Voto: 6.5
‘Dove finiscono le parole inizia la musica’. Attraverso questo aforisma di Heine, si può definire in sette parole il concept album dei Playground Trauma di Quarrata in cui c’è sound, sperimentazione e una ricerca costante di nuove e svariate sonorità attraverso le nuove canzoni seppure il filo conduttore sul quale fanno leva sia di base il crossover.
Le canzoni sono tutte cantate in italiano, e trovo la scelta azzeccatissima perché sottolinea ancora di più la personalità eclettica ed esuberante del gruppo facendo leva sui punti cardine di un album in cui i chitarristi sono dei veri maestri nel creare alchimie di suoni a effetto .
La intro, la canzone di apertura dell’album è molto cupa, e questo è abbastanza frequente nel genere, non è una novità, ma il pregio è che riesce a tenere un climax di suspence e incuriosisce perché passa da uno stato di calma apparente ad un urlo assordante che scuote repentinamente. Introduce il filo conduttore dell’album: un urlo di dissenso verso il lato oscuro della medaglia di una società post-globalizzata avida e materialista.
Poi si prosegue con ‘In Nome del progresso’, un brano molto aggressivo e di impatto pieno di batterie e chitarre.’ D Fondamentale‘ invece è più alla Rage Against the Machine, e qui il carattere del gruppo si oscura un po’, perché non si tenta di rendere il pezzo originale, soprattutto da parte del cantante che si limita a ricopiare un déja vu troppo forzato senza interpretazione personale. Questa canzone non mi ha convinto, mentre questo discorso non vale per ‘Fight This Time’: dopo una prima parte in cui le chitarre fanno da padrone, qui la forte personalità del cantante e il suo piglio aggressivo si sente moltissimo, come tutto il resto del gruppo che qui ci mette del suo. ‘Immagini di guerra’ va di basso e batteria per proseguire verso un crescendo che si mantiene fino alla fine coinvolgente. Il plot point dell’album avviene con ‘Cuore sanguina’, più ragionato e meno impulsivo dei precedenti brani.
‘Morte ai padroni‘ riassume un po’ il senso: testo al veleno contro la società e ritmo veloce misto tra crossover e nu-metal che ricalca l’obiettivo di tutto il lavoro.
In generale i PalygruondTrauma potrebbero essere una band con tanta grinta da vendere. Queste sono canzoni ‘da guerriglia’ e da gustarle dal vivo, dove mi hanno molto colpito gli assoli di chitarra con le varie digressioni sonore molto ben elaborate, ma l’unica cosa che invece non mi convince è: cercare di mantenere la propria personalità durante l’interpretazione senza atteggiarsi in un ruolo costruito. Essere spontanei secondo me aiuta a rendere più vivo e reale un brano soprattutto dal vivo.
Ilaria Degl’Innocenti
TrackList
01. L’era artificiale
02. Nel nome del progresso
03. D fondamentale
04. Fight this time
05. Immagini di guerra
06. Cuore sanguina
07. Morte ai padroni
08. Stato di fermo
09. Rimani in superficie
10. Trauma #1
- Anno: 2012
- Etichetta: New Idols Records/ Self
- Genere: Crossover
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