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A Journey as a Life
TrackList
01. Pictures on A Scone
02 My Convictions
03. A Journey As A Life
04. The Shining Stone
05. Haze Of Memories
06. The Uproar Of The World
07. ...In A Sweep Trap
08. Dried Branches
09. Fluttering Hell
DRIVHELL - A Journey as a Life
(2009 - Casket Records/Alkemist Fanatix )voto: 8/10
Ascoltando “A journey as a life” non si può che immediatamente esclamare un grande “Wow”!
Ma capiamo subito anche il perché!!!
Il lavoro dei Drivhell si ispira al celebre romanzo di Italo Calvino “Le città Invisibili” il cui protagonista è Marco Polo, i cui versi vengono citati di tanto in tanto nei brani.
Intanto sono rimasto colpito da una registrazione molto buona, con particolare attenzione a far emergere bene sia il basso che le chitarre, solitamente o troppo alte o troppo basse: cimentarsi nell’ambito del Progressive non è facile non solo per un ambito tecnico che è richiesto ai musicisti, ma anche per una sorta di armonia e mixaggio dei suoni, senza il quale si cade molto facilmente in prodotti pacchiani e troppo spesso simili ai dischi dei Dream Theater. I DrivHell riescono molto bene in questo, supportati anche dall’ottima tecnica e dalla giusta dose di energia mista a melodia.
Le influenze sono le classiche influenze dell’ambito progressive metal: Dream Theater, Pain of Salvation, piccole dosi di Symphony – X e accenni Malmsteeniani.
Si sente moltissimo anche la presenza del compianto Freddie e dei Queen (nella traccia 5 “Haze of Memories”) che poi si tramuta subito in un energico riff alla Michael Romeo del primo disco dei Symphony X.
Insomma un album estremamente ricco, ambizioso e che ha suscitato subito il mio interesse come fan del Prog Metal ma soprattutto del musicista, e ci tengo a dire che è uno dei primi album Prog italiano che non tenta di “scimmiottare” la cricca di Petrucci e Portnoy, ma invece si concentrano nel songwriting pur mantenendo evidenti richiami, soprattutto nelle parti di batteria, nei tempi dispari.
Le chitarre sono molto evidenti come ho già detto, ma hanno il pregio di non essere invadenti.
Da parte mia oltre alle influenze già elencate ci sento moltissimo Metallica, Megadeth, Pantera soprattutto nel riff iniziale di “in a sweep trap…”(traccia 6) e un richiamo lievissimo in “The Shining Stone”a Trent Gardner nell’album solista di La Brie nella canzone "As A Man Thinks" insieme ai concept “Missa Mercuria” e “Consortium Project” presenti invece in tutto l’album.
Una piccola critica va fatta ai suoni di tastiera che personalmente trovo un po’ datati, soprattutto nelle parti soliste, e soprattutto perchè stiamo parlando di una band con ben due tastieristi, scelta ardita ma poco sfruttata sia nei suoni sia negli arrangiamenti, facilmente fattibili da un solo tastierista anche se con l’ausilio di un mac e quindi di alcune basi. Diciamo che è una critica alle intenzioni: sfruttare il potenziale di quello che si ha al 100% sarebbe una gran cosa per i DrivHell, perchè i brani sono molto trascinanti e alcuni molto originali, peccato che non si raggiunga un qualcosa “in più” grazie proprio alla presenza di due tastiere.
Non emergono inoltre parti soliste degne di nota, anche se ci tengo a sottolineare che la vera forza di questa band sono i brani, le ritmiche(bellissime) e non le parti soliste, altra cosa che distingue il gruppo da altri che invece si focalizzano solo sui soli lasciando perdere i brani.
Altra cosa un po’ troppo ribadita è la presenza di passaggi sul VII grado maggiore tipici del power metal, atti a dare tenzione al giro, ma ripetitivi all’interno del disco, che porterebbero l’ascoltatore a sapere già cosa succederà l’attimo dopo se non fosse che le linee vocali, pulite e ben intonate, sostengono molto bene le armonie “aprendole”.
Insomma se ami il progressive metal questo è un disco che devi avere, ricco e ben presentato, privo delle autocelebrazioni tipiche di chi si cimenta in questi ultimi anni in questo genere, con ottime idee compositive con la sincera intenzione di portare l’ascoltatore all’interno del “viaggio” e non lasciarlo andar via.
Giacomo Paradiso