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Eve
TrackList
01. Eve Pt. I
02. Eve Pt. II
03. Eve Pt. III
04. Eve Pt. IV
05. Eve Pt. V
UFOMAMMUT - Eve
(2010 - Supernatural Cat)voto: 10/10
"Una discesa nel Maelstrom". Userei questo titolo di un racconto breve di Edgar Allan Poe come slogan per riassumere Eve, quinto full-length degli Ufomammut, da anni il miglior gruppo italiano in ambito heavy-psych, i quali, con questa nuova opera, si spingono ancora oltre nel loro percorso di ricerca e sperimentazione musicale. Incentrato sulla figura di Eva, simbolo del peccato, del tradimento e della tentazione, il disco, che esce ai primi di maggio, è un concept album composto di cinque parti in sequenza senza soluzione di continuità. Va quindi ascoltato tutto d'un fiato senza saltare di palo in frasca, per così dire, pena la mancata metabolizzazione di questo tipo di proposta musicale, certamente non facile da assimilare, specialmente per i neofiti o per chi non ha familiarità con la band di Tortona. Che, per chi non lo sapesse, è un trio: Urlo (basso, voce, synth, effetti), Poia (chitarra, synth, effetti) e Vita (batteria). Non è agevole descrivere la musica degli Ufomammut a parole, essendo in continuo divenire e capace di suscitare nell'ascoltatore le più diverse emozioni e sensazioni. In questo senso, potrebbe essere l'equivalente di ciò che in letteratura è il flusso di coscienza di joyciana memoria. Prendete ad esempio l'iniziale "Eve Pt. I": dopo un incipit sommesso e liquido, sulla scia degli ultimi Tool, l'atmosfera si fa sempre più cupa e minacciosa, i riff diventano mastodontici monoliti e la batteria assume i connotati di un trapano cerebrale che evoca primitivi riti tribali. Le coordinate sono quelle di un rock pesantissimo, acido e psichedelico, una sorta di incrocio tra i Pink Floyd dell'era Barrett, i Melvins, gli Electric Wizard e gli Hawkwind. Ma sono solo riferimenti di comodo, perché la cifra musicale del combo piemontese è molto originale e particolare, come dimostra "Eve Pt. II", un pezzo dal sapore quasi mistico, equamente suddiviso tra una prima porzione dove effetti, rumori e samples vari conferiscono un'aria surreale e orrorifica, degna delle migliori pellicole di Alejandro Jodorowsky o Amando de Ossorio, e una seconda metà space-doom che tramortisce letteralmente. Le parti cantate sono alquanto sporadiche ma assolutamente efficaci e assumono connotati ora eterei, ora cavernosi. "Eve Pt. III" è la traccia più breve e più vicina alla "forma-canzone", rigorosamente tra virgolette, perché non è certo un motivetto commerciale: l'amalgama riff-percussioni tribali-effetti-urla di sottofondo è quanto di più heavy si possa ascoltare al giorno d'oggi. Il tutto tracima nella successiva (e ovviamente concatenata senza interrruzione alcuna) "Eve Pt. IV", episodio psych-doom recitato dalla voce da alieno di Urlo e nel quale la sperimentazione rumoristica della chitarra di Poia tocca vette sublimi. Si arriva così alla tappa conclusiva di questo viaggio infernale, al fondo del Pozzo Nero, con "Eve Pt. V", monolite largamente strumentale di quasi 14 minuti costituito da un riff sabbathiano nero come la pece ripetuto in loop fino allo sfinimento, accompagnato da un basso iperamplificato e percussioni tonanti. I ritmi prima sono lentissimi, poi diventano sempre più fragorosi, in un crescendo di rumorismo e feedback che trascina in un gorgo melmoso che si trasforma in sabbie mobili, inghiottendo senza pietà. Se Dante fosse ancora tra noi, sceglierebbe questa traccia e l'album nella sua interezza come colonna sonora del suo Inferno. Forse solo i Sunn O))) e pochissimi altri possono oggi rivaleggiare, in termini di pesantezza, con gli Ufomammut, che con Eve hanno realizzato il loro indiscusso capolavoro. Eppure sono convinto che il loro iter sperimental-musicale non sia ancora giunto all'estremo compimento: le sonorità del trio piemontese sono ulteriormente perfettibili e questi magnifici musicisti continueranno a sorprenderci anche in futuro, ne sono certo. Un'esperienza d'ascolto che mette a dura prova sia la mente che il corpo, assolutamente stupefacente, in tutti i sensi, dopo la quale non sarete più gli stessi...
Costantino Andruzzi