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Metempsychosis
TrackList
- Sfera Prima: Del Risveglio Dal Sogno
- Sfera Seconda: Del Distruttore
- Sfera Terza: Della Caduta
- Sfera Quarta: Della Tentazione
- Sfera Quinta: Della Rinascita
- Sfera Sesta: Del Creatore
- Sfera Settima: Epilogo
NOX ILLUNIS - Metempsychosis
(2012 - War Productions)voto: 6.5/10
Non è passato molto tempo da quando ho parlato dei Nox Illunis e del loro primo full-length 'In Sideris Penumbra', un esordio col botto che li proiettava a pieno titolo tra le realtà black metal da tenere sott'occhio. Oggi, a distanza di due anni, i Nox Illunis tornano a farsi sentire con un progetto particolarmente ambizioso, una sorta di concept diviso in sette parti e interamente cantato in italiano, fattore quest'ultimo che ne valorizza la potenza espressiva.
Al contrario del suo predecessore 'Metempsychosis' non colpisce certo per la sua immediatezza, richiedendo un buon numero di ascolti per essere compreso fino in fondo: causa apparente una produzione leggermente più sfuocata e indeterminata, causa reale un'architettura compositiva che si sposta verso una maggior raffinatezza delle soluzioni. Purtroppo, però, non sempre l'evoluzione paga, e se devo esser sincero reputo 'Metempsychosis' – per quanto un buon lavoro – un leggero passo indietro, laddove ai Nox Illunis avevo pronosticato un notevole balzo in avanti.
I risultati migliori si ottengono quando il tappeto di doppia cassa si apre presta ad ospitare pregiati intarsi melodici, come accade nella potente doppietta 'Sfera Quinta: Della Rinascita' / 'Sfera Sesta: Del Creatore'; nel complesso forse quello che manca a 'Metempsychosis' sono le parti rallentate, quelle in cui le chitarre escono con tutta la glacialità della loro prepotenza.
Insomma, non possiamo parlare di un passaggio a vuoto dato che 'Metempsychosis' è in ogni caso un buon lavoro, e conferma i Nox Illunis tra le realtà di interesse, ma rimango dell'opinione che qualche aspettativa sia stata disattesa. Ma c'è tempo per rifarsi: del resto, come diceva qualcuno in tempi non sospetti, il secondo album è sempre il più difficile...
Francesco Salvatori