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DRUNK OR DEAD..
TrackList
01.Intro
02.Pay with your blood
03.Sardinian beer
04.Age of misery
05.Alkoholic metal
06.Kill without remorse
07.Resuscitate
08.Sick orthopedic
09.Thrash metal
10.Drunking till death
ALKOHOLIZER - DRUNK OR DEAD..
(2009 - Punishment18 Records)voto: 7/10
Gli Alkoholizer vantano nobili origini, in quanto discendono da quella popolazione fiera che popola la Sardegna. Dopo una demo risalente al 2007, questi quattro ragazzi sassaresi approdano nel 2009 al loro primo full lenght, intitolato appunto 'Drunk or dead'; alla base di tutto c'è una sola cosa: una grande, grandissima voglia di fare del gran casino, ispirandosi a chi in quanto a casino di esperienza ne ha a quintalate. E quale genere è più adatto a far cazzarà bevendosi una bella birra gelata (possibilmente sarda, come i nostri insegnano in 'Sardinian beer') se non il buon vecchio thrash metal? Chi ha meglio accompagnato musica e degenero se non i vecchi maestri quali Tom Angelripper, Thomas Schirmer e magari il sempre attuale Ian Lemmy Kilmister? È proprio dalla lezione delle band di questi simpatici personaggi che gli Alkoholizer intendono partire per costruire la loro proposta, basata su un thrash metal molto diretto e minimale, privo di fronzoli ed ideale per fare da colonna sonora ad una festa tra amici in cui la birra sgorga più impetuosa del Pò in tempi di alluvione. In quest'ottica, 'Alkoholic metal' è un vero e proprio inno al famoso detto “sex, beer and heavy metal”, rivisitazione del più noto “sex, drugs and rock'n'roll”: qualche parola, un rutto sonoro e via con la furia metallica; altri brano-inno sono 'Thrash metal', in cui gli Alkoholizer si proclamano fedeli servitori della causa, e 'Drunking till death', vera e propria decantazione delle conseguenze estreme di una sbronza.
Volendo curarsi degli aspetti prettamente musicali del prodotto, bisogna dire che 'Drunk or dead' è un prodotto senza infamia e senza lode: i brani si somigliano un po' tutti tra loro, e non ci sono spunti particolarmente originali o personali in grado di collocare gli Alkoholizer al di sopra del livello medio di molte band odierne. Niente di eclatante, insomma, giusto un disco piacevole da ascoltare, coinvolgente e scanzonato al punto giusto, abbastanza cazzone per passare una serata in allegria. Comunque, io direi che possiamo accontentarci.
Francesco Salvatori