Ricerca
Contattaci
Per segnalare concerti o richiederci una recensione delle vostre band, scriveteci compilando il modulo in questa pagina
Accesso utente
Chi è on-line
Behind the Lines
TrackList
01-Victim of the World
02-Ridin' Through the Dark
03-Mothers
04-Warmachine
05-Fight for Your Music
06-NightKiller
07-Heroes of the Grave
08-Promised Land
SABOTAGE - Behind the Lines
(1986 - Trans Euro Records)voto: 8.5/10
I fiorentini Sabotage si formano nel lontano 1981: il loro primo demo vede la luce nel 1982, ma cominciano a farsi conoscere meglio con il demo del 1984, 'Rumore nel Vento' (ristampato ultimamente dalla Jolly Rogers Records). Ma è con l'arrivo in formazione del cantante Adolfo “Morby” Morviducci (ex dei senesi Airspeed), che nel 1986 giungono al primo full-lenght. 'Behind the Lines' ha una gestazione lunga e complicata, soprattutto per l'etichetta americana Trans-Euro Records, che indubbiamente non fece un gran bel lavoro nella distribuzione. Ricordo ancora le difficoltà per procurarsi questo LP, che per noi kids toscani rappresentava un vero e proprio tesoro! La registrazione e la produzione stessa non rendono merito a un disco di assoluto valore, ristampato nel 1987 dalla LM Records.
Ma veniamo nel merito delle song. Si apre con un intro a base d'organo che introduce la tellurica "Victim of the World", un brano in puro stile heavy-speed anni '80, uno dei cavalli di battaglia live dei Sabotage. Subito si nota la perfetta intesa dei fratelli Caroli, Dario alla batteria ed Henry al basso, e le svisate dell'unico chitarrista Andy Fois, veloce come pochi. "Ridin' Through the Dark" è più cadenzata ma non meno potente, sezione ritmica sempre precisa e con una prova sugli scudi di Morby, una delle migliori ugole metal, e non solo italiane. "Mothers" è pure energia, vaghi ricordi Saxon e tanta tanta adrenalina: anche questo un brano mieteva vittime dal vivo, quando ai concerti si andava in tanti e preparati, al contrario di oggi che ci son tante band, tanti live, ma non c'è più lo spirito di fratellanza di una volta! "Warmachine" chiude il lato A, una marcia metal che ha il suo top nel refrain cantato in coro, e nei riff potenti e precisi del Fois, un'ascia di gran spessore, un brano storico.
Il lato B si apre con "Fight for your Music", un titolo, un inno per noi metallari; grande sezione ritmica e un Morby davvero al massimo delle sue possibilità, in stile Halford, un brano che a distanza di oltre venti anni ascolto sempre volentieri e mi fa capire una volta di più quanto buon metal si faceva in Italia in quegli anni, alla faccia di chi oggi sputa sopra il piatto in cui mangia.. e non vado oltre! La seguente "NightKiller" è la versione inglese dello storico "Killer della Notte", altro pezzo che scatenava poghi furiosi sotto il palco, e sicuramente a mio avviso il più bel brano dei Sabotage (escluso "Welcome" che fece parte dello split con Paul Chain). Speed-metal puro, senza fronzoli che va dritto al cuore, e scatena gli istinti bestiali da noi nascosti: ascoltate la parte centrale nella versione italiana, splendida! "Heroes of the Grave", doppia cassa, riff fulminanti, voce letale, anthem da true defenders, cosa volere di più? Ottimo il Morby anche nella parte meno ”urlata” del brano, altro gioiello indubbiamente. Questo LP sembra avesse fatto strappare un contratto per sette album con la Metal Blade.. ma questa è un'altra storia. La conclusiva "Promised Land", dopo un avvio in sordina, capace di far pensare ad una ballad stile hard rock americano, si va lentamente animando per poi sfociare in uno splendido brano metal, sostenuto dai riff del Fois e dalla ritmica sempre devastante della Caroli family! Questo brano sarà il precursore, anche in lunghezza (8min e 22), delle future produzioni Sabotage, che a mio avviso non arriveranno però mai ai picchi di questo 'Behind the Lines'!Concludo consigliando vivamente le nuove leve del metal di procurarsi questo album, che è una pietra miliare del metal italiano le cui canzoni sono tutt'oggi conosciute ai kids, e se avesse avuto una migliore produzione avrebbe sbancato anche all'estero!
Klaus P.
Recensione già pubblicata il 28/02/2009 su www.italianmetal.it