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Emblematic pt.2
IMPALED BITCH - Emblematic pt.2
(2011 - Autoprodotto)voto: 7/10
Ancora una volta tornano a proporci nuovo materiale gli Impaled Bitch di Soso, one-man band che ci sommerge continuamente di full-length, ep, split cd: questa volta è il turno di 'Emblematic pt.2', terzo (o quarto?) lavoro sulla lunga distanza.
Due dei brani ivi proposti, vale a dire 'I See The Cocaine' e '(42) Days Of Madness' sono già stati incontrati in occasione dello split con Emorragia ed Impaled Adultery; restano dunque tredici inediti, per la gioia di chi mastica death metal, brutal e grind. Molti di questi sono peraltro realizzati in collaborazione con altri artisti, che potete trovare elencati nel booklet.
Come sempre quando si parla degli Impaled Bitch il polimorfismo è all'ordine del giorno, tanto che l'unico aggettivo estendibile a tutto il disco è “estremo”. Si spazia infatti su mille versanti: dalla velocità pura, con la drum machine che macina colpi di cassa a elicottero ('Raped Ghost'), a pezzi più rallentati dal ritmo trascinante ('Black Water'), dal pig squeal ad un growl profondo e cavernicolo, per finire con uno scream acidulo ('ND Bith', 'Shooting Shool').
L'altra faccia della medaglia è che anche la produzione tende a risentire di questa varietà, e se alcuni pezzi presentano un suono nitido e tagliente che fa risaltare tutti gli strumenti, altri (specialmente quelli più grindcore-oriented) appaiono più confusi ed impastati, oltre a presentare un volume più basso. Se non sbaglio già in occasione di altri lavori SoSo ammise che si trattava di un particolare voluto, ma dal mio punto di vista ciò priva vari brani del loro impatto natio.
Al di là di questo “inconveniente”, 'Emblematic pt.2' riesce a mantenersi sempre su livelli qualitativi più che buoni, erigendo un'ottima barriera d'aggressione che va a scontrarsi di prepotenza con l'ascoltatore. E, sorpresa delle sorprese, in mezzo a tanta rabbia e violenza riesce a trovare spazio persino qualche divagazione decisamente più melodica: certo, la linea prepotentemente catchy ed il solo da prima tradizione thrash dell'opener '3 Years Of Love And Hate' vanno considerati più delle rarità fini a se stesse che non dei presagi sulla direzione del lavoro, ma prestando attenzione è possibile imbattersi in intermezzi più “aperti” anche in fasi successive.
Conclusioni: ancora una volta il progetto Impaled Bitch si conferma una delle realtà migliori- nonché tra le più prolifiche- nel panorama estremo peninsulare: 'Emblematic pt.2' farà felice la (ristretta) fetta di pubblico a cui si rivolge.
Francesco Salvatori