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Reminiscence
TrackList
1. Cold Soul
2. New Day
3. Black Ink
4. Bitter Tears
5. Confused
BLACK INK - Reminiscence
(2012 - Revalve Records)voto: 7.5/10
I Black Ink nasco nel gennaio del 2011 a La Spezia, la loro line up è cosi composta: Rocco (Keyborads), Michele (chitarra), Andrea (basso), Laura (voce) e Giuseppe (batteria). L’intenzione dei cinque componenti è di fondere i loro diversi stili e le loro influenze, in un suono melodico e originale. Con questi presupposti nasce il loro primo Ep: "Reminiscence".
La traccia di apertura, "Could Soul", apre l'Ep con sonorità molto simili ad alcuni brani dei Lacuna Coil. Anche la voce ha una certa somiglianza con la Scabbia, Laura ha una buona gestione vocale, molto precisa e con delle sfumature molto particolari. Il timbro e la linea vocale mi sono piaciuti, la sezione ritmica è varia, cambi di tempo e un ritornello molto orecchiabile rendono ben strutturata la traccia. Buona la performance solistica, veloce, ma pulita e sostenuta da una batteria molto tirata e grintosa.
"New Day" si apre con un riff di chitarra azzeccato e potente, il cantato della strofa molto aggressivo contrasta le linee melodiche del ritornello. La traccia è piena di break e di piccoli accorgimenti, come la voce sussurrata che esplode in un acuto, che la rendono molto particolare. Anche l’intermezzo melodico/clean è molto bello. In generale questa è una traccia che ha qualcosa di progressive; sicuramente si avverte per via della parte strumentale dove tastiera e chitarre si amalgamano perfettamente creando una dinamica vagamente prog nella traccia.
In "Black Ink" Rocco si porta in primo piano con un intro alla tastiera, un bel giro sui tom precede l’ingresso del resto degli strumenti, fino ad arrivare alla strofa in cui il basso ha un incidenza maggiore. Dopo il ritornello ci troviamo davanti ad un cambio ritmico, direi vicino al power/prog , batteria tirata al massimo e distorsioni potenti sono in evidenza, segue una parte strumentale costituita da tastiere, chitarre e basso (quest’ultimo brevemente in rilievo) che mi ha fatto pensare agli Angra.
Un meraviglioso intro al piano ci accompagna verso la conclusione dell'Ep, "Bitter Tears" è una ballad molto orecchiabile, dolcissima, in cui Laura riesce davvero ad emozionare mettendo una forte intensità a tutta la traccia.
È "Confused" a chiudere il lavoro dei Black Ink. Ci lasciamo alle spalle il relax della traccia precedente, per tornare ai suoni potenti che hanno caratterizzato quasi tutte le tracce. In quest’ultima abbiamo un mix tra potenza e parti piano/voce molto soft e melodiche, in cui una linea di basso totalmente distinta dal resto viene maggiormente apprezzata.
In generale possiamo dire che la prima prova dei Black Ink è stata superata a pieni voti! Solitamente, quando ci troviamo davanti ad una band gothic, molto spesso i brani risultano una ripetizione di cose già sentite e risentite; questi cinque ragazzi invece hanno delle idee nuove, una buona preparazione musicale e una forte passione per la musica che si percepisce a primo ascolto. Le tracce sono tutte efficaci, facilmente orecchiabili e quindi restano impresse. Complimenti!
Micaela Kiske Messina