Voto: 9.5
Di Pino Scotto ormai conosciamo tutto, dalla sua storia musicale alla sua vita passando per la sua presenza televisiva a Rock Tv, di lui vi ho parlato nelle precedenti recensioni di “Datevi Fuoco” e del Dvd “Outlaw..” , quindi c’è poco da spiegare chi è e chi non è , cosa è stato e cosa è nel mondo metal rock italiano. Ora parliamo invece di questo nuovissimo album, fresco di uscita, che ci propone 11 nuovi brani dell’artista napoletano, brani inediti cosa che non accadeva dall’ultimo cd dei Fire Trails, brani che senza ombra di dubbio definirei veramente belli. Ebbene si, per me questo è un bellissimo album, cantato in italiano e che dà le paste (come si dice qui in toscana) a tutti i finti rockers che girano la penisola e si parcheggiano nelle radio e tv commerciali! 37 minuti di fottuto rock alla Pino Scotto, che restano impressi nella mente già dal primo ascolto, e badate bene non ci sono testi sdolcinati, d’amore che uno se li ficca in testa subito, no! Qui si parla di sociale, si parla di idioti che vanno in tv, di signorine pronte a tutto pur di avere un successo effimero, di precari e di istituzioni che non ci tutelano, il tutto alla maniera di Pino, dissacratorio più che mai con un linguaggio diretto a volte volgare, se volgare si può chiamare chi ti sputa in faccia la verità! Continuate ad amarlo od odiarlo, ma come lui non ce ne sono!
L’album parte con la grintosissima “Quore di Rock ‘n’ Roll” e non ce n’è per nessuno, la band che lo accompagna in questa fatica è composta da Steve Volta alle chitarre, Marco Di Salvia alla batteria, Frank Kopo al basso, più vari ospiti che vedremo successivamente, come dicevo si parte subito in quarta, sentite come graffia la chitarra di Volta a sorreggere un chorus famelico “Si mi piace, Quore Rock ‘n’ Roll..”, per un brano che omaggia il rock!
“Morta è la Città” ha una ritmica serrata e vede alla chitarra i solos di Kee Marcello grande amico di Pino, il testo è diretto sui mali della società, sulla mancanza di ideali e solidarietà direi io, la voce di Pino rauca e ruvida sporcata dal Jack è sempre un bel sentire e Marcello riffeggia di brutto!
Eccoci ora a quello che io ritengo un capolavoro, facendo sicuramente incazzare i puristi, trattasi di “Gli Arbitri ci Picchiano” (godetevi anche il video su you tube o su rock tv) un pezzo di rock durissimo contaminato da inserti rap con la collaborazione di Caparezza che duetta con Pino, ecco la musica contaminata il futuro del metal e del rock! Sulla scia del rifacimento di “Come Noi” ma molto meglio direi, e Caparezza come J-Ax volenti o nolenti sono molto più rocker di tanti cialtroni che agitano le folle..Testo che va solo ascoltato e in cui rivedrete il mondo che vi circonda, e gli arbitri sono un eufemismo.. Ai cori come in altri brani c’è Olly dei The Fire e alle chitarre collabora anche Filippo Dallinferno che appare anche nella prima traccia e nella nona. Ripeto un pezzo clamoroso!
“Il Pronista” è evidente sin dal titolo a chi si riferisce, a tutti sti idioti che popolano certi programmi televisivi, il pezzo è molto tirato, metal al punto giusto, Volta dà dimostrazione delle sue capacità, bello anche il fraseggio dell’armonica a metà brano, nulla da dire gran sound!
“Tempi Lunghi” ritmo quasi Ac/Dc , potente e molto “violento” nel testo che riguarda i nostri politicanti, no Pino non le manda a dire, ve le dice lui!
Sono sincero, erano anni che non ascoltavo un disco così bello completamente italiano, ma ecco “Soldatini di Pongo” e qui tanto di cappello, confesso che mi son commosso ad ascoltare, si parla di bambini soldato, realtà che conosciamo poco ma che purtroppo in questo sporco mondo esiste eccome.. Pino duetta con Nina, voce calda e ruvida una vera sorpresa non conoscendola, il tutto su una struttura bluesy molto affascinante. Io punterei molto su questa song per un futuro video e singolo, troppo bello!
Ovviamente non posso non fare i complimenti allo staff della Valery, che come ho già avuto modo di dire in passato non sbaglia un colpo nelle proprie produzioni.
“Stage degli Innocenti” è un hard rock molto settantiano, gran ritmo, sconfina in alcuni momenti in metal duro e puro, si parla di precari, del lavoro che non c’è e della disperazione che può derivarne, altro che i testi dei nostri rocker da stadio, che, per citare Pino, da anni ci dicono le solite cazzate!
“Maldido Street” ha una base R’n’R potentissima, e la voce tagliente di Scotto è a proprio agio, testo meno impegnativo, ma se si scava si capisce eccome il significato.. Un plauso a tutta la band che mai come in questo lavoro sembra essere tutt’uno col nostro rocker sessantenne solo di età, ma con lo spirito di un ventenne!
Si apre con una chitarra blues ” Che Figlio di Maria” e poi si passa a un suono metal-rock che ricorda certe band americane anni ’80, una preghiera che viene rivolta a un Dio che forse si è scordato di noi.. splendido solo finale di Volta che dà un tocco di classe in più al tutto.
“Blues On” è un breve strumentale che ci riporta a certo blues anni ’60 mai troppo apprezzato dalle nuove generazioni, e che invece farebbe molto comodo nel background di musicisti e fruitori di certe sonorità, perchè ricordiamoci che tutto parte dal blues.
Si chiude in bellezza con “Diatribal Rock” anche qui potenza, classe, ritmi serrati per una canzone di sicuro impatto, con l’ennesimo riferimento a certi personaggi della musica e dello spettacolo dalla testa completamente vuota..
Cosa resta da dire? Che siamo di fronte a uno dei migliori, se non il migliore, dischi rock degli ultimi anni, senza fronzoli, mezze misure o alchimie varie. Plaudiamo a Pino Scotto alla sua band e alla Valery Records!
Horns Up!
Klaus Petrovic
TrackList
01-Quore di Rock ‘N’ Roll
02-Morta è la Città -feat Kee Marcello
03-Gli Arbitri ti Picchiano -feat.Capareza
04-Il Pronista
05-Tempi Lunghi
06-Soldatini di Pongo -feat. Nina
07-Stage degli Innocenti
08-Maldido Street
09-Che Figlio di Maria
10-Blues On
11-Diatribal Rock
- Anno: 2010
- Etichetta: Valery Records
- Genere: Hard Rock/Heavy Metal
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