Voto: 8

A due anni di distanza da ‘Codici Kappaò‘ torna tra di noi l’artista italiano più amato/odiato in ambito rock, tralasciando chi si spaccia per rock ma che di rock ha solo il nome imposto da case discografiche e radio barzelletta. Il ritorno del nostro Pino nazionale avviene con un album di dodici brani di cui solo due inediti, l’opener ‘La Resa Dei Conti (Kiss My Ass)‘ e ‘Rock,N’ Roll Core‘. Il resto infatti sono cover di vecchi ma attualissimi pezzi sia italiani che stranieri, veri e propri omaggi che Pino Scotto vuole rendere ad artisti di vario genere anche per riscoprire gemme della discografia mondiale. Il tutto accompagnato da una miriade di ospiti ne ho contati tra chitarristi, bassisti, batteristi e l’armonica di Fabio Treves ben 24…

L’inizio è appunto come dicevo ad opera della inedita ‘La Resa Dei Conti (Kiss My Ass)‘ frenetico RNR scritto a due mani con il bassista di colore Nathaniel Peterson (bluesman dal ricco passato), il tutto prodotto da Olly Riva. Testo come al solito diretto e senza fronzoli come il Pino Style predilige. A seguire la prima cover e non poteva che essere ‘Il Chitarrista‘ dell’amico Ivan Graziani un’artista mai troppo osannato come si dovrebbe e che ci ha lasciato in eredità una miriade di brani stupendi e questo è uno di quelli e Pino ce lo ripropone in collaborazione con i figli di Ivan, Filippo alla voce e Tommy alla batteria. Versione molto vicina all’originale con un tocco di rock in più e lo splendido assolo di Ricky Portera. Si va avanti con un brano di un altro genio della musica italiana, Luigi Tenco ‘E Se Ci Diranno‘, datato 1967 ma dal testo sempre attualissimo che ci viene proposto in una versione molto vibrante e piena di sana energia grazie anche alla batteria di Mario Riso e alla chitarra di Steve Anghartal. Piacevoli anche le tastiere di Maurizio Belluzzo.

Arriviamo così a ‘Povera Patria‘ brano simbolo della musica d’autore del maestro Franco Battiato che ci viene proposto in una versione rock molto sentita e tormentata. Grande interpretazione vocale di Pino che fa sua la canzone aiutato da Filippo Dallinferno (che suona la chitarra in quasi tutti i brani), Dario Bucca (basso in vari brani) e Alecs Mansi alla batteria.

Svalutation‘ storico pezzo di Celentano che viene rinfrescato e attualizzato ai suoni moderni grazie anche a Alecs Mansi qui davvero gigantesco, Steve Anghartal che sciorina riff su riff mentre il solo è opera di Maurizio Solieri e soprattutto dalle ispiratissime tastiere di Belluzzo che rendono davvero possente il brano. A sorpresa come ospite alla voce a duettare con Pino su ‘E’ Arrivata la Bufera‘ troviamo un sorprendente Drupi, artista pop emiliano degli anni ’70 che si fa riascoltare con piacere. Forse l’episodio meno “serio” di questa collection se non si capisce il doppio senso del testo che anche in questo caso risulta alquanto attuale.

Siamo quindi al secondo inedito stavolta in inglese ‘Rock, N’ Roll Core‘ che mi riporta alla mente qualcosa della band madre Vanadium, magari un po’ più modernrock ma comunque potente e dal refrain ruffiano.

Si riparte con le cover e si riparte con il re del RNR Elvis Presley mito di Pino e non solo ovviamente. Frizzante la versione proposta di ‘Heartbreak Hotel‘ molto bluesy grazie anche all’armonica di Fabio Treves sempre gradita.

Si omaggia anche l’amico Lemmy con ‘Stone Dead Forever‘ nella quale troviamo ospite vocale Blaze Baley, ma qui è l’accoppiata Mario Riso (drum) e Olly Riva (basso) che conduce prepotentemente il brano, vicino all’originale ma se si vuole ancora più dirompente.

Di ‘Still Got The Blues‘ di Gary Moore vi avevo già parlato nella recensione di ‘Code Of Discipline‘ del Kappa, infatti è la stessa versione col chitarrista livornese e il cugino Rolando Cappanera alla batteria. Che dire: immensa può bastare?

Abbiamo ancora ‘Still Raising Hell‘ di Ted Nugent eseguita con Steve Volta alle chitarre e Marco Di Salvia terremotante più che mai alla batteria, il brano riceve una dose di energia davvero poderosa.

Finale alla grande con un classico del blues e di Muddy Waters e cioè ‘Hoochie Coochie Man‘ che vede protagonista a basso e voce Nathaniel Peterson oltre all’armonica di Treves la slide guitar di Nazzareno Zacconi, la guitar di Fulvio Feliciano e la batteria di Daniele Graziani.

Finale stupendo per un cd che regala emozioni per la passione che Pino Scotto mette in qualsiasi cosa faccia, sia che sia un brano proprio sia che sia di altri artisti che hanno fatto la storia della musica italiana e internazionale. Grazie di esistere.

 

Klaus Petrovic

 

TrackList

01. La Resa Dei Conti (Kiss My Ass)

02. Il Chitarrista

03. E Se Ci Diranno

04. Povera Patria

05. Svalutation

06. E’ Arrivata La Bufera

07. Rock’n’Roll Core

08. Heartbreak Hotel

09. Stone Dead Forever

10. Still Got The Blues

11. Still Raising Hell

12. Hoochie Coochie Man’

 

  • Anno: 2014
  • Etichetta: Valery Records
  • Genere: Hard Rock/Heavy Metal

 

Links:

Sito Ufficiale

Facebook

 

Autore

Vecchia versione del sito (archiviata)