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TWILIGHT OF HUMANITY
TrackList
01. Intro - Nocturnal Predator
02. I Am The Beast
03. Triumph Of Death
04. The Weight Of Knowledge
05. Praise Of Madness
06. Nightwolf's Eye
07. Lithany of Misantrophy
08. Black Spell of Destruction (Burzum cover)
NEBRUS - TWILIGHT OF HUMANITY
(2009 - Obscurus Records)voto: 8/10
Quando ci si appresta ad ascoltare un disco black metal si ha sempre la paura di trovarsi davanti ad un prodotto pietoso, prodotto male e suonato peggio. Molta gente infatti nutre l'erronea convinzione che per suonare il suddetto genere basti premere sul pedale e suonare riff incomprensibili a caso.
Per fortuna questo non è il caso dei Nebrus, band composta da due soli membri, l'uno incaricato delle linee vocali e l'altro delle parti strumentali: “Twilight of Humanity" si rivela un prodotto particolarmente valido per essere niente più che una demo. I Nebrus dimostrano di aver ben assimilato la lezione dei maestri del genere, e riescono a conciliare le varie influenze in uno stile che riesce nell'intento di piacere. La velocità è spesso utilizzata in modo sapiente, ed i brani meno accelerati (pregni dell'influenza dei capisaldi di Burzum) risultano quelli più riusciti; coinvolgono molto meno i momenti più spinti (per fortuna in inferiorità numerica rispetto ai precedenti), in cui non è possibile individuare una melodia portante. Il tutto va inquadrato in una produzione senza infamia e senza lode, pulita quanto basta per mettere in risalto le soluzioni adottate, sporca il giusto per un lavoro black metal.
Togliendo l'intro, i primi due brani “veri” risultano parzialmente sottotono rispetto al resto del prodotto, avendo sorti un po' altalenanti: “I Am The Beast” vede un eccessivo uso di velocità pura, mentre “Triumph of Death” presenta dei riffs interessanti purtroppo messi in secondo piano da una linea vocale talora troppo sporca e gracchiante.
“The Weight of Knowledge” è a mio avviso l'episodio migliore del lotto, una vera e propria danza macabra rallentata e cadenzata, resa affascinante da una voce che sembra quasi volersi ricondurre ai cori a cappella; peraltro sul finale è presente un assolino di chitarra, cosa piuttosto rara in ambito black metal.
Dopo un brano carino ma nulla di più, dotato di un buon intermezzo rallentato (“Praise of Madness"), spetta a “Nightwolf's Eye” il compito di alzare i ritmi. La suddetta song gode di un ottimo tiro, anche se non è facile apprezzarla a causa della tonalità dello scream, a metà tra Attila Chisar ed il "buon" Varg Vikerness. L'alternanza tra lo scream ed una voce oscura e quasi pulita (caratteristica anche di altri brani) contribuisce a dare al brano in questione un vago alone mistico.
Ottima anche la successiva “Litany of Misantrophy”, dominata da un riff portante semplice ma efficacie, grezzo al punto giusto.
Menzione a parte per la conclusiva “Black Spell of Destruction”, cover di Burzum resa un po' più originale grazie all'utilizzo di un timbro vocale molto più pulito e cupo di quello del “conte”. Nonostante questa scelta la song non perde affatto potenza, anzi, guadagna in quanto a oscurità, a dimostrazione del fatto che i Nebrus sanno quel che fanno.
Ovviamente c'è ancora da lavorare su alcune cose per poter migliorarsi ulteriormente, ma la demo in esame ci presenta i Nebrus come una band già matura, dotata di una capacità compositiva non indifferente, che all'interno di un genere difficile quale il black è in grado di fare la differenza.
Francesco S.