Dopo il buon “Rituals“, i liguri Plateau Sigma ritornano con un nuovo album che, come un puzzle, sembra una raccolta di emozioni e sentimenti che vano dal gotich/doom piu’ oscuro ed ambientale fino alle tenebrose atmosferre della dark new wave.
In questo senso “Symbols – The Sleeping Harrmony Of The World Below” è una perla di rara bellezza che non sentivo da tanto tempo e, conoscendo gli album precedenti, sono pienamente convinto che i Plateau Sigma abbiamo sfornato il loro capolavoro.
“Heterochromia” è un brano di pura oscurità che con grande sapienza sa prendere gli spunti piu’ interessanti e intigranti dei primissimi Opeth ma anche del grande Ihshan solista ( per chi non lo conoscesse si tratta dello storico cantante degli Emperor).
Le cupe linee vocali del singer riescono ad intrecciarsi molto bene con il cantato in growl che con grande facilità riesce ad amalgamarsi con i riff lenti e sepolcrali. Brano molto intenso, intriso di maliconia e disperazione. La band ligure, album dopo album, è riuscita ad affinare la propria capacità compositiva dando vita a un loro particolare sound.
I lisergici 8:29 minuti di “A Parody of Medea“, ancora una volta, ci dimostrano di quanto i Plateau Sigma siano musicalmente eclettici e trasversali: gli arpeggi delicati e malinconici e le parti piu’ dure fanno decollare la composizione in una grande emozione che riesce ad entrarti dentro come non mai.
Le parti piu’ doom sono ben bilanciate e danno quel giusto tocco di potenza che mi hanno ricordato le atmosfere dei primi Katatonia. Sezione ritmica ispiratissima e di grande livelllo!
Gli arpeggi delicati e dolci di “To Mnemosine’s Bittersweet fruit” ci regalano uno dei brani piu’ belli dell’intera Opera: “The Moon Made Flesh“. Quasi otto minuti di grande ispirazione sonora dove le parti piu’ lente e cadenzate sono bilanciate da suoni molto intimistici e pregni di animo. Le chitarre pulite di sottofondo ai suoni distorti sono un qualcosa di incredibile, senza contare l’assolo che ne segue. Linee vocali che riescono a comunicare la profondità musicale dei Plateau Sigma. Tanto di cappello!!!
Dopo la psichedelica “The White Virgin” un’altro capolavoro che colpira’ molto i fan piu’ accaniti del Doom: “She Kept the Sacred Fire, Still“. 9 minuti oscuri e decisamente “Doom” che ci riportano ai tempi dei primissimi Cathedral di “In Memorium“. Ritmi lentissimi e candenzati sono la giusta combinazione per permettere al Singer di portarci, come Caront , nell’Ade. Da evidenziare, superata la metà del brano, la presenza di sonorità che devono molto alla dark new wave di band come Dead Can Dance.
Ci pensa la nostalgica “The Child and the presence” a chiudere il cerchio di un’album che porta i Plateau Sigma ad essere, per quanto mi riguarda, una delle piu’ belle realtà italiane degli ultimi anni. Probabilmente, grosso problema della mentalità italiana che spesso segue le mode musicali Facebookiane senza avere una buona cultura musicale, ci sarà chi non capirà la band ligure ma sono pienamente convinto che i nostri abbiano le giuste capacità per offrire a livello internazionale una bella facciata della musica metal italiana. Sicuramente tra i dischi piu’ belli di quest’anno.
Domenico Stargazer
TrackList
- Heterochromia
- Ouija And The Qvantvm
- A Parody Of Medea
- To Mnemosine’s Bittersweet Fruit
- The Moon Made Flesh
- The White Virgin
- She Kept The Sacred Fire, Still
- The Child And The Presence
- Anno: 2019
- Etichetta: Avantgarde Music
- Genere: Doom Metal
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