Voto: 7

Terza recensione in 3 anni quella che passo al setaccio adesso per gli umbri Morghana, band alla quale sono ormai affezionato soprattutto perchè la prima recensione non fu affatto positiva, ma loro invece di controbattere insultando (come mi/ci è capitato spesso su questa webzine) si son messi al lavoro duramente e dopo quel passo falso commesso con ‘Allucinazioni Additive‘ sfornarono l’ottimo ‘After Dark‘ che spaziava nell’arco musicale dell’hard rock in modo maestoso pur presentando anche qualche accenno a musica più estrema.

Ed ecco che infatti a due anni esatti da quell’ottimo cd mi arriva sulla scrivania questo ‘Rebellion‘ e sinceramente una volta premuto il tasto play ho pensato: ma la Revalve Records (nuova etichetta della band) ha forse sbagliato a inviarmi il promo? Irriconoscibili. Infatti dopo la brevissima intro il primo brano ‘Old Deception‘ pone alla mia attenzione un cambio radicale che sposta il suono dei ragazzi di Gubbio verso un travolgente Groove Metal con lo scream vocale di Roby Brian assolutamente spiazzante.

Dove sono finiti i Morghana che trovavano negli Avenged Sevenfold il proprio spunto creativo del precedente cd? Qui ci avviciniamo ai suoni distorti di band esponenzialmente molto diverse, un ibrido di thrash, technical, death, nu metal, metalcore, insomma indefinibili o meglio definibili in groove metal. Facile sarebbe accostarli ai Sepultura della svolta, o ai Pantera più ortodossi, o ai più di moda adesso DevilDriver, quello che non capisco è come si possa cambiare genere così, senza avvertire i deboli di cuore. (Ovviamente è una battuta Nd. Klaus)

Ora chiariamoci subito, il fatto di passare da un genere all’altro può essere anche considerato positivo e quindi i Morghana in questo denotano voglia di cambiare, sperimentare, confrontarsi con qualcosa di diverso da quello che era la loro natura e lo fanno anche in modo valido. Poi sarà il pubblico, i fans della band che giudicheranno se la scelta è stata giusta o meno.

Raining Fire‘ è una bomba che deflagra con una potenza micidiale, il tiro del pezzo è notevole, la prova dei musicisti è perfetta, del resto la produzione non ha difetti di sorta.

The Breed‘ è uscito come video il mese scorso e denota ancora la grande potenza sonora ma comincia anche a denotare i difetti di un genere che non permette molte divagazioni e che alla lunga potrebbe anche stancare.

Ed ecco così che i seguenti brani non propogono nulla di diverso da quanto fino a qui ascoltato, ripeto il genere non dà molte possibilità di svariare musicalmente, può cambiare un pò il ritmo ma la sostanza in fin dei conti è quella. Su ‘Desecrated‘ si mette in evidenza la batteria estremamente presente di Naked, mentre su ‘Shame‘ la rabbia sonora dei Morghana prende il sopravvento in  maniera schizofrenica mostrando se non altro l’ottima vena compositiva della band.

Purtroppo non ho i testi a disposizione ma gli stessi fanno parte di una specie di concept che ci parla del mondo moderno e della voglia di ribellarsi ad esso tramite vari aspetti.

Messiah‘ procede schizoide tra cambi di tempo, riff maniacali, stop and go, sparando bordate di adrenalina mentre la conclusiva ‘Era‘ si apre in puro stile thrash anni ’80 salvo poi riportarsi al feroce groove metal che è marchio comune dell’intero lavoro.

Sicuramente i Morghana giocano una carta molto importante per la loro futura carriera e pur virando verso nuove avventure sonore dimostrano di sapere il fatto loro e di impegnarsi al massimo per riuscire a dire la loro anche in un campo più estremo rispetto al passato, lavoro spiazzante per i vecchi fans e godibile per chi ama appunto sonorità più ‘vivaci’. Qualità non manca, personalità nemmeno, ai posteri l’ardua sentenza.

 

Klaus Petrovic

 

TrackList

1. Intro Third From the Black Closet

2. Old Deception

3. Raining Fire

4. The Breed

5. Desecrated

6. Shame

7. Messiah

8. Era

 

  • Anno: 2013
  • Etichetta: Revalve Records
  • Genere: Groove Metal

 

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