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EERIE BLACK PATH
TrackList
01-Waiting for the Shakti
02-Black Shakti comes
03-Go away from lie
04-Sotto lo sguardo di una Luna selvaggia
05-A.D. 1797
06-Trismegisto domina
TRISMEGISTO - EERIE BLACK PATH
(2009 - Beneath the Fog)voto: 8/10
Di recente formazione effettiva, ma non per nulla improvvisata è la band che porta il nome Trismegisto.
La produzione del loro album "Eerie Black Path", conosce nel 2009 la propria divulgazione e propone una delle più classiche strutture di un EP black metal: intro, interludes e tracce - una struttura omogenea e pensata, che supporta più che bene un concept ponderato.
Ora io vi suggerisco di interrogarvi sul sound che qui ci viene presentato: non siamo di fronte all'archetipo/stereotipo del giorno d'oggi, dove ciò che è nero è diabolico. Quel che in queste 6 tracce prevale è la tonalità di un buio interiore dominato dal caos primordiale, cui solamente una luminare consapevolezza potrà porre rimedio. Un percorso, quindi, atto a guidare e suggestionare le menti, l'udito con una violenza dalle movenze a tratti crude, altre depressive, altre totalitarie - senza trascurare il background stilistico-musicale di ogni componente del gruppo.
Ogni (loro) pensiero, trova perfettamente un'identità ed una idonea collocazione nei riff e, non di meno, nelle atmosfere di questo album: se 'Waiting for the Shakti' può suonare come Intro ben eseguito e forse un po' piatto, le sonorità impetuose di 'Black Shakti comes' sono una chiara delucidazione ad ogni dubbio residuo. Approcciandomi alla (apparente) interlude 'Go away from lie', mi sono immersa totalmente in atmosphere di synth sapientemente utilizzati, a coronare una delle tracce che ho maggiormente gradito a causa del manifesto stampo depressive: svariati riffs al basso sfiorano il sesto minuto per introdurci a 'Sotto lo sguardo' di una Luna selvaggia'. che, devo dirlo, non ha fatto che riportarmi alla mente le ritmiche totalitarie dei Marduk, cosa che..ho gradito enormemente! Vocals graffianti e dall'ardore singolare, sposano lunghi tempi, per poi sfociare in un refrain, prima del pathos: una formula impeccabile, con liriche assolutamente rientranti nei tempi - altro punto che conta, sul mio metro di giudizio. Tuttavia, se ad una sorta di marcia si stava accennando, la vera e propria giunge con 'A.D. 1797', che tra le righe abbraccia il neofolk più sentito, senza contaminare il nucleo della traccia. Come concludere questo itinerario? Violenza sonora stat a violenza sonora, io ritengo... e 'Trismegisto domina' conclude il concept nel migliore dei modi, proclamando la riuscita dei propri intenti!
Un notevole lavoro da parte di questi selvesi, già al lavoro per la prossima release.
BlackLux