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Bubo Bubo
FUNKOWL - Bubo Bubo
(2010 - Autoprodotto)voto: 8.5/10
Incredibile lavoro questo Ep dei Funkowl, che ci regalano sei tracce a metà strada fra i Primus e i Red Hot Chili Peppers, dense di groove. Come loro stessi suggeriscono (e come ci dice il nome del gruppo) il loro crossover fonde molti generi (ovvio!!) con la musica funk, il risultato? Divertimento allo stato puro!
“Phalocracorax Carbo” apre le danze ricordando le sperimentazioni di John Zorn e dei suoi Naked City; la band di Rovigo viene colta da un improvviso raptus grindcore, che dura solo qualche secondo per poi lasciare lo spazio ad un riffettone funky. Da questo momento si comincia ad apprezzare il groove estremo di questo Ep. Degna di nota, in questo brano, la citazione in chiusura del solo di chitarra : Popeye!
La seconda song (“Pig 1”) invece parte subito funk, strizzando fortemente l’occhio alla band di Kiedis & co. per poi evolvere in un ritornello up tempo e in un intermezzo vagamente reggae!!!
Con “In Dollars He Trust” si ritorna ai Primus, il riffing, la voce, la ritmica tutto ricorda la band dell’istrionico Les Claypool (Attenzione…ho scritto ricorda…) anche se verso la fine si fa cenno a delle atmosfere “arabeggianti” (!!!).
Ancora funk per “Yes We Tanned (It Was Just a Carinery)” che però stavolta si tuffa in territori sonori tipici dei Rage Against the Machine (soprattutto nel riffing distorto di chitarra e nella voce della intro) senza dimenticare mai i Peppers ovviamente…grandi!
“Anged Hunter” non cambia la sostanza, il gruppo continua il suo processo di contaminazione, solo questa volta è presente un solo di chitarra leggermente più lungo e rock.
Come il titolo preannuncia, l’ultimo brano (“Mario’s Odissey”) è fortemente ispirato alla colonna sonora del famoso videogame “Supermario Bros”, divertentissimo ,grazie ad un arrangiamento maiuscolo e ad un sapiente uso degli effetti applicati alla voce.
In definitiva davvero un ottimo lavoro questo dei Funkowl, ben suonato, piacevole, divertente e pieno zeppo di groove (non si riesce a stare un secondo senza battere il tempo col piede!).
Bravi davvero.
Luca Politanò