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Blind Devotion
TrackList
01. Shadows on the Wall (we're Sammy Curr)
02. Blind Devotion
03. Never Betray
04. The Cross of Iron
05. Dying in Overdose
06. Local Debauchery
07. Sad Childhood
08. Burned Adolescence
09. Amanda
10. Pusher
SAMMY CURR - Blind Devotion
(2009 - Autoprodotto)voto: 8.5/10
I Sammy Curr, sono una giovane band proveniente dalla toscana, ma di cui (credo) sentiremo molto parlare in futuro, infatti ci troviamo di fronte ad un prodotto davvero di spessore!
Sin dalla iniziale “Shadows on the Wall (we're Sammy Curr)” si evince che non sono una band di sprovveduti! Il brano che è (diciamo) il loro manifesto scorre con autorevolezza nel player, strappi thrash metal molto tecnici e la grintosa voce di Leslie ci trascinano nel vortice Sammy Curr, il testo spiega bene cosa cercano questi ragazzi toscani, una vita fatta di sex'n'roll, alla ricerca di una label che li possa far decollare, e garantisco io i mezzi ci sono!
La successiva “Blind Devotion” title track del cd si apre con rumori di guerra, che vagamente ci riportano alla mente quella “One” dei Metallica, sicuramente una delle influenze principali della band, ovviamente si parla di guerra, la seconda guerra mondiale e la cieca devozione che ogni soldato aveva per la propria patria, che poi dopo di loro si è scordata ampiamente.. Ottima la prova di tutta la band coesa e vincente, quasi otto minuti di thrash intenso old school!
“Never Betray” si apre con un bellissimo riff che non può non coinvolgere anche il più disattento degli ascoltatori e poi giù a pestare duro con ritmica ossessiva e incessante mentre la voce di Leslie si fa più cattiva, “The Cross of Iron” è molto più malinconica e si ritorna a parlare di guerra,(in fondo il titolo stesso dell'album, “Blind Devotion” da idea di un concept in cui la devozione verso qualcosa, guerra, amore, droga, traspare in ogni brano) una sporca guerra che si porta via giovani vite e lascia nella disperazione chi resta a casa ad aspettare un ritorno che non ci sarà... Toccante anche “Dying in Overdose” che ovviamente parla di problemi legati alla droga, ottimi i riff e i solos di chitarra e la voce sembra essere molto più a suo agio in questo genere di brani... “Local Debauchery”, parla della dissolutezza di un'agiata signorina e si sprigiona attraverso potenti riff, si perchè questa band si permette di fare brani lunghissimi ma macina riff che è un piacere, peccato per gli esterofili fans italiani che non provengano da Frisco...
Triste e molto attuale secondo me “Sad Childood” quell'impotenza che in adolescenza ha preso molti di noi, fino a farci pensare che l'unica salvezza sia la morte, una ballata thrash di indubbio valore, che spero abbia passaggi sulle radio metal e che potrebbe lanciare i Sammy Curr verso un successo a molti negato, ci devono credere e cercare di farsi conoscere il più possibile, soprattutto sbattendosi in live che mi auguro siano all'altezza della qualità del lavoro..
“Burned Adolescence” pesta di nuovo duro, un piacere ascoltarla, ma come dicevo prima nonostante la lunghezza dei brani qui non c'è mai senso di noia, anzi viene subito voglia di ripartire dall'inizio, soffermatevi a metà canzone e ditemi se non vi vengono i brividi...
ma con la successiva “Amanda” si arriva al top dell'album! Un'altra ballata molto triste, intensa, con una chitarra “Hammettiana” ma decisamente intrigante, e dove Leslie alla voce dà il meglio di se, struggente, presa da questo pezzo come in nessun altro, un piccolo gioiello del metallo targato Italia, so che il paragone è dissacrante, ma ho provato gli stessi brividi di quando per la prima volta ascoltai
“Piccolo Uccello Bianco” della Strana, pur ripeto non essendo sullo stesso stile. Comprerei il cd solo per avere questo brano... complimenti vivissimi!
Si chiude con “Pusher” e si torna cattivi e potenti, headbanging e pogo assicurati per tutti i fan del genere! Chiuderei dicendo che miglior esordio sulla lunga distanza non ci poteva essere, i Sammy Curr hanno tutto il potenziale per emergere, sta al pubblico determinarne gli sviluppi futuri... io vi ho avvertiti!!
Klaus P.