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No Trace of Sanity
TrackList
01-44151
02-Say goodbye
03-Gonna do it my way
04-Ummo weh dinnah (chorus di 'I need a woman' in senso inverso)
05-Disarray
06-A woman like you
07-Obsession (part II)
08-The absurd tale of God
09-Tonight
10-I need a woman (bonus track)
Bonus track (dalla demo 'Lethal to weak ones'):
01-Bloody bones
02-Don't you play with the powers of hell
03-Piranha (instrumental)
04-Metal fury broke free
05-Final revenge
DRUNKARDS - No Trace of Sanity
(2009 - LM Records)voto: 8/10
(Registrato 1989, pubblicato 2009)
I Drunkards sono un nome decisamente noto all'interno del panorama thrash metal italiano. Dopo un omonimo full-lenght, risalente all'ormai lontano 1988, nel 1989 ha inizio la registrazione dei brani di "No trace of sanity", ma una serie di vicissitudini farà si che questo album non veda la luce, portando dunque i Drunkards allo scioglimento nel 1990. Oggi, ben vent'anni dopo, la New LM Records si è resa disponibile a ripescare in fondo al dimenticatoio questo lavoro per rimasterizzarlo e finalmente pubblicarlo. È dunque chiaro che la proposta musicale contenuta in "No trace of sanity" non va letta in termini dell'evoluzione che la scena italiana ha raggiunto al giorno d'oggi, ma in rapporto a quella che era la situazione nel secondo lustro dei tanto decantati Eighties, epoca d'oro per il thrash metal (anche in Italia: giusto per citare qualche grande nome, allora stavano muovendo i primi passi band come i Broken Glazz, i M.A.C.E. e i Creepin' Death).
Veniamo alla musica: le danze sono aperte dall'intro melodico e arpeggiato della potente "44151".
Il muro sonoro eretto appare fin da subito compatto e impetuoso, e da vita ad otto brani effettivi di puro thrash metal (ummo weh dinnah è poco più che uno scherzetto, a conti fatti), composto, suonato ed arrangiato come vuole la tradizione. Molto valida anche la produzione, che rende giustizia ad ogni dettaglio (ascoltare il suono del basso per credere!). Inutile dire che gli ingredienti alla base della ricetta sono riffoni veloci di classica derivazione bay-area, lyrics al vetriolo, assoli taglienti come non mai. E, in mezzo a tutto questo, la voce va a rappresentare un vero e proprio marchio di fabbrica.
"Say goodbye" delinea molto bene il carattere generale della proposta dei Drunkards, con le sue sovrapposizioni di voci nel chorus, oltre a rapidi stop and go, ripartenze e pestaggi sulle pelli; e, subito dopo, arriva uno dei pezzoni, vale a dire "Gonna do it my way": brano veramente azzeccato in ogni sua componente, tra riff e linee vocali incalzanti. Molto gustoso anche l'assolo centrale (e la mente torna ai primi lavori dei Testament...).
Si distingue dalla tendenza generale "A woman like you", pezzo molto catchy e poco thrash, indubbiamente il più commerciale del lotto, probabilmente finalizzato a fare dei Drunkards una band “d'esportazione” in grado di far presa anche all'estero grazie ad una melodia facilotta, molto memorizzabile e canticchiabile.
Non manca neppure la ballad: ecco che, in fase conclusiva, arriva "Tonight", un lento molto tranquillo che esplode nella parte finale. A conti fatti questo pezzo, oltre a non essere molto ben piazzato per spezzare i ritmi (sarebbe il pezzo conclusivo dell'album “vero”) è un po' troppo prolisso e non eccessivamente coinvolgente. Insomma, una scelta non del tutto azzeccata.
Tra le altre song fanno molta presa "Obsession", un mid-tempo nella parte introduttiva che sfocia in una (seppur breve) linea esplosiva, e "The absurd tale of God", grazie ad un chorus semplice e diretto e ad un andamento solido e incalzante, sempre coinvolgente e mai piatto.
Il remaster di "No trace of sanity" è impreziosito dall'aggiunta di cinque bonus track estratte dalla demo-tape "Lethal to weak ones", la cui rilevanza musicale è purtroppo affossata da una qualità sonora decisamente infima (avete presente quel fastidioso fruscio delle musicassette usurate?); ma del resto, bisogna ammettere che gli strumenti dell'epoca non erano poi molti... In ogni caso si tratta di brani di indubbio valore storico/collezionistico, decisamente imprescindibili per i fanatici della scena thrash nostrana; ma immagino che questi ultimi posseggano già la demo originale: a mio avviso pertanto queste bonus track vanno considerate alla stregua di un regalo per i fans di più recente data.
Francesco Salvatori