Gli Ice Suckers sono un supergruppo Hard’n’Heavy, nato dalla visione creativa di LGD, iconico chitarrista dei leggendari Defenders Anguish Force, e pronto a scuotere il panorama musicale con un lavoro che celebra l’autenticità del rock, unendo potenza, tecnica e una forte identità sonora.

Il 15 dicembre 2024 sono tornati, più forti e potenti che mai, con l’attesissimo nuovo album “The Second Coming”, disponibile in formato digitale e in una speciale edizione in musicassetta, per i veri appassionati del sound analogico e del fascino retrò. Questo nuovo album dimostra di essere, ascolto dopo ascolto, decisamente coinvolgente e molto ispirato. La band, oltre che ad essere molto coesa, sa comporre brani dotati di grande fascino e di grandi melodie che s’incrociano ad una capacità compositiva di altissimo livello. Colpisce la varietà e la qualità musicale che caratterizzano questo ottimo album e che vedremo in questa recensione.

Destroyer of Love” è un brano possente e dotato di grande dinamicità. All’inizio scoppiettante del batterista, seguono enormi riff di chitarra, che sembrano provenire dai grandi Judas Priest e Riot, con le parti vocali che ricordano il miglior hard/heavy degli anni 80. Ai sanguigni assoli di chitarra seguono ritornelli efficaci e che, con grande capacità, riescono a farci ricordare le ottime melodie. Si sente che il gruppo è ben unito. Grande lavoro della sezione ritmica e del bassista che, soprattutto all’inizio, riesce ad essere pulsante e a dare le coordinate al chitarrista. Molto anni 80!!

Lonely” è un grandissimo brano che sembra provenire dagli anni 70 e , per certi versi, sembra di ascoltare i grandi Kiss (periodo con Ace Frehley alla chitarra). Bella la melodia costruita sopra i fraseggi di chitarra che sorreggono l’intera composizione che, nella sua semplicità, è decisamente efficace. Il sound, oltre alla band citata, ricorda anche alcune soluzioni dei mitici UFO. Brano efficace, melodico, ben strutturato e pregno di carica rock’n’roll! Quella che, soprattutto in questi periodi, ci servirebbe per scacciare la negatività odierna. Brano degno di nota e che si lascia ascoltare più volte. Bravi Ice Suckers!

Notevole e bellissima “I can’t live withouth you” che, in maniera sorprendente, ricorda il sound del miglior AOR degli anni 80; infatti, sia musicalmente che vocalmente, la song ricorda moltissimo i mitici Journey e il Glenn Hughes del periodo con Pat Thrall. . L’immediatezza delle parti musicali e la ricercatezza delle parti vocali si uniscono a fraseggi/assoli di chitarra che, seguendo la melodia vocale, creano un brano eccezionale! Questa è una grandissima composizione che mette in luce le grandi capacità compositive dell’intero gruppo.

Gli echi heavy metal ritornano con la ritmata “Drive faster than the light”. Il sound si avvicina a quello inconfondibile dei mitici Saxon. I riff di chitarra sembrano provenire direttamente dalle vecchie casse Marshall così come le parti vocali sembrano provenire dai primi anni 80! Bella prova del chitarrista che, oltre a creare riff rocciosi e hard rock, si spinge in un grande solo di chitarra che, in alcuni momenti m ricorda il grande Michael Schenker! Tutta la formazione lavora con grande sintonia e i musicisti sono funzionali al lavoro del collettivo. Veramente bravi!

Altro ottimo pezzo che gli amanti del genere ameranno.

I don’t believe in you” inizia con una bellissima parte rock/blues/acustica, mi ricorda il periodo anni 90 del MSG Group con Robin McAuley alla voce, a cui seguono riff di chitarra di matrice hard rock. I nostri dimostrano una grandissima capacità di variazioni di generi e di cambi di tempo. Riuscitissimi i cori così come gli assoli di chitarra sono inseriti nei punti giusti e dove le melodie si sviluppano. Grande il lavoro della sezione ritmica nel sostenere il grande lavoro ritmico.

I nostri, dopo l’hard/metal melodico, ritornano al grande AOR/Hard rock con “You are like my cat”. Song che denota la capacità della band di passare da un genere all’altro in poco tempo. Bello il lavoro delle tastiere che ci riportano a tempi migliori e più positivi. Da segnalare il grande lavoro di basso e batteria sotto gli assoli di chitarra. Un grande cambio di tempo che, in qualche maniera, mi riporta ai grandissimi canadesi Triumph. Composizione di ottima fattura!

Sonny”, nel suo incedere, è un brano molto interessante; infatti, si tratta di brano che ricorda moltissimo i primi UFO (quelli di Phenomenon). Ottimo il lavoro della chitarra acustica e del cantante che, con grande ispirazione, crea melodie intense che, in fase successiva, permette alla chitarra elettrica di creare un assolo di chitarra decisamente degno di nota! Sembra di essere ritornati negli anni 70.

Dopo la buona e trascinante “You lose your chance”, l’oscura ed intrigante “The Sandland”. Ai tenebrosi synth (quasi da film di fantascienza anni 80) seguono rocciosi riff di chitarra e parti di tastiera che creano un ottimo tappeto musicale dove il vocalist, con grande sapienza, si esprime con grande naturalezza e capacità. Il brano è colmo di parti epiche, oscure, heavy e decisamente coinvolgenti. In alcuni momenti, con le dovute proporzioni di genere e tecniche, si sentono echi dei Rush di “Moving Pictures” e del primo album del Michael Schenker Group. Magnifico l’assolo di chitarra che getta fuori tutta la sua grandiosità! Il brano migliore del disco e che, quasi sicuramente, dal vivo colpirà tanti metaheads.

Il buon hard/heavy di “The other girl” chiude un disco veramente riuscito e degno di nota. Gli Ice Sukers dimostrano di essere, oltre che grandi musicisti, grandi amanti della musica rock/heavy poiché dimostrano di essere versatili e di saper comporre dei brani veramente degno di nota. Uno dei migliori dischi sentiti in questo 2025.

Domenico Stargazer

Tracklist

  1. Destroyer of Love
  2. Lonely
  3. I Can’t Live Without You
  4. Drive Faster Than the Light
  5. I Don’t Believe in You
  6. You Are Like My Cat
  7. Sonny
  8. You Lost Your Chance
  9. The Sandland
  10. The Other Girl
  • Anno: 2024
  • Etichetta: Wanikiya Records
  • Genere: Hard/heavy

Links:

Facebook

Spotify

 

Autore

Vecchia versione del sito (archiviata)