ammettere che i reggiani Dark End hanno fatto un netto passo avanti rispetto al deludentissimo debut album Damned Woman and a Carcass, già recensito per queste pagine…. Non più di 5 minuti fa. Rimane un po’ quel senso di ripetitività che pervade un po’ tutto il Symphonic Black, ma è molto, ma molto meno palese rispetto al predecessore.
E’ il Pater Noster (….) nella lunga intro Tenebrae I (Spirit in Darkness) a darci il benvenuto in questa nuova opera della SymphoBlack band emiliana. Undici tracce (otto più intro, interludio ed outro) per una durata totale che supera abbondantemente l’ora. Ecco, questo forse è un punto a sfavore del disco: la durata eccessiva, che rischia di far giungere alla noia anche i più abituati al genere (personalmente io ascolto anche Funeral Doom e mi sono avvicinato al Black con Burzum, quindi in fin dei conti non mi fa niente).
Ma continuando con le differenze rispetto al disco precedente, c’è da dire che in quest’ultima uscita c’è molta più carne al fuoco, con canzoni di ottima fattura (su tutte Mater Terribilis e Two Faced Beast) ed una produzione buona, con le tastiere che svolgono il loro ruolo per bene, senza che, come mi è capitato d’ascoltare con altri gruppi, prendano il sopravvento rispetto al resto della strumentazione.
Con Assassine i Dark End si riscattano dal pessimo esordio. Il disco, edito da Crash & Burn, nuova label della band dopo aver lasciato quelle merde della Deadsun Records (si nota che è una label che non sopporto?, n.d.LL), non sarà di certo pregevole e non inventa assolutamente niente di nuovo. Ma è un disco onesto, che potrà certamente piacere agli amanti delle sonorità dei… uff… Cradle of Filth.
Daniele Ogre