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Estreme Conseguenze
TrackList
01-Coscienza Due
02-Come Fare
03-Dubbio
04-Il Solito Gioco
05-Chi Sono
06-Posso Ancora Chiedere
07-Io Spero
08-Dal Dolore Al Pianto
Egomass - Estreme Conseguenze
(2009 - Autoprodotto)voto: 7.5/10
Gli Egomass sono un quartetto sardo attivo in formazione completa a partire dal 2004. Negli anni successivi la band si dedica in primis ad una consistente attività live (passata, oltre che in varie città toscane e emiliane, anche per il rinomato Arezzo Wave). Al di là di una demo a tiratura limitata, 'Estreme Conseguenze' (il cui concepimento ha inizio nel 2008) rappresenta il primo contatto degli Egomass col mercato discografico.
La proposta consiste in un solido e potente thrash metal di stampo recente, orientato alle sue frange più progressive e pieno zeppo di influenze riconducibili al technical death (immagino sia scontato, a tal proposito, fare i nomi di Meshuggah e Opeth).
La prima cosa che salta all'occhio dando un rapido sguardo ai titoli è che tutti i testi (peraltro interamente trascritti nel booklet) sono in italiano: si tratta indubbiamente di una scelta coraggiosa e non banale da gestire, in quanto alla complessità di un genere già di per se difficile va ad aggiungersi l'arduo compito di “plasmare” opportunamente una lingua che poco si presta alle esigenze musicali. Anche le tematiche affrontate nei testi sono piuttosto atipiche: scordatevi stupri, sgozzamenti e sacrifici al maligno, che qui si affrontano degli argomenti ben più astratti ed introspettivi.
Tutto questo è supportato dalla capacità di dare vita ad una barriera sonora violenta e consolidata: in 'Estreme Conseguenze' è ben difficile trovare un calo di tensione, un momento più fiacco o meno incalzante del resto. La sezione ritmica martella con rabbia e precisione, e la voce sbraita in faccia all'ascoltatore un muro di aggressività. Il tutto mentre le chitarre snocciolano riff veloci, tessono trame complesse e catturano l'attenzione con soluzioni mai banali che si allontanano notevolmente dalla direzione imposta dagli attuali limiti del thrash metal.
È difficile fare il nome di un brano piuttosto che di un altro, considerate l'uniformità e l'omogeneità del prodotto: tutti i pezzi ivi contenuti sono un vero pugno nei denti, un concentrato esplosivo di furia trascinante. D'altro canto questo può essere un'arma a doppio taglio, e chi non mastica molto il genere può trovare forse monotona la proposta; a dire il vero quello che manca sono delle parti più rilassate, meno tirate, in grado di spezzare momentaneamente i ritmi e consentire di riprendere il fiato prima di un nuovo assalto.
Le impressioni globali sono comunque più che positive, e l'ascolto inculca la convinzione di avere a che fare con una band che, se riuscirà a sfruttare le proprie potenzialità, farà molto parlare di sé. Dategli un ascolto, non ve ne pentirete.
Francesco Salvatori