Ricerca
Contattaci
Per segnalare concerti o richiederci una recensione delle vostre band, scriveteci compilando il modulo in questa pagina
Accesso utente
Chi è on-line
REVERED LIMES
TrackList
01. Revered Lames
02. Slaves of Darkness
03. Beneath the Ashes
04. Crossdressphixya
05. BlackHearted
06. Hatedance
07. Rotting Idle’s Inquisition
08. Lustful Requiem
NEFERTUM - REVERED LIMES
(2009 - UK Division Records)voto: 7/10
Beh, forte ’sta cosa: pochi giorni dopo esser stato a Potenza, il mio debutto su Italia di Metallo coincide con le recensioni di due bands provenienti proprio dal capoluogo della Basilicata. Dopo gli Infernal Angels, infatti, è la volta dei Nefertum, Symphonic Black Metal band attiva dal 2004 che arriva con “Revered Lames” all’agognato traguardo del primo album, edito da UK Division Records.
Per quanto riguarda lo stile della band di Geny e soci, si tratta come scritto poc’anzi di un Symphonic Black Metal che deve non poco agli insegnamenti dei grandi gruppi del genere: primi Emperor e primi Dimmu Borgir su tutti. Ciò che rende i Nefertum superiori a moltissimi gruppi appartenenti a questa frangia della Nera Fiamma, è il sapiente uso delle tastiere ad opera di Max: molti tendono a dare troppa importanza a questo strumento, col risultato che molto spesso gli inserti tastieristici risultano essere messi troppo in evidenza rispetto a tutti gli altri strumenti, voce compresa, con il risultato che tutto passa in secondo piano. I Nefertum invece hanno bilanciato perfettamente tutto, complice una produzione ottimale.
Il disco inizia con la title-track, pezzo che traccia subito i contorni di ciò che sarà questo lavoro. Discorso proseguito dall’ottima “Slaves of Darkness”: sezione ritmica monolitica, riff graffianti e con quel tocco di melodia che, in questo caso, non guasta, il solito tocco Sympho di Max e le ferali Scream Vocals di Innos; tutto estremamente perfetto, senza nemmeno una virgola fuori posto.
Con la traccia no. 3 si arriva a quella che è la più lunga di “Revered Lames”: fortunatamente gli oltre sette minuti di “Beneath the Ashes” scorrono via che è un piacere, forti dei grandiosi arrangiamenti effettuati per questo pezzo. Il resto dell’album (del quale mi sento di menzionare “BlackHearted”, canzone che col suo incedere marziale si esula leggermente dal canone dell’album) prosegue sulla stessa scia, mostrando come, a 5 anni dalla nascita, i Nefertum abbiano raggiunto un buon grado di maturità sonora.
Magari ci sarà anche chi storcerà il naso verso questo prodotto: ma saranno le classiche persone che non appena sentono anche il minimo accenno di tastiera cominciano con i soliti discorsi sul True Black Metal, sulla misantropia, sulla depressione et cacchiate simili.
Anche io preferisco, in ogni caso, suoni più Raw, ma ciò non toglie che quando un album è ben fatto, lo è e basta.
È il caso di “Revered Lames”: i Nefertum non piaceranno proprio a tutti, ma nel campo Sympho sono, attualmente, quanto di meglio l’Italia possa mostrare al resto del mondo.
Daniele "Ogre"