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Voto: 7

Torna sulle nostre pagine Perseo Miranda, artista genovese la cui  storia ebbe inizio già agli albori degli anni ’80. L’ultima recensione apparsa su Italia di Metallo riguardava l’album ‘A Silence That Screams‘ il quale però è stato seguito poco dopo da ‘Firmament‘ che non è passato dalla nostra redazione, e che magari avremo modo di analizzare in futuro.

La gestazione di questo nuovo lavoro ha avuto un pò di ritardi, infatti pur essendo uscito a fine 2012 solo adesso trova la giusta promozione, giusta perchè ‘Theatre Metal‘ è un lavoro assai interessante.

Si tratta prima di tutto di una sorta di musical, come viene spiegato nelle note biografiche, musical che attraversa i lati oscuri della nostra coscienza aiutandoci a combattere gli stessi. Ora detto così in breve non vi farà capire molto di ciò che l’artista ligure vuole esattamente rappresentare, ma ce lo faremo spiegare direttamente da lui in una prossima intervista.

Per quanto riguarda il lato prettamente musicale Perseo (autore di testi e musica) si fa accompagnare come al solito da Pier Gonella chitarra e basso, e per l’occasione da Robert Vaughan alla batteria.

Come ci ha abituati il suo viaggio sonoro è spesso adornato da sperimentazioni pur restando in ambito heavy metal classico, riconducibile ai momenti magici del genere e cioè agli anni ’80.

Si parte con ‘Theatre Metal‘ oscura traccia in cui la chitarra ‘impazzita’ di Pier Gonella disegna alchimie musicali che ben si adattano ai falsetti, alle linee vocali più torbide e ai gelidi lamenti espressi da Perseo in un gioco di alti e bassi di scatti adrenalinici e di stop sperimentali. Il tutto condito dalla tormentosa batteria che duetta con basso e chitarra lasciando spiazzati per l’enorme phatos che si viene a creare. Ottimo inizio.

Monster in the Stage‘ è un delirio di tre minuti nel quale l’artista si avvicina a certe sonorità black d’annata (grazie anche alla prima parte vocale) fuse poi con un tormentato momento narrato che musicalmente si pone a metà tra gotich e dark, proseguendo le sue particolari sperimentazioni.

The Armed Poet‘ è la parte narrata (in lingua madre) con gelido vento di sottofondo e un divenire di note sempre più agghiaccianti che si infiammano con lo scorrere dei minuti presentandoci la parte più squisitamente metal con un ritmo sincopato e la voce in falsetto che tanto ci ricorda King Diamond.

La particolarità del personaggio è che tutto ciò che produce se può dare adito al pensiero che sia tutto gelido, fatto con distanza, viene invece dal cuore e non dalla mera commercialità, ma da ciò che sente dentro di sè e ce lo propone in modo genuino.

Se il precedente brano si chiude quasi all’improvviso ‘Front Curtain‘ riparte angoscioso con continui cambi di tempo, ritmi sferzanti, chitarre graffianti, taglienti e lui con la voce a creare le atmosfere granguignolesche che spesso lo identificano.

Con ‘Copernican Revolution‘ ci si avvia in modo molto psichedelico per poi, tramite la batteria, addentrarsi in una parte sincopata e in una serie di vocalizzi assai particolari, insomma siamo davvero di fronte a qualcosa di unico e particolare che taglia fuori tanta roba tutta uguale fatta in fotocopia. Sperimentazione fatta ad arte.

Beatification‘ scatta con un deciso attacco di chitarra metal, poi l’organo ci porta alla parte teatrale e ‘beatificante’ e dopo ci si scatena con parti vicine allo speed metal e la batteria sempre potente che si fonde alla perfezione con chitarra e basso, forse il brano più bello del cd!

La reprise di ‘The Armed Poet‘ è il continuo della narrazione, e viene seguito da una breve traccia ‘The Curtain Opens‘ che ci sorprende per la sua vena classica e per classica intendo la musica dei secoli che furono, antesignana che si voglia o no del nostro metal.

Il finale è affidato alla sempre breve ‘The Theatre of Feeling‘ anche questa dal sapore granguignolesco e dalla alta dose di teatralità che distingue larga parte di questo nuovo lavoro di Perseo Miranda.

In conclusione un gradito ritorno per un valido artista che non si piega alle mode e che esprime il proprio Io in musica senza passare da falso profeta. Per gusti raffinati.

 

Klaus Petrovic

 

TrackList

1. Theatre Metal

2. Monster in the Stage

3. The Armed Poet

4. Front Curtain

5. Copernican Revolution

6. Beatification

7. The Armed Poet (reprise)

8. The Curtain Opens

9. The Theatre of Feeling

 

  • Anno: 2012
  • Etichetta: Erga Edizioni
  • Genere: Heavy Metal

 

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