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Justice is Done
AMETHYST - Justice is Done
(2008 - Autoprodotto)voto: 6.5/10
Purtroppo una demo di sole tre canzoni, per un totale di circa un quarto d'ora di musica, è troppo poco perché un gruppo possa esprimersi al meglio; tenterò comunque di fornire una valutazione il più oggettiva e completa possibile (senza sbilanciarmi troppo dato che il materiale a mia disposizione non è molto...).
La prima canzone, "Justice is Done", da il titolo al lavoro, e si apre subito con un riff veloce supportato da una doppia cassa incalzante, che rimarrà costante in tutto il brano. Notevoli sono i richiami a quell' heavy americano spesso ai limiti del thrash; anche se la voce risulta un po' decontestualizzata, privilegiando tonalità più basse. La linea iniziale viene recuperata in seguito alle strofe, quasi come se si volesse alternare il ruolo del cantante e delle chitarre. Il solo centrale è ben suonato, ma forse un po' fine a se stesso; ben più incisiva risulta invece la conclusione, in cui è sempre la chitarra ad avere il ruolo dominante.
Si prosegue con "Welcome to Hell": piede sull' acceleratore, riff stoppati e vocals aggressive sono gli ingredienti che si amalgamano in questo pezzo, o almeno nella sua parte iniziale: la fase centrale è difatti dominata da un momento più cadenzato e rallentato (che verrà ripreso anche successivamente), immediatamente precedente ad una fase dominata dalle chitarre.
L'ultimo brano è "Time of Slaughters". Il riff portante è di quelli veramente rocciosi e, a mio avviso, lavorare su di esso, anziché cercare a tutti i costi l'introduzione della doppia cassa, avrebbe giovato al risultato finale. In ogni caso il brano prosegue liscio e potente, tra fasi più accelerate e parti più pesanti e cadenzate, che hanno il compito di spezzare il ritmo rendendo più incisivo il tutto. Un delirio di tutti gli strumenti chiude questa canzone e tutto il lavoro, lasciando la delusione di non poter ascoltare altro.
Dalla poca musica qui contenuta, mi pare di avere di fronte un gruppo dalle buone potenzialità, sebbene ancora alla ricerca di un'identità autonoma (ma ricordiamo che non è molto che questa formazione suona assieme). L'impressione comunque è positiva. Unico appunto: il mio cuoricino da thrasher si augura vivamente che la parola "trash" nell'indirizzo myspace sia una cosa voluta, e non un errore...
Francesco Salvatori