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Certe Cose Determinate
TrackList
1. La bottiglia viola
2. Certe cose determinate
3. Rullante per un vicino
4. Discopost inc.
5. Dilliman
6. Le occasioni son macchine rotte
7. My untitled umbrella
8. A spintoni nell'attualità
CAPTAIN QUENTIN - Certe Cose Determinate
(2006 - )voto: 7.5/10
La prima volta che ho ascoltato questi ragazzi live li ho odiati. Sono tornato a casa frastornato, mi sentivo come dopo aver fatto un incubo da ubriaco, una cosa non esattamente piacevole…tutto cio’ nonostante avessi molta stima nei loro confronti (conosco il batterista ed uno dei chitarrista da qualche anno ormai e so benissimo che hanno le idee chiare), pensate se non ne avessi avuta!!!!
Malgrado questo impatto iniziale, grazie all’interesse che nutro nei confronti della musica piuttosto strana ed originale e spinto dalla necessità di riprovare ad ascoltare, dalla voglia di non sparare a zero, tipica di tutti quelli che vivono con il paraocchi (o il paraorecchie) mi sono diretto ad un’altra serata in compagnia dei Captain Quentin.
L’impressione stavolta, come da sentore, è stata subito diversa… cominciavo ad apprezzare la loro musica…anche per l’ottimo spirito dissacratorio ed umoristico dei ragazzi…ho pensato in termini di originalità, ispirazione e follia compositiva, quella che, onestamente, spesso cerco nella musica alternative.
La musica dei C.Q. è così…o ti piace o la odi…se la apprezzi è per un fattore di apertura mentale, per la tua voglia di ascoltare qualcosa che esce fortemente fuori dai canoni…se la detesti è più o meno lo stesso fattore ad essere messo in gioco (a volte nei propri canoni ci si sta proprio comodi).
Dentro questo cd, ad un primo sommario ascolto, tutto sembra essere lasciato al caso, quando in realtà non è proprio così, la band organizza i propri suoni, tesse delle fitte trame ritmiche e sonore con assoluta bravura e maestria, e questo è innegabile per chiunque. (mi dà conferma di ciò l’ascolto dei pezzi nei due live…le “canzoni” erano perfettamente organizzate e mai ho avuto l’impressione di casualità o improvvisazione…solo per questo meriterebbero attenzione, non è per nulla semplice suonare così). E’ importante sottolineare che si tratta di musica totalmente strumentale, cosa che rende ancor più ostico l’ascolto alle persone meno smaliziate dal punto di vista musicale.
La “strampalata”(mi si passi il termine…il senso è positivo) melodia del primo pezzo, “La Bottiglia Viola”, ci introduce nel mondo sonoro dei Captain in modo lento…quasi volesse farci abituare alla novità, anche se già da questo pezzo i nostri iniziano il loro “affresco sonoro”.
La traccia successiva è la title track ed io la vedrei benissimo in una scena di “inseguimenti”…magari in un film di Tarantino…che visionario,vero? non potrebbe essere altrimenti con la musica di “C.C.D” in sottofondo…
L’apertura di “Rullante per un Vicino” è da inizio di concerto, con i suoi suoni sintetizzati e rarefatti. Il titolo credo si riferisca al tragico mondo delle bands senza sala prove, costrette a lottare contro i nemici dell’arte a suon di sestine.
“Discopost Inc.” si apre ancora una volta con un suono di synth , simile stavolta al didgeridoo australiano, e dei rumori chitarristici (feedback ed altro) per poi lasciare spazio ad una ritmica rock molto serrata. Sarà questo il modo di vedere la discomusic da parte dei Captain Quentin???
“Dilliman” lascia invece spazio alla intro sincopata della batteria di Massimo che resta sola fin quando Filippo e Michele si sovrappongo con degli arpeggi rilassati (con armonici e note naturali), sullo sfondo i consueti riffs simil-loops di tastiera di Enzo. A 2.50” il bassista, Libero, imbraccia il sassofono e si lascia andare ad un raptus di frasi in stile simil free jazz.
La traccia sei si intitola “Le Occasioni son Macchine Rotte” viaggia in atmosfera punk, almeno all’inizio, dal punto di vista ritmico, se proprio vogliamo darci un riferimento pensiamo ad un certo sound di marchio Sonic Youth (ma non solo per la traccia….in generale sulla musica dei ragazzi).
“My Untitled Umbrella” , con il suo andamento ultrasincopato, lascia il discorso esattamente dove era iniziato, presentando però al min 2.37” un interessante “dialogo” fra le due chitarre.
Siamo così arrivati alla fine di questo cd che con “A Spintoni nell’attualità” ci saluta e ci invita a rischiacciare il tasto play, ovviamente se quanto ascoltato è stato di nostro gradimento. Sono estremamente convinto che prima di farlo ci penserete un po’, vi sentirete frastornati, spaesati, forse anche angosciati, ma inevitabilmente la curiosità avrà il sopravvento. La stessa curiosità nutrita nei confronti di un film horror particolarmente suggestivo, che vi siete riproposti di non vedere mai più. Ci ricascherete…eccome!!!
Se cercate una ventata di aria fresca nel panorama alternativo….
ps presto uscirà il nuovo cd della band…questo è del 2006...
Luca Politanò