Nemesis Call’ di Alberto Rigoni è l’ultimo lavoro di una artista tanto prolifico quanto poliedrico, che disco dopo disco, si è costruito una reputazione solida nel panorama del progressive metal strumentale. Con le sue 17 tracce, questo quattordicesimo album solista si presenta come un’opera ambiziosa e, al tempo stesso, come una sfida alla pazienza dell’ascoltatore contemporaneo.

C’è qualcosa di peculiare nel modo in cui Rigoni concepisce i suoi dischi. Non si tratta mai di semplici esibizioni di virtuosismo fine a se stesso, ma piuttosto di un dialogo costante tra la sua visione compositiva e quella dei numerosi ospiti che invita a partecipare ai suoi progetti. La presenza di musicisti del calibro di Thomas Polychuck, Mike Terrana, Alexandra Zerner e Mark Zonder trasforma ogni brano in una sorta di summit internazionale del metal progressivo, dove ogni contributo porta con sé un bagaglio di esperienza e personalità diversa.

Il problema è che questo approccio collaborativo rischia di annullare l’identità del disco: ascoltando ‘Nemesis Call‘ dall’inizio alla fine, si ha spesso la sensazione di trovarsi di fronte a una compilation di session recording piuttosto che a un’opera organica. Ogni traccia sembra vivere di vita propria, raccontando una storia diversa senza mai confluire in un discorso più ampio e coerente.

La scelta di titoli evocativi come ‘Rage of Olympus’ o ‘Poseidon‘ suggerisce una dimensione mitologica che però non trova riscontro nella musica che tutto risulta tranne che epica. I brani si susseguono senza un filo conduttore, alternando momenti di energia a passaggi più contemplativi.

Dal punto di vista puramente strumentale l’album è irreprensibile. Il basso di Rigoni, protagonista indiscusso, si muove con naturalezza tra più atmosfere ma proprio questa competenza risulta asettica, privando la musica di quella energia spontanea e di quell’impatto emotivo che il rock duro deve trasmettere.

Il paradosso del progressive metal strumentale contemporaneo emerge chiaramente in ‘Nemesis Call‘: più la tecnica si affina, più la musica rischia di perdere la sua carica espressiva. Rigoni è un musicista raffinato, ma forse troppo rispettoso dei canoni del genere per osare davvero. I suoi brani sono ben costruiti, perfettamente prodotti, ma mancano di quella scintilla di follia che potrebbe trasformarli da competenti esercizi di stile in vere e proprie canzoni.

Provate ad ascoltarne qualche pezzo, a piccole dosi, inseritelo in qualche vostra playlist e magari comincerete ad apprezzarlo, ma, ripeto, non vi ritroverete a cantare a squarciagola, a fare headbanging o a desiderare di vederlo dal vivo.
Non si può negare che Alberto Rigoni abbia creato un prodotto di qualità, ma è sufficiente per piacere?

 

Filippo Marroni

 

Tracklist:

  1. Rage of Olympus (feat. Tomas Polychuck and Sajan)
  2. Blade of Despair (ft. Keinji by Zero and Sajan)
  3. Paradox (ft. Mike Terrana and Loida Liuzzi)
  4. Poseidon (feat. Alexandra Zerner and Mike Zonder)
  5. Symposium (ft. Samet Iliç and Victoria Acosta)
  6. Haunting Reflections (ft. Aanika Pai, Alessandro Bertoni and Thomas Lang)
  7. Eternal Quest (ft. Luca Princiotta and Leksa An)
  8. Out Of Control (ft. Hedras Ramos and Steven Samuel)
  9. Never Enough (ft. Amar Alhoch and Leksa An)
  10. Universe (ft. Roberto De Michieli and Michael Ehré)
  11. Angry Again (ft. Alberto Barsi and Shion Nakagawa)
  12. The Battle is Over (ft. Keiji by Zero and Sajan)
  13. Shadows (ft. Yo Onityan and Shion Nagakawa)
  14. Crucible Chaos (ft. Alice Izy and Riccardo Merlini)
  15. Virgo (ft. Alexandra Lioness and Mark Zonder)
  16. Burning (ft. Alberto Barsi and “Tora Drums” Khuat Hoa Xuan)
  17. Voices (ft. JayBird Byrne and Wiktoria Bailic)

Line-up and Guest musicians:
Bass and keyboards by Alberto Rigoni except on Haunting Reflections, keyboards by Alessandro Bertoni
Drummers:
Mike Terrana (ex Rage, Axel Rudy Pell, etc.)
Thomas Lang (Steve Hackett)
Mark Zonder (ex Fates Warning, A-Z, Warlord)
Sajan (14 years old!)
Steven Samuel
Shion Nakagawa (FRCTS)
Victoria Acosta (10 years old!)
Wiktoria Bialic (soloist, session player)
Leksa An (soloist, session player)
Riccardo Merlini (soloist, Illogistic)
“Tora Drums” Khuat Hoa Xuan
Michael Ehré (Primal Fear, Gamma Ray, etc.)
Guitarists:
Alexandra Zerner (soloist)
Alexandra Lioness (Jenner, Sigma Epsilon)
Thomas Polychuck (In Sylva, Virgil Donati, Simon Philipps, Derek Sherinian)
Loida Liuzzi (soloist)
Keiji by Zero (soloist, session player)
Aanika Pai (11 years old, soloist)
Samet Kiliç (soloist, session player)
Luca Princiotta (Hardline, ex DORO)
JayBird Byrne (soloist, 14 years old)
Yo Onityan (soloist, session player)
Alberto Barsi (Il Volo, Madame, Nek, etc.)
Roberto De Michieli (Rhapsody of Fire)
Amar Alhoch (soloist)
Alice Izy (soloist)

 

  • Anno: 2024
  • Etichetta: Eclipse Music/Rockshots Distribution
  • Genere: Progressive Metal/Neoclassical Metal/Instrumental

 

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