Sarcasmo, ironia, ribellione, sfida all’ascolto, copie limitate, gruppo di nicchia, nihilismo, caos, solitudine, depressione: i Rotgod in poche parole.
‘Sono Noise Maniakk, leader del progetto death/thrash/core italiano Rotgod, e sono in cerca di recensioni/interviste per il mio ultimo lavoro “Polemics and Obscenity – Part 1 & 2“‘.
Arrivato in redazione accompagnato da questa stringata richiesta il nuovo lavoro della one man band siciliana provoca in me grande curiosità. Mi accorgo che i lavori precedenti erano già passati da queste parti: ‘Jesus Christ Pornostar‘ del 2023 e ‘Sonic Degeneracy‘ del 2024. Ma veniamo a questo doppio EP per un totale di un’oretta scarsa.
Se i Rotgod avessero un motto, sarebbe probabilmente ‘Perché no?’. Cioè, perché non trasformare due EP in un esperimento sonoro che oscilla tra il genio e il disturbo acustico? Perché non seppellire melodie potenzialmente orecchiabili sotto una montagna di distorsione, urla, bestemmie e cacofonie che sembrano provenire da una fonderia? ‘Polemics and Obscenity Pt. 1 & 2‘ è tutto questo: un viaggio nell’overdose di adrenalina, con tappe obbligate nel caos e nella confusione più assoluta.
Il primo capitolo di questa opera si apre con un omaggio ad un malefico Gabibbo prima del riff di ‘OK Zoomer‘ che promette energia ma che viene presto sommerso da una produzione volutamente sporca, come se il tecnico del suono avesse registrato tutto attraverso un muro di cartongesso.
Le voci? Un alternarsi di grugniti, sussurri distorti e urla che potrebbero essere sia espressione artistica sia il risultato di un incidente domestico.
I testi, quando decifrabili, sembrano scritti durante una crisi esistenziale.
Ci sono anche tre cover: ‘Being Ripped Off‘ dei Cripple Bastards e ‘Lucid Fairytale‘ dei Napalm Death. La produzione è ruvida, tra chitarre sporche e voce urlata, non si cerca la melodia si punta all’urto immediato. Forse l’episodio migliore è la conclusiva cover ‘Sex, God, Sex‘ degli Swans, 8 minuti di sludge, doom e noise che ipnotizza ma non stanca.
Se il primo disco era un pugno nello stomaco, il secondo è il calcio nelle orecchie. Qui i Rotgod raddoppiano la dose con una maggiore componente thrash/death old school con l’omaggio finale ai Necrodeath con ‘Choose Your Death‘.
Non mancano passaggi che sfiorano il post-punk, altri che sconfinano nel noise più puro, e almeno un paio di tracce che sembrano la colonna sonora di un incubo industrial.
Il bello? Non sai mai se Noise Maniakk sta prendendo in giro il pubblico o se è serio. E forse è proprio questo il genio.
‘Polemics and Obscenity Pt. 1 & 2‘ è il disco perfetto per chi ama la musica estrema o per chi vuole punire i vicini rumorosi. I Rotgod giocano costantemente sul filo del rasoio tra l’innovazione e il ‘ma che diavolo sto ascoltando?‘.
Se cercate melodie rassicuranti, cercate altrove. Se invece volete un’esperienza che vi lasci confusi, irritati e stranamente affascinati, allora questo sono i vostri dischi.
Filippo Marroni
Tracklist:
Pt.1
- Intro (the cult of Gabibbo)
- OK zoomer
- IdPol is a waste of time (both left and right)
- Being ripped off
- God of the gaps
- Lucid fairytale
- Eternal return (january 3, 1889 – june 28, 2022)
- Sex, God, sex
Pt.2
- Intro (fatal intrusion)
- Insipid metal
- I’m joining the terrorists
- Total burnout (taste of Thanatos)
- Misanthropy
- Sado-death
- Renè Ferretti mosh
- Choose your death
- Anno: 2024
- Etichetta: Autoprodotto
- Genere: Death/Thrash/Core
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