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Last Day Of The Earth
LUNOCODE - Last Day Of The Earth
(2011 - Spider Rock Promotion)voto: 6/10
I Lunocode sono una band di San Giustino (PG) formata all'epoca della produzione di questo lavoro,da Cecilia Menghi (voce), Francesco Rossi (basso), Perseo Mazzoni (batteria), Paride Mazzoni (chitarra), Giordano Boncompagni (chitarra)., mentre da poco tempo la nuova cantante è Daphne Romano.
Ci mandano tramite la Spider Rock Promotion il mini cd "Last day on earth", un concept autodefinito "progressive" che a detta mia invece verte unicamente sul power metal ricordando molte band come Elegy, Stratovarious e per alcuni aspetti (veramente pochi) i vecchi Angra nei brani power.
Nulla di nuovo, ma non credo che l'obiettivo dei Lunocode fosse innovare, quanto fare un bel disco power con una voce molto molto travolgente: la vera forza del disco!!!.
Molte le citazioni che ricordano gli Iron Maiden in brani che hanno una costante "happy metal" nel puro stile del macina note, doppio pedale a nastro, orchestrazioni di archi e acuti micidiali.
Nel complesso un lavoro gradevole, suonato in maniera precisa ma ancora una volta "sciupato" da un suono di batteria molto finto che ricorda tanto una drum - machine e un mix che separa invece di amalgamare.
Il cd si apre con un intro per andare su "Flow my tears" , "Universal plan" e "Heart of the world" tutte e tre molto molto simili e su cui soffermarsi diventa difficile visto che si ripropone la stessa ricetta in tutti e tre: velocità, melodia ed epicità unite a strutture molto lineari e "tipiche" del power.
Particolare invece è la ballad "Silent thoughts" in cui spicca moltissimo Cecilia che è il vero pezzo forte della band: intonata, precisa con un bel range di ottave.
Compositivamente il brano poteva essere un po' più vario e attuale, magari curando di più le dinamiche e accorciandolo un po' (risulta prolisso all'ascolto), soprattutto qui è evidente il suono di batteria davvero fuori luogo per una ballad.
"Invisibile Tears" è il brano che a mio parere risulta il migliore in tutto il cd.
Brano acustico, ben arrangiato che suscita belle emozioni grazie a parti minimali di chitarra che giocano con la quinta diminuita e la voce di Cecilia che "riempie" il brano in maniera egregia, dimostrando un ottimo gusto e capacità compositiva e, cosa rara, trasmette moltissimo.
Nel complesso non penso che il lavoro dei Lunacode sia un brutto lavoro, anzi, è un ottimo punto di partenza se maturando si aggiungeranno elementi più gustosi per attrarre l'ascoltatore, magari osando e rivedendo un genere che ha molti canoni e molto rigorosi: forza ragazzi attendiamo con ansia il prossimo lavoro!
Giacomo Paradiso