Voto: 7.5

Dal 2008 i Plugs Of Apocalypse hanno fatto molta strada. Dopo essersi fatti conoscere partecipando a numerosi live e a diversi contest per band emergenti, nel 2011 la combo romana sforna un EP e un album autoprodotto intitolato “Necropolis”. Con l’album il loro nome comincia a girare anche tra alcune case discografiche, ma la band preferisce non firmare alcun tipo di contratto perchè, troppo affamata di musica, preferisce cominciare subito i lavori per il successore, e dopo il lavoro di un anno, a dicembre del 2012, “Ashes” viene alla luce.

Plugs Of Apocalypse picchiano giù duro con il loro Deathcore ricco di groove, che lascia comunque spazio a venature Mathcore e a parti più melodiche. I cinque ragazzi danno prova di un’ottima tecnica compositiva, le chitarre creano mondi violenti e distortissimi sui ritmi folli di basso e batteria, mentre la sovrapposizione delle voci scram e growl da una nota di schizofrenia alle canzoni.

Ashes” parte subito in quinta: “Ashes To Ashes” e “Dark Messiah”, con i loro ritmi martellanti e veloci che frenano, si stoppano e ripartono a mille continuamente, colpiscono l’ascoltatore con una tale violenza da non fargli più capire neanche dove si trova!

Bleed Forever” segue la scia travolgente delle tracce precedenti, ma nei ritornelli smorza un po’ i toni, complice un cantato pulito.

Dead Inside” riprende la crociata con immane violenza, creando un’amosfera cupa e malvagia.

Con “They Were Never Alive” ritroviamo il cantato pulito; sul finire i ritmi melodici prevalgono, aprendo le porte a “Breath”, una strumentale che ci mostra il lato più pacato e sinfonico della band.

La calma però dura poco, infatti “Jumping Down From A Black Sky” è dietro l’angolo, e con lei tornano in scena anche i ritmi psichedelici che hanno caratterizzato le prime canzoni.

Neurotica”, come già il nome fa presagire, è una canzone veloce, brutale, ricca di rallentamenti e accelerazioni, che sfocia un riff finale in cui il pogo in sede live è assicurato.

A chiudere l’album troviamo “I, Chaos”, che miscelando alla perfezione riff tetri e violenti con ritornelli melodici, ci offre un eccellente riassunto dell’intero album.

In conclusione: “Ashes” è un album originale e travolgente. I Plugs Of Apocalypse hanno dato prova di come, se le idee sono forti e chiare, si possono raggiungere ottimi traguardi anche in poco tempo, e continuando su questa strada sono sicuro che sentiremo parlare di loro molto presto.

 

Lord Hate

 

  • Anno: 2012
  • Etichetta: Autoprodotto
  • Genere: Alternative Metal

 

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