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Sentiero II: Ceneri
DEADLY CARNAGE - Sentiero II: Ceneri
(2011 - ATMF (De Tenebrarum Principio))voto: 7/10
Indubbiamente si tratterà di una questione puramente psicologica, ma quando mi trovo davanti un disco facente parte di una serie di episodi tendo sempre ad essere prevenuto- positivamente. Ecco dunque che leggendo il titolo 'Sentiero II: Ceneri', successore di un ep intitolato 'Sentiero I: Empi Inni Alla Consapevolezza di Sé' (col quale, in realtà, non so se esista un vero legame o meno, al di là del nome), ho immediatamente avuto “a pelle” la sensazione di avere tra le mani un buon lavoro. Ma facciamo un piccolo passo indietro: la band in questione si chiama Deadly Carnage, è attiva da poco più di 5 anni e in questo tempo ha già dato vita ad un full-length, intitolato 'Decadenza', che va cronologicamente ad inserirsi tra i due lavori sopra citati. Come genere possiamo parlare di black metal, anche se siamo ben lungi da un'appartenenza alla scena più classica: molte sono infatti le influenze, dichiarate o meno (su tutte, la band non nasconde di attingere dal doom, specialmente per quanto riguarda le atmosfere).
La musica, a conti fatti, non ha né confermato né smentito la sensazione datami dal primo impatto con questo prodotto; e con questo voglio dire che ci troviamo sì davanti ad un lavoro più che discreto, sicuramente ben oltre la soglia della sufficienza, ma che non si può comunque gridare al capolavoro. In realtà le mie aspettative si erano alzate notevolmente ascoltando la prima parte di 'Parallels': lenta, armoniosa ed atmosferica inizialmente, destinata poi a crescere e sfociare in un giro melodico, suonato in tremolo picking ma con suoni morbidi, e accompagnato da voce sporca e dura, alla Agalloch per intendersi.
Quanto fatto nel resto del disco, pur essendo comunque valido, perde a mio avviso il confronto con quei pochi minuti che risultano la vera punta di diamante di 'Sentiero II', e rischia dunque di apparire meramente “operaio”. Che poi di note positive ce ne sono eccome: 'Guilt Of Discipline', per esempio, candidata ad essere il brano dal maggior impatto, veloce nei ritmi e ben strutturata nei passaggi, ma soprattutto con una linea vocale sempre presente e sugli scudi. Oppure 'Ceneri', lunga song puramente epico-evocativa costruita con una voce molto sofferta che si staglia sull'atmosfera solenne creata dagli strumenti; o, infine, 'Growth And New Gods': molto “norvegiese” nella parte iniziale se guardiamo l'impostazione dei riffs, taglienti e stridenti, ed il sottostante tappeto di doppia cassa, sempre incalzante; più orientata sullo stile che tanto ho apprezzato in 'Parallels', invece, dopo la metà.
Insomma, l'unica colpa (se così possiamo chiamarla) che si può dare ai Deadly Carnage è quella di averci illuso con un pezzone per poi portare avanti dei brani “soltanto” discreti; ma ciò non toglie che la qualità di 'Sentieri II' sia nettamente superiore alla media di tante uscite attuali.
Francesco Salvatori