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Wings of Freedom
TrackList
2. Levittimia Veren
3. Fire'n'Flames
4. Wings Of Freedom
MASTERDOM - Wings of Freedom
(2010 - Autoprodotto)voto: 6.5/10
Mi trovo nuovamente di fronte una band al cui interno suona (in questo caso le tastiere) un nostro collaboratore, quindi per avere serenità di giudizio, eviterò di pensarci, e cercherò come SEMPRE di essere il più obbiettivo possibile. Prima di tutto qualche nota sulla band stessa, nata intorno al 2005 e dopo vari avvicendamenti della line up e un paio di demo giunge a fine 2010 al tanto agognato demo "Wings of Freedom" che mi trovo adesso tra le mani. Sinceramente mi aspettavo qualche brano in più, mentre invece WoF si compone di 3 pezzi più intro, vediamo se ciò è dovuto o meno a cercare di concentrare al massimo gli sforzi per presentarci un prodotto degno di tale nome, in un mercato quale è adesso il metal italiano abbondante di ottime band. La breve intro guidata dalle tastiere di Daniele Vento e da una voce narrante ci introduce a "Levittimia Veren" la quale attacca con un sound un pò diverso dal solito, direi tra musiche balcaniche e lapponi? L'evoluzione musicale del brano riesce a sorprendermi per uno strano incrocio tra power metal e black sinfonico, soprattutto nell'accompagnamento delle parti di cantato, nelle quali Iacopo Farnocchia si erge ad assoluto protagonista, mentre le chitarre di Thomas Frediani e Simone del Carlo sciorinano riff a volontà, anche se la qualità della registrazione non mi sembra proprio il massimo, mentre un assolo di tastiere ricorda sonorità scozzesi di cornamuse, non c'è che dire, brano particolare e discretamente innovativo grazie a tutto questo mix di suoni. "Fire'n'Flames" si distingue per la tonalità epica del cantato di Iacopo ( mi ricorda un De Feis più incazzato) e per una dinamicissima sezione ritmica nelle corde del basso di Andrea Moroni e nel drumming di Simone Frediani che dettano i tempi a tutto il brano, il quale è una normale cavalcata epic/power che a metà dello stesso presenta influenze progressive ma con ben pochi slanci purtroppo, direi discretamente anonima, anche se sviluppando maggiormente in futuro una commistione power/progressive i risultati potrebbero essere sorprendenti. La conclusiva title track "Wings of Freedom" si presenta anch'essa molto epica in apertura, dove il tappeto sonoro delle tastiere fa da assoluto protagonista in tutto l'arco del brano, compreso un assolo di grande emotività che ben si adegua ad una canzone di per sè molto malinconica e nella quale un pò tutti i componenti della band cercano di lasciare il segno. La parte finale dopo una breve pausa quasi narrante si scatena, ma a mio avviso qui più che le tastiere andava evidenziato un bel solo di chitarra che avrebbe impreziosito non poco il tutto, ma non si può avere tutto dalla vita. Per concludere posso affermare che i Masterdom sono sulla buona strada, ma con soli 3 brani è difficile dare un giudizio totale, sicuramente c'è ancora molto da lavorare per raggiungere i massimi livelli, ma sono altrettanto sicuro che con la loro voglia di fare e i molti live a cui si dedicano si può e si deve solo migliorare.
Klaus Petrovic